Lettore medio

Stanze segrete (Francesco Mario Passaro)

Le persone sbirciavano tra le nostre macerie e la compassione nei loro sguardi ci rendeva ancora più tristi, sfigurandoci, mettendoci in crisi. Alice, a modo suo, subito reagì, chiedendomi di non parlare più di quella tragedia”.

Le stanze del cervello hanno infinite porte e corridoi: ogni stanza contiene un ricordo, ogni corridoio è un collegamento. Quando però le porte si aprono, i ricordi invadono prepotenti i nostri spazi vitali e anche quando pensiamo di aver superato certi momenti, succede sempre qualcosa che riporta in vita un dolore con cui bisogna convivere perché la vita, tanto nel bene quanto nel male, procede sempre diritta, proprio come il tempo.
Alfonso Maniscalco, avvocato penalista napoletano è un uomo in continua lotta con le stanze segrete del suo cervello. Una relazione giunta al termine porta scompiglio tra le sue memorie. Il ricordo della sua ex moglie Alice, torna sempre più frequente, nonostante conduca ormai una vita diversa, lontana da Parigi, città in cui ha vissuto felicemente e nella quale, se le cose fossero andate diversamente,  sarebbe diventato padre.

Napoli segna l’inizio della sua seconda vita, quella della quale fa parte la nuova compagna Francesca, tuttavia non pochi sono i grattacapi e lo stress legati alla professione forense, tra la difesa di malviventi e le udienze giudiziarie.
L’avvocato è infatti chiamato a difendere una sua lontana conoscenza: Gigi Imbimbo, ex investigatore, trasferitosi a Milano, accusato di aver compiuto l’omicidio di Achille Buonocore in un noto club privè nel cuore di Milano, un luogo frequentato da personaggi in vista. Nonostante tutti i testimoni di quella notte vengano citati in giudizio, poiché il delitto è avvenuto in un luogo affollato e chiunque potrebbe essere l’assassino, per una serie di circostanze da verificare e accertare è Imbimbo ad essere accusato.
Alfonso, viaggiando tra Napoli e Milano, con astuzia, cerca d’infiltrarsi nella vita privata di tutti i presenti di quella sera, comprendendo il ruolo di ognuno e la rete che li unisce.
Un altro pensiero fisso dell’avvocato è legato ai recenti avvenimenti terroristici rivendicati dall’Isis. Documentari, libri e film a riguardo, sono il suo nuovo passatempo, alimentando quelle stanze segrete del cervello e riportandogli alla mente atti brutali che l’hanno coinvolto personalmente durante uno degli attentati.
Personaggio fondamentale della storia è Francesca, capace di accettare, non senza remore, i lati nascosti di Alfonso. La donna sa bene che oltre alla perdita della moglie c’è qualcosa che ancora tormenta il suo uomo.

Il romanzo riesce a catturare l’attenzione dall’incipit alla fine. Apprezzata la creazione di diverse storie parallele, che si alternano creando curiosità sia sul lato investigativo, sia nella vita privata del protagonista. La caratterizzazione di Alfonso Maniscalco è  quasi empatica: si riesce a entrare in sintonia con ciò che sente, non solo nella sfumatura del dolore, ma anche nelle note di passione per la sua compagna e nei ricordi intrisi delle immagini e dei suoni dei vicoli di Napoli.
Passaro, infine, utilizza con grande attenzione il tema del terrorismo: non emette, infatti, giudizi politico-religioso, ma mostra gli atteggiamenti di una mente segnata da ideologie antiumanistiche.

Titolo: Stanze segrete
Autore: Francesco Mario Passaro
Genere: Narrativa
Casa editrice: Rogiosi editore
Pagine: 208
Anno: 2017
Prezzo: € 14,00
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Soundtrack consigliata: “Bohemian Rapsody” (Queen), “Nun è giusto” (Enzo Avitabile)

L’autore
Francesco Mario Passaro, napoletano verace, esercita la professione di avvocato penalista. Finalista del premio letterario “Lupus in Fabula” nel 2009 con “Oz Viaggio in Australia”, nel 2013 ha pubblicato il suo primo romanzo “Attesa di giudizio” (Iris 4 edizioni), mentre nel 2016 si è classificato terzo al Premio  “Narratori della sera” con “La città dei sangui”. Ha scritto diversi racconti e nel 2013 ha vinto il Premio Nazionale Letteratura Italiana di Laura Capone Editore, con il racconto “Bevo lacrime” inserito nell’antologia Il sentiero del narrare.

Ivan 

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