Lettore medio

Calcio e acciaio (Gordiano Lupi)

9788864900926_0_0_700_75“Giovanni non conosce mezze misure. Per lui un film è sublime, eccelso, meraviglioso oppure una boiata, inguardabile, pessimo. Vale per tutte le cose della vita, persino nel calcio, se si innamora di un giocatore diventa inamovibile pure se rende poco, ma se non rientra nei suoi parametri è un problema, meglio che cambi squadra, perché non lo farà mai giocare”.

A pensarci bene il calcio non è che un pretesto per raccontare la storia malinconica di un uomo. “Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino” di Gordiano Lupi, edito da Acar edizioni, ha per protagonista Giovanni Lepri, ex centravanti che nella città toscana apre e chiude la sua carriera sportiva fatta di: gavetta tra le serie inferiori, dieci anni con addosso la maglia dell’Inter e i titoli di coda dentro avvizziti campetti di periferia. Rettangoli di gioco che fanno da sfondo a un calcio dopolavorista, tra magri compensi, viaggi in torpedone e modeste ambizioni.
Giovanni, personaggio di fantasia quanto mai reale, ora è un cinquantenne coi capelli brizzolati, una forma fisica discreta e il sogno di riportare la squadra della sua città nel calcio che conta. Magari in quel Campionato Nazionale Dilettanti che non ha il fascino internazionale della Champion’s League, ma che rappresenta un’occasione di riscatto per un’intera comunità. A cominciare da Tarik, giovanotto scappato dal Marocco che a Piombino trova un lavoro da manovale e un passatempo sportivo che potrebbe trasformarsi in professione, se solo s’impegnasse a raggiungere quest’obiettivo.

Il calcio non è una scienza esatta. Giovanni lo sa bene, non si può prevedere tutto con il ragionamento, è proprio questo il fascino dello sport che ama.

Ferrea è anche la volontà di Giovanni, in grado di pensare solo al calcio e vivere con una certa ansia il periodo che precede il campionato: giornate intere in cui non può pensare al campo, agli schemi, alle sostituzioni. Momenti in cui il cuore lascia fluire ricordi d’infanzia, con la presenza del compianto papà Antonio, di Debora, storica fidanzata ai tempi degli esordi, e Sandra, una moglie che, senza troppi rimpianti, lo pianta in asso per un altro calciatore.
Giovanni incapace di legarsi a una donna per il resto della vita, a meno che non si tratti di quella mamma verso la quale ha molte premure e alla quale non riesce mai a esternare i propri pensieri.
Una storia fatta di flashback, di momenti amarcord, di una soundtrack disseminata lungo tutto il romanzo e del calcio, un ottimo pretesto narrativo per raccontare la vita di un uomo cui sembra difficile immaginare una vita lontana dal terreno di gioco.
Proviamo a conoscere meglio questa storia, attraverso le parole dell’autore…

Nome: Gordiano
Cognome: Lupi
Calcio e acciaio. A cosa si deve la scelta di questo titolo? A un certo punto del romanzo lo spiega la voce narrante: calcio e acciaio sono un binomio indissolubile per Piombino; quando l’industria prosperava facendo di questo angolo di Maremma un luogo ricco e con tanto lavoro, il calcio veleggiava verso lidi importanti, serie B o serie C, addirittura si permetteva il lusso di battere la Roma per tre reti a una, al Magona, uno stadio al tempo bellissimo, il migliore della Toscana dopo il Comunale di Firenze.
Quali sono (o sono stati) i tuoi idoli calcistici? Sono nato nel 1960, sono cresciuto con la rivalità tra Mazzola e Rivera, ero interista, giocoforza parteggiavo per il primo, ma adesso che non riesco più a tifare per nessuno (se non per l’Atletico Piombino), forse per colpa del’età, ho rivalutato anche il secondo. Ma tra i miei idoli c’erano anche Dino Zoff e Gigi Riva. E perché no? anche i miei cari Lido Vieri e Aldo Agroppi.
Quanto c’è di autobiografico nel personaggio di Giovanni Lepri? L’amore per la sua città, per il mare, per una terra che non riesce a lasciare, il discorso del ritorno a casa, l’innamorarsi ancora della propria terra, molti ricordi in comune, che sono i ricordi della mia generazione. In realtà il vero personaggio autobiografico è l’arbitro di calcio amico dell’allenatore, secondario ma importante, al punto che ritorna anche nel sequel che sto scrivendo in questi giorni.
Hai disseminato, lungo tutta la storia, numerose citazioni musicali. Quale è la canzone che meglio ti rappresenta? “Luci a San Siro” è la canzone della mia vita, forse quella che ho ascoltato più volte, che a un certo punto fa capolino dall’autoradio dell’auto di Giovanni. Ma direi che buona parte del repertorio dei cantautori degli anni 70 – 80 mi appartiene; nel caso di Calcio e acciaio è importante anche “La leva calcistica del ‘68” di De Gregori.
Nel tuo zaino non possono mai mancare: Un libro, narrativa o fumetti non ha importanza, persino poesia. Non mi muovo mai senza avere con me qualcosa da leggere. A volte leggo pure quando cammino, come Don Abbondio. E non può mancare la musica italiana dei cantautori. Carta e penna per prendere appunti, ma anche un tablet o un pc portatile.
Un romanzo che consiglieresti a un lettore medio: Vengo dalla rilettura de “Alla Ricerca del tempo perduto” di Proust, che sta contaminando il sequel di “Calcio e acciaio”. Sette volumi che mi hanno appassionato ed esaltato per quasi sette mesi. Dopo una simile lettura non riesco a trovare niente che mi soddisfi, purtroppo, quindi niente di meglio che andare su qualcosa di medio ma bello. Consiglierei “IT” di Stephen King, un libro straordinario.
Meglio il calcio contemporaneo o quello degli anni 70, caro ad Agroppi e Lido Vieri? Domanda retorica. Non c’è partita. Il mio calcio era il vero calcio, quello che rimpiango, di cui ho una forte nostalgia. Oggi il solo calcio che riesco ancora a vedere è quello dei dilettanti, che tutto sommato resta genuino. Quando posso, la domenica vado al Magona a vedere il Piombino, ma mi disinteresso completamente del calcio che conta.
Si respira aria salata tra le pagine della tua storia. Quanto è importante il rapporto col mare? Piombino è una città in mezzo al mare, abbiamo una piazza che sembra la prua di una nave (piazza Bovio), qui si respira salmastro fin da piccoli, si va al mare da aprile a settembre, in una lunghissima primavera – estate. I bimbi di Piombino, pure se figli di operai e di famiglie non ricche, hanno sempre fatto le vacanze più belle del mondo.
Raccontaci il tuo romanzo in 300 battute: Il romanzo è ispirato a “Il posto delle fragole di Bergman”. Giovanni Lepri è un ex calciatore che ha avuto tutto dalla vita, ma ha trascurato i sentimenti. È una triplice storia d’amore: per uno sport, per una terra, per una donna. Si parla, inoltre, di tolleranza e integrazione degli emigranti.
Saluta i lettori medi con un tuo personalissimo aforisma: Se vivere di ricordi fa invecchiare in fretta, vivere con i ricordi è bellissimo, ti riempie il cuore di una struggente nostalgia.

Titolo: Calcio e acciaio
Autore: Gordiano Lupi
Genere: Sportivo
Casa editrice: Acar edizioni
Pagine: 229
Anno: 2014
Prezzo: € 12,50
Tempo medio di lettura: 4 giorni
Luogo ideale per la lettura: Una località di mare. Possibilmente su una spiaggia silenziosa.
Accessori utili: Un album di figurine dei calciatori Panini, così da ripercorrere la storia dei propri beniamini calcistici e quella personale.

L’autore
Gordiano Lupi è nato a Piombino nel 1960. Collabora col quotidiano La Stampa. Dirige la Edizioni Il Foglio, con la quale ha pubblicato numerosi romanzi, come autore e traduttore. “Calcio e acciaio” è stato proposto all’edizione 2014 del Premio Strega.

Paquito

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