Lettore medio

Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Claudio Falco)

1507902467448.jpg--“Io… Io credo in dio, commissario. Credo che, se a qualcuno dà sofferenza maggiore che ad altri, ha le sue finalità. E se questo qualcuno può portare al prossimo un aiuto, forse la sua sofferenza è giustificata. Forse ha un senso tutto questo dolore!”.

Dieci anni fa, giorno più giorno meno, veniva pubblicato “Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni, primo capitolo di una fortunatissima saga che, dieci anni e dieci romanzi dopo, ritorna in libreria in versione fumettistica, grazie al progetto realizzato dalla Sergio Bonelli editore.
Luigi Alfredo Ricciardi, commissario di polizia della Regia Questura di Napoli, indaga sull’omicidio di Arnaldo Vezzi, un tenore di fama internazionale, assassinato nel camerino del teatro San Carlo a pochi minuti dall’ingresso in scena.
Coadiuvato dal brigadiere Raffaele Maione, Ricciardi cerca il colpevole indagando sui rapporti professionali che legavano Vezzi, artista di gran talento ma dal carattere assai volubile, ai suoi colleghi ma soprattutto scavando nella vita privata del tenore. Fa così la sua comparsa Livia Lucani, vedova Vezzi, personaggio assai caro al pubblico e presenza costante nella saga letteraria, al pari del dottor Modo, qui rappresentato con le fattezze del celebre Vittorio De Sica.
La Napoli degli anni ’30 è rappresentata dal tratto realistico di Daniele Bigliardo, storico disegnatore dell’indagatore dell’incubo Dylan Dog, mentre la sceneggiatura è stata realizzata da Claudio Falco, volto noto ai fan dei fumetti Bonelli e in particolare per gli ammiratori di Dampyr. Ed è proprio a lui che rivolgiamo qualche domanda da lettori medi…

Nome: Claudio
Cognome: Falco
Il commissario Ricciardi a fumetti. Una vera e propria sfida per uno sceneggiatore. Raccontaci come è andata: È andata che con i miei soci del gruppo di scrittura, Paolo Terracciano e Sergio Brancato, abbiamo fatto squadra. Prima di scrivere anche un solo rigo di sceneggiatura, abbiamo ragionato a lungo, insieme, su tutti e quattro i romanzi del “ciclo delle stagioni”, per dare ai singoli adattamenti una struttura quanto più possibile omogenea che restituisse ai lettori le atmosfere tipiche dei romanzi di de Giovanni in un prodotto che, però,  avesse impresso l’inconfondibile “marchio di fabbrica” Sergio Bonelli Editore.
Quanto è difficile, per uno sceneggiatore, lavorare con una trama così tanto definita? Credo che una trama “forte”, molto strutturata, sia un vantaggio più che una difficoltà. Quando i vari snodi narrativi non hanno buchi, punti deboli, specialmente se si tratta di un giallo, tutto fila più liscio. La difficoltà nel passare dal romanzo al fumetto consiste, dal mio punto di vista, nella necessità di raccontare con un linguaggio visivo e con il ritmo che questo linguaggio richiede, qualcosa che è stato pensato in origine per la pagina scritta che ha, per sua stessa natura, ritmi ben diversi. Potrebbe sembrare una contraddizione in termini, ma si tratta di tradire l’originale proprio per restargli fedele.
Cresce notevolmente il numero di artisti (scrittori, disegnatori, sceneggiatori, ecc.) provenienti da Napoli. Che stia nascendo una fucina di talenti all’ombra del Vesuvio? È già nata. E non da oggi. Ci sono tantissimi disegnatori che lavorano professionalmente. Alcuni ad altissimi livelli. Per gli sceneggiatori è un po’ più difficile avere visibilità, ma alcuni sono davvero bravi e ne sentiremo parlare di sicuro. Devono solo avere costanza.
La canzone che meglio ti rappresenta: “Naviganti” di Ivano Fossati. In particolare quando dice: allenati alla corsa/allenati alla gara/ e preparati a cadere/ e a tutto quello che si impara.
Nella tua valigia non possono mai mancare: Niente di materiale, viaggio leggerissimo. Non possono mancare i ricordi e i sogni: sono quelli che mi spingono al viaggio.
Hai 300 battute per convincerci a leggere questo graphic novel: Leggetelo se vi piacciono i fumetti perché (nonostante me!) è un buon fumetto. E leggetelo anche se non avete mai letto un fumetto in vita vostra, perché è tratto da un gran bel romanzo (e se non l’avete letto, leggete anche quello).
Quanto tempo, mediamente, impieghi per leggere un fumetto? Pochissimo, se non mi piace, o moltissimo, nel caso contrario. Li leggo, mi prendo pause, torno indietro e, dopo finito, spesso li rileggo.
Riesci a goderti un fumetto da semplice fruitore, oppure leggi le storie con l’occhio critico dell’addetto ai lavori? I fumetti li leggo prima di tutto da appassionato. Se dovessi “affrontarli” solo da autore, vorrebbe dire che non mi ci diverto più. A quel punto meglio smettere, non solo di leggerli, ma anche di scriverli.
Quale fumetto consiglieresti a un lettore medio? Che domande? Ricciardi! Ma anche tanti altri. Dampyr, Tex… Extra serie Bonelli, uno su tutti: Maus di Art Spegelman.
Saluta i lettori medi: Ciao a tutti, grazie di aver dimostrato, leggendo questa intervista, un po’ di interesse al mio lavoro e… alla prossima!

Titolo: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi
Soggetto: Maurizio de Giovanni
Sceneggiatura: Claudio Falco
Disegni: Daniele Bigliardo
Genere: Romanzo a fumetti
Casa editrice: Sergio Bonelli editore
Pagine: 162
Anno: 2017
Prezzo: € 7,90
Tempo medio di lettura: 2 ore
Da abbinare a: Un caffè e una sfogliatella.

L’autore
Medico ematologo, Claudio Falco debutta come sceneggiatore della serie “Dampyr” nel 2008. Due anni dopo, è tra gli sceneggiatori di “Nero Napoletano”, graphic novel coordinato da Sergio Brancato e Mario Punzo della Scuola Italiana di Comix. È autore del soggetto del graphic novel “Eluana 3266 giorni” ispirato alla vicenda di Eluana Englaro. Nel 2015 ha cominciato a lavorare assieme a Paolo Terracciano e Sergio Brancato all’adattamento a fumetti delle storie del commissario Ricciardi.

Paquito

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