Lettore medio

Esilio dalla Siria. Una lotta contro l’indifferenza (Shady Hamadi)

9788867831159_0_0_1461_75“Non ho mai vissuto un giorno sotto le bombe, non conosco il ronzio che fanno prima di colpire, di uccidere. Non ho sofferto la fame, la sete, né ho mai vissuto nella tenda di un campo profughi. Però conosco quello che prova chi vive un dramma dall’esterno. È come assistere alla morte della propria madre senza poter fare nulla. Questa è la sensazione, la condizione che più rappresenta quello che voglio descrivervi. Conosco la sofferenza dell’esilio, perché ci sono nato.”

Guardo il foglio bianco sullo schermo del computer con la barra spaziatrice che continua a pulsare da un bel po’ senza sapere bene come cominciare questa recensione. Mi sembra che qualsiasi cosa possa dire o scrivere, alla fine, risulti insufficiente, inconsistente, banale.
Il libro di Shady Hamadi “Esilio dalla Siria. Una lotta contro l’indifferenza” (add editore) è una finestra sulla Siria e sulle sue vicende storiche e politiche. È la voce per un popolo a cui si sta togliendo dignità. È la testimonianza consapevole di chi fa parte di quel popolo e che, pur non vivendo fisicamente in Siria, non ha voltato lo sguardo dall’altra parte.
Ma non è un saggio, non del tutto almeno. Ciò che rende questo libro unico nel suo genere, così come il precedente (“La felicità araba. Storia della mia famiglia e della rivoluzione siriana”, add editore), è il coinvolgimento in prima persona dell’autore che ci narra, attraverso le vicende della sua famiglia, la storia di un paese in macerie ma per il quale non si smette di sperare, non si smette di lottare.
Ho letto il libro di Shady Hamadi con la calma e la concentrazione che meritano le storie importanti. E con la consapevolezza, una volta arrivata alla fine, di dover ricominciare.
Scorrendo le pagine una dopo l’altra, ho immaginato di vagare in punta di piedi tra le strade di Damasco e di Aleppo o tra i colonnati di Palmira; ho immaginato, come è accaduto all’autore, di poter guardare il mio paese solo dalla cima di una collina, al di qua di un’invalicabile frontiera sapendo di non poterla attraversare. E ho provato un grande vuoto che non riesco a descrivere.
Lascio dunque la parola all’autore che ho contattato per chiedergli di parlare a tutti i lettori medi del suo libro.

Nome: Shady
Cognome: Hamadi
Toglici una curiosità: cosa significa il tuo nome? Significa “l’incantatore”
Questo non è il primo libro che pubblichi sul tema della rivoluzione siriana: quando e soprattutto perché hai deciso di scrivere? Ho cominciato ad avvicinarmi ai libri all’età di 21 anni, appena tornato dalla Siria. Così sono diventato un lettore forte, macinando decine di libri all’anno. Cercavo risposte sulla vita. Poi mi è venuta voglia di scrivere, di imitare gli autori che più amavo, come Gibran. Quando la guerra in Siria è cominciata avevo un disperato bisogno di scaricare la rabbia: l’ho fatto su un foglio bianco. Ho capito che scrivere un libro era come imbracciare un fucile. La differenza è che sparavo alla mente delle persone.
A breve uscirà il tuo prossimo libro. Puoi darci qualche anticipazione? Parlerà di identità, partendo come sempre dall’esperienza personale. Sarà un duro attacco agli imprenditori dell’odio, populisti e musulmani.
Hai portato la questione siriana sia presso il Parlamento Europeo che presso la terza commissione Affari Esteri del parlamento italiano. Come ricordi queste esperienze? Ricordo di aver avuto fiducia nelle istituzioni. Poi, con il tempo, ho capito che tutto finiva in discussioni che al loro termine non producevano nulla. Rimasi scioccato incontrando un europarlamentare italiano che parlava in termini astratti. Dicevo: “Abbiamo bisogno di pozzi per l’acqua”, e lui: “La geopolitica e il gasdotto e la mezzaluna sciita”. Era uno che viveva sui social e, nel momento in cui aveva la Siria davanti a sé, con le sue richieste, non riusciva ad astrarsi dalla geopolitica inutile.
Nel tuo libro, grande spazio è dedicato alle storie delle singole persone. Come mai questa scelta? Perché la storia di uno racconta la vita di molti.
Quando parti per i tuoi viaggi c’è qualcosa che non puoi proprio fare a meno di portare con te? Lo stretto indispensabile. Cosa ci serve davvero? Il viaggio è un po’ come nella vita: bisogna fare la cernita di quello che conta davvero. Quando viaggio porto un libro sempre con me.
Raccontaci il tuo libro in trecento battute: Scritto fra Beirut e Milano, racconta l’esilio: quello vissuto da me è da un intero popolo. La vicenda siriana (ho spiegato) può essere compresa se diamo retta ai siriani e diamo il giusto perso alla loro tragedia. Dobbiamo capire – scrivo – che quando parliamo di Siria parliamo di noi: li affondano le nostre radici.
Un saluto e un augurio a tutti i lettori medi: vi auguro di continuare a leggere tutta la vita.

Titolo: Esilio dalla Siria. Una lotta contro l’indifferenza
Autore: Shady Hamadi
Genere: Saggistica
Casa editrice: add editore
Pagine: 141
Anno: 2016
Prezzo: € 13,00
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Soundtrack Consigliata: “Il mio nemico” di Daniele Silvestri
Da leggere: Con una cartina geografica a portata di mano

L’autore
Shady Hamadi è nato a Milano nel 1988 da madre italiana e padre siriano. Fino al 1997 gli è stato vietato di entrare in Siria in seguito all’esilio del padre Mohamed. Con lo scoppio della rivolta contro il regime di Bashar al-Assad nel marzo del 2011, Hamadi diventa attivista per i diritti umani e un importante punto di riferimento per la causa siriana in Italia. Con add editore ha pubblicato La felicità araba.

Vera

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