Lettore medio

Il porto proibito (Teresa Radice & Stefano Turconi)

9788865438107_0_0_1371_75“Possa la strada venirti incontro,possa il vento essere sempre alle tue spalle. Possa il sole splendere caldo sul tuo viso, la pioggia cadere dolcemente sui tuoi campi…
… e fino a quando, di nuovo, ci incontreremo, possa Dio portarti sul palmo della sua mano”.

Luglio 1807: è una calda mattina d’estate quando Abel, un giovane di circa quindici anni, viene trovato privo di sensi su una spiaggia, sulle coste del Siam. Non ha memoria di chi sia e del perché si trovi lì, né tantomeno se fosse imbarcato. La sola cosa che ricorda è il suo nome.
Viene accolto a bordo della nave della Regia Marina, la Explorer, e la sua presenza diventa ben presto motivo di discussione: il primo ufficiale William Roberts ne fa il suo protetto mentre alcuni membri dell’equipaggio s’insospettiscono per le sue conoscenze nautiche e i modi fin troppo raffinati.
Il viaggio della nave ammiraglia si conclude nella cittadina di Plymouth. Lì Abel trova accoglienza all’Albatross Inn, la locanda gestita da tre giovani sorelle: Helen, Heather e Harriet Stevenson, figlie del capitano dell’Explorer. Su quest’ultimo grava una pesante accusa: la notte prima del ritrovamento di Abel, Stevenson era scomparso insieme al tesoro della nave Cartagena.
Abel cerca di condurre una vita serena ma una serie di eventi lo costringono a fare i conti con la sua amnesia. Ricostruire, pezzo dopo pezzo, il suo passato non è impresa semplice, specie quando alcuni indizi raccolti lo portano verso una rivelazione inaspettata che getta nuova luce sulla sua situazione.
Frutto del lavoro congiunto dei due autori, Teresa Radice e Stefano Turconi, questo graphic novel ha tutte le caratteristiche che un lettore può desiderare: è avvincente, i personaggi sono ben delineati e la storia scorre fluida. Il tratto del disegno è semplice e delicato, ma allo stesso tempo minuzioso nei dettagli: è evidente che il testo è frutto di un lungo periodo di studio e ricerca.

“Il porto proibito” è una storia che colpisce al cuore perché al di là della semplice trama (di per sé molto originale) parla di contrasti: amore e vendetta, vita e morte, ma pure di seconde occasioni perché come dice l’affascinante Rebecca: “La tua esistenza non è stata che un soffio, è vero… ma hai seminato meraviglie. Ora non lasciare che si disperdano nel vento”.
Nell’epigrafe de Il porto proibito sono citati una serie di autori che hanno scritto opere sul mare e che vi hanno ispirato. Qual è stato però il romanzo (o il fumetto) che per primo vi ha fatto nascere la passione per questo genere di storie? (Teresa) Senz’altro “L’Isola del Tesoro” di Stevenson, il primo romanzo che ricordo di aver letto (e riletto, e riletto, e riletto) da bambina.
Stefano: Idem. Al secondo posto “Moby Dick”.
Quando iniziate un progetto nasce prima la storia o il disegno? Prima nasce la voglia di affrontare insieme un nuovo tema, un periodo o personaggio storico, una nuova ambientazione. Non di rado è proprio un bisogno, una necessità che portiamo dentro magari da un po’, esattamente come per il vecchio marinaio di Coleridge, spinto a buttar fuori la storia che cova nel profondo da tempo e in cerca di qualcuno che l’ascolti. Decisa quale sarà la meta del nuovo viaggio che affronteremo, la suddivisione del lavoro è quella classica: prima la storia, sotto forma di soggetto e quindi di sceneggiatura, e poi il disegno.
L’ultimo libro letto? (Teresa) Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati.
L’ultimo fumetto letto? (Stefano) “Opération Copperhead” di Jean Harambat, un delizioso “roman graphic” edito da Dargaud.
Nel vostro zaino non manca mai: (Teresa) Un quadernetto per scrivere, una matita o penna, un libro da leggere e chewing-gum alla menta.
Stefano: La scatola degli acquerelli, pennelli, matita, un taccuino Moleskine e il binocolo.
C’è un genere musicale o un artista che preferite e che ascoltate quando scrivete/disegnate? (Teresa) Il silenzio. Quando scrivo ho bisogno di concentrazione totale: possiedo addirittura un paio di cuffie da “martello pneumatico” per le “emergenze rumorose”.
Stefano: non ho un artista preferito (ho anche delle serie difficoltà a rispondere quando mi chiedono qual è il mio film preferito, o libro, o musicista). Quello che ascolto varia a seconda di quello che sto disegnando: mentre lavoravo a “Il porto proibito” la colonna sonora era quella legata all’atmosfera di quel viaggio: folk iralndese, “sea chanties” (canzoni marinaresche inglesi), Loreena McKennit, Ludovico Einaudi, Mozart e tanto altro.
Quale autore consigliereste a un lettore che non ha mai letto graphic novel? Una storia qualsiasi di Gipi, “Dimentica il mio nome” o “Kobane Calling” di Zerocalcare, “La Generazione” di Flavia Biondi, “Blankets” di Craig Thompson e “Tre Ombre” o “Portugal” di Cyril Pedrosa.
Riuscite a leggere un fumetto da semplici lettori o, irrimediabilmente, finite a valutare un lavoro del genere con l’occhio critico dell’addetto ai lavori? Se il fumetto ci coinvolge scatta inevitabilmente la “volontaria sospensione dell’incredulità” che ci accompagna fino in fondo e ci fa godere della storia senza deformazioni professionali. Poi, è chiaro, “usciti dall’avventura” viene naturale analizzare cosa ci ha particolarmente colpito e perché.
Raccontate, in 300 battute, questo graphic novel: Il giovane Abel si ritrova su una spiaggia in Siam, agli inizi dell’Ottocento, senza ricordare nulla di sé, se non il nome. Per capire quale direzione prendere nel futuro, dovrà mettere insieme i pezzi del suo passato.
Un saluto ai lettori medi: Ciao lettori medi, non stancatevi di cercare nuove storie che vi appassionano e di farne partecipi altri lettori. Speriamo di incontrarvi prima o poi anche tra le pagine dei nostri libri!

Titolo: Il porto proibito
Sceneggiatura: Teresa Radice
Disegni: Stefano Turconi
Genere: Graphic novel – avventura
Casa editrice: Bao Pulishing
Pagine: 319
Anno: 2017
Prezzo:€ 27,00
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Consiglio di lettura:accompagnare la lettura con l’ascolto dei “Sea shanties” indicati nel testo, in particolare Thedrunkensailor.

Gli autori
Teresa Radice e Stefano Turconi sono una coppia sul lavoro e nella vita. Si sono conosciuti quando entrambi lavoravano nella redazione di Topolino, rispettivamente come sceneggiatrice e disegnatore. A loro si deve la saga di Pipporeporter e l’adattamento disneyano de “L’isola del tesoro”.
Per la casa editrice Bao Publishing, oltre a “Il porto proibito”, hanno pubblicato “Non stancarti di andare”. Con l’editore Tunué hanno realizzato la saga di “Viola Giramondo”.

Giovanna

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...