Lettore medio

Istruzioni di fuga per principianti (Mirko Tondi)

9788894222401_0_0_718_75“Se avete ancora una nonna, fate quel che potete per renderla felice”.

Un vero e proprio manuale di istruzioni di fuga per principianti. Mi sia concessa una ripetizione ma non trovavo modo più efficace per recensire il romanzo di Mirko Tondi “Istruzioni di fuga per principianti” edito da Caffèorchidea.
Protagonista della storia è Giacomo, trentenne che, stanco della monotonia professionale (dal lunedì al venerdì monta mobili, il sabato e la domenica li dedica al cibo e alle partite in tv), decide di cambiare radicalmente la propria vita. Lo fa sottraendo, da un appartamento nel quale sta lavorando, una valigetta. Cosa contiene? Non lo sa e forse nemmeno gli importa. Quel che lo preoccupa è mettere quanti più chilometri possibile tra sé e i due loschi figuri che già lo stanno inseguendo. Quel che gli interessa è viaggiare in compagnia della nonna che sta morendo – le analisi non mentono – e che non è mai stata al mare.
Soliloqui, flashback, possibili minacce di terrorismo e molto altro ancora in un libro on the road per il quale chiamo all’appello Mirko, rivolgendogli qualche domanda da lettore medio…

Nome: Mirko
Cognome: Tondi
Istruzioni di fuga per principianti. Come è nata questa idea? L’idea è nata, come si legge dalle prime pagine, da due film distinti, dei quali ho tentato di riprodurre l’atmosfera di alcune scene: “Hana-Bi” di Takeshi Kitano e “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino. Naturalmente questi film sono serviti solo da spunto, perché ho sostituito alcuni elementi: nel primo caso ho inserito la nonna al posto della moglie; nel secondo ho ripreso il furto della valigetta utilizzandolo come pretesto per avviare una storia (come “MacGuffin”, avrebbe detto Hitchcock), ma ne ho sostituito il contenuto (a proposito: nel libro si intuisce cosa contenga la valigetta di “Pulp Fiction”, informazione che non viene mai rivelata durante il film).
Quanto c’è di autobiografico nel personaggio di Giacomo e quanto di vissuto? Molte cose, a parte l’età (ne ho dieci di più, di anni!) e il fatto che Giacomo non legga. Per il resto, è inevitabile, ci sono diversi aspetti nei quali mi riconosco: la fissazione per i numeri, per esempio, ma anche la musica country e folk, il cinema, le partite di calcio al circolino. Poi ci sono i luoghi nel quale il romanzo è ambientato: il paesino di Pari (in provincia di Grosseto) lo conosco benissimo, ma anche il Monte Amiata, Follonica e altri posti della zona. Riguardo a Giacomo, si tratta di una persona semplice per gusti e interessi, ma allo stesso tempo racchiude una sua complessità di pensiero. Mi piaceva rappresentare questo contrasto tra l’apparenza e l’interiorità del personaggio. In ogni caso, per quanto possa essere affine a me, mi piace quella frase di Carver che dice “Tu non sei i tuoi personaggi, ma i tuoi personaggi sono te”. Penso che renda l’idea.
La fuga di Giacomo non è un semplice “Prendi i soldi e scappa”. È un momento di riflessione (i suoi lunghi ragionamenti ne sono la prova), un momento di confronto con se stesso e con un’altra generazione, quella rappresentata dalla propria nonna. C’abbiamo preso? Ci puoi contraddire tranquillamente… Certo. C’era un altro concetto che in questo caso mi interessava: quello relativo alla possibilità di osare, di prendere in mano la propria vita che scorre sempre uguale e permettersi un colpo di testa, una volta ogni tanto, senza stare tanto a pensare alle conseguenze. La fuga poi diventa uno spazio bianco nel quale riscrivere se stessi, reinterpretarsi alla luce di ciò che si è fatto. Sicuramente c’è anche il confronto generazionale che avete anticipato; per esempio la nonna, per sua scelta, non ha mai voluto viaggiare, così Giacomo si convince che deve farle vedere qualche bel paesaggio, il mare e la montagna, visto che gli anni e la salute remano contro. Ma il confronto è anche con il padre e il nonno, rappresentanti di una famiglia patriarcale che sembra forte ma che in realtà si regge sulla solidità della figura femminile: nel momento in cui viene a mancare la nonna, infatti, i due si sentono disorientati.
Quali sono le difficoltà che un autore esordiente ha incontrato per pubblicare il suo primo romanzo? All’epoca non sapevo niente di editoria (mi pare fosse il 2007) e un mio racconto lungo si classificò tra i primi in un concorso, così me lo vidi pubblicato da un’associazione culturale. Forse la cosa al momento mi sembrò piuttosto facile, perché poi ricordo di aver incontrato le mie belle delusioni per pubblicare i successivi. Il mio primo romanzo è datato 2012, ma anche in quel caso passai attraverso i concorsi, per poi giungere alle case editrici.
Il romanzo (non tuo, altrimenti non vale) che un lettore medio deve assolutamente leggere… Difficile rispondere, però se penso al lettore medio credo che “Stoner” di John Williams sia il libro giusto: è l’esempio lampante di come si possa scrivere una storia semplice con uno stile altrettanto semplice ma che, nel complesso, fa risultare il libro eccezionale, godibile da tutti i tipi di lettori.
Ma davvero hai nonni così spassosi? Magari! Mia nonna non era esattamente così, ma comunque una donna straordinaria. Mio nonno invece è riuscito ad arrivare sopra i 90 con uno spirito da giovanotto, ma poi qualcosa si è spento in lui. Quello che ho imparato è che l’anzianità comporta dinamiche a volte repentine e imprevedibili.
Saluta i lettori medi. Carissimi lettori medi, che dire… leggete, leggete e leggete. In quanto lettori medi, sicuramente vi capiterà di incontrare anche molti libri deludenti, ma qualche volta ci può scappare il capolavoro. Non demordete, solo leggendo sempre di più aumentano le possibilità di trovare buoni libri e alzare l’asticella. Un saluto e, appunto, buone letture.

Titolo: Istruzioni di fuga per principianti
Autore: Mirko Tondi
Genere: Umoristico
Casa editrice: Caffèorchidea
Pagine: 122
Anno: 2017
Prezzo:€ 12,00
Tempo medio di lettura: 1 giorno
Da leggere: Quando si è colti da improvvisa nostalgia dei nonni.
Location ideale per la lettura: In spiaggia. Specie quando è deserta.

L’autore
Mirko Tondi è uno scrittore fiorentino. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste letterarie e in antologie. Dirige laboratori di scrittura creativa. Tra le cose più folli che ha fatto, quella di lasciare un lavoro a tempo indeterminato per dedicarsi alla scrittura.

Paquito

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