Lettore medio

L’americano (Massimiliano Virgilio)

9788858688717_0_0_2165_75“Sin dalla più tenera età, Leo dimostrò di preferire la vita da scugnizzo a quella tra le mura domestiche. Passava le giornate a bighellonare, dimostrando che i miei genitori si sbagliavano, oppure mentivano: la strada non inghiottiva nessuno”.

Comincio questa recensione esprimendo il mio giudizio: questo romanzo, “L’americano” di Massimiliano Virgilio (edito da Rizzoli), mi è piaciuto molto. Il merito sta: nella storia, nel modo di raccontarla e nella scrittura.
La storia è quella di Marcello, un ragazzino che giunge a Napoli a seguito del trasferimento di suo padre, bancario, nel capoluogo partenopeo. Questa città farà da sfondo alla storia della sua vita e a quella dell’amicizia con Leo, il figlio di un camorrista, soprannominato l’americano poiché sua mamma è statunitense.
Ho apprezzato molto la scelta dell’autore di raccontare la storia con una narrazione tanto in terza quanto in prima persona. Inoltre, vi è un ideale passaggio di testimone tra narratori – Marcello, suo padre, un narratore esterno – con una focalizzazione sui singoli personaggi che permette di coglierne le sfumature più intime.
Dulcis in fundo la scrittura. Quella di Virgilio è asciutta, fatta di spigoli contro cui è piacevole scontrarsi, così da avere il tempo per riflettere su quel che accade nella storia e quel che è accaduto al nostro paese negli ultimi trent’anni.
Credo di aver detto troppo. O forse no. Tuttavia lascio la parola a Massimiliano Viriglio, protagonista della nostra intervista…
L’americano. Come è nata l’idea di questo romanzo? Non è mai nata. C’è sempre stata. Era lì, nella mia vita, nella vita di mio padre, dei miei amici. A un certo punto, mi sono semplicemente accorto che c’era e ho dovuto prenderne atto.
Gli anni ‘80/90 sono stati quelli dell’infanzia tua e di Marcello, uno dei protagonisti. Il ricordo più bello di quel ventennio. Non sono una persona che ha lo sguardo rivolto indietro, difficilmente ripenso ai ricordi. Raramente guardo vecchie fotografie. È un peccato, a volte dovrei. Ma forse è solo una fase della vita, forse domani sarà diverso. Come ho scritto nel romanzo, sono cresciuto in una famiglia in cui il futuro è sempre stato una sorta di totem, una leggenda in cui credere. Ma preferisco riservare la lettura del passato allo sguardo dello scrittore, alla comprensione di fatti storici. Se proprio dovessi scegliere un ricordo, non posso che ripensare a un evento che da ragazzino mi trascinò molto e che colpì tutti attorno a me: i due scudetti del Napoli, nel 1987 e nel 1990. Fu una festa di popolo, fu divertentissimo.
Nel corso della storia i personaggi vengono seguiti da una sorta di telecamera piazzata su di loro. Quanto è stato difficile/gratificante lavorare in questo modo? Nella scrittura non c’è distinzione tra difficoltà e gratificazione, se parliamo della natura del lavoro e non del successo. Scrivere è difficile, la difficoltà è gratificazione.
È esistito un Leo al quale ti sei ispirato o è un personaggio completamente inventato? Esistono tante persone a cui mi sono ispirato, ma sostanzialmente è un personaggio inventato.
Hai 300 battute per raccontare il tuo romanzo. Vai… La storia d’Italia degli ultimi 30 anni raccontata da Sud, vista attraversa la lente dell’amicizia tra due ragazzini. Un romanzo storico, di formazione, sociale.
Negli ultimi anni Napoli è cresciuta moltissimo grazie dal punto di vista editoriale. È azzardato definirla la capitale della letteratura nostrana? Sì, lo è. Napoli è una grande metropoli. Esprime un numero di talenti enorme, ma non più di altre grandi città italiane come Milano, Roma o Torino. Eppure, siccome il mondo culturale del nostro Paese è tutta spostata nei suoi meccanismi produttivi da Roma in su, stupisce sempre che sia così. Ma non è un’eccezionalità. In generale, quest’idea che Napoli sia sempre un’eccezione mi annoia non poco.
Quanto sono importanti (da autore, da organizzatore e da fruitore) gli eventi letterari (fiere, festival, ecc.)? Il Paese dei Festival è speculare all’immagine del paese che non legge. Si tratta di esperienze importanti, per carità. Momenti di aggregazione e di civiltà che creano comunità tra lettori. Ma non bisogna guardare il Pese dalla lente distorta e minoritaria – e lo dico come organizzatore di una festa del libro –  altrimenti si corre il rischio di chiudersi in una bolla. E le bolle, prima o poi, scoppiano. Un discorso culturale generico non serve a nessuno, servirebbe molto di più riflettere più a fondo su cosa serve l’arte, di quale arte parliamo e per quale futuro sta lavorando.
Il romanzo che suggeriresti a un lettore medio. Il lettore medio non esiste. Esistono i lettori e i non lettori. Il lettore medio è il cliente distratto che oggi c’è e domani non ci sarà più. Forse per questo, adesso, mi viene in mente di consigliare al lettore medio di fare un salto e lasciar perdere quel terribile aggettivo – medio – e andare a leggere “La vita agra” di Luciano Bianciardi.
Progetti letterari futuri? Sto scrivendo un nuovo romanzo, più compatto de L’Americano, una storia di infanzia, amore e sangue che affonda le radici nelle grandi migrazioni di massa dei nostri tempi, attraverso un fenomeno meno noto ma altrettanto reale che è quello degli “apolidi”.

Titolo: L’americano
Autore: Massimiliano Virgilio
Genere: Romanzo di formazione
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 348
Anno: 2017
Prezzo:€ 19,00
Tempo medio di lettura: 4 giorni
Mete suggerite: Napoli, una città che contiene al suo interno molteplici generi letterari.
Canzoni suggerite: Le hit italiane di fine anni ’80.

L’autore
Massimiliano Virgilio è nato a Napoli nel 1979. Ha pubblicato Più male che altro (Rizzoli, 2008), Porno ogni giorno. Viaggio nei corpi di Napoli (Laterza, 2009), Arredo casa e poi m’impicco (Rizzoli, 2014) e L’americano (Rizzoli, 2017).

Paquito

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...