Lettore medio

Colpa di chi muore (Gianluca Calvino)

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«Pensavo al povero Fabio. Mi è sempre stato antipatico. Però forse non meritava di morire picchiato a sangue. No?» Me lo dice senza guardarmi.
«Beh, no, ovvio» dico. Poi, dopo una pausa che mi pare lunghissima, riprendo a parlare: «Nessuno meriterebbe di morire in quel modo. Figuriamoci lui, che in fin dei conti era una persona innocua».
«Già. In fin dei conti sì» conclude, bevendo l’ultimo sorso della sua brodaglia nera.
Mi viene da sorridere.
«La diverte, la cosa?» Il direttore non mi guarda.
«A dire il vero, un po’» rispondo d’istinto.
«A dire il vero, anche a me» fa lui. Poi si volta a guardarmi e sorride. Ricambio il sorriso, è una scena surreale.

L’indolente commissario Marcello Orlando deve indagare su un duplice omicidio ad opera di un assassino che miete le sue vittime con un’arma singolare, un bastone. Tra una partita di solitario e una di Ruzzle, il nostro commissario viene inaspettatamente aiutato da Paolo Mancini, un insegnante d’italiano per stranieri che si ritrova, suo malgrado, coinvolto nella vicenda. Ma, dal momento che il rischio di spoiler è molto elevato, non aggiungerò altro se non che, se state per accingervi alla lettura di questo libro, allora dovete sapere che si tratta di un romanzo giallo dalle sfumature noir. Eh sì, perché “Colpa di chi muore” di Gianluca Calvino (edito da Homo Scrivens) non è solo la classica indagine di polizia per assicurare un criminale alla giustizia, ma è anche un incontro ravvicinato con i suoi personaggi e il loro mondo. Ognuno di loro si rivela nell’insieme delle proprie sfaccettature, nei suoi aspetti positivi e in quelli oscuri perché nessuno è esente da entrambi.

Attraverso il suo stile ironico e pungente, a tratti riflessivo senza mai essere pedante, l’autore riesce a portarci quasi “fisicamente” nella storia e a regalarci delle scene dal taglio decisamente cinematografico. I protagonisti sembrano rivolgersi direttamente al lettore come a volerlo rendere parte attiva di quanto sta accadendo. Se avete visto qualche puntata della serie tv “House of Cards” capirete bene cosa intendo. Volete saperne di più? Allora vi lascio alle parole dell’autore che ho contattato per una breve intervista…

Nome: Gianluca
Cognome: Calvino
“Colpa di chi muore” è il tuo primo romanzo come autore singolo. Come stai vivendo questo momento? È molto gratificante ma anche piuttosto strano. Sono abituato a parlare di romanzi altrui, o di testi collettivi di cui sono coordinatore. Essere direttamente sotto l’obiettivo, nel bene e nel male, è qualcosa a cui devo ancora fare l’abitudine. Però mi piace, ecco.
Come molti già sanno, ti occupi anche di editing. Come ti sei trovato a stare invece “dall’altra parte”? È complicato, per chi di mestiere mette le mani sui testi degli altri, lavorare a un romanzo proprio. Per tanto tempo mi sono “autocensurato”, proprio perché applicavo a me stesso il medesimo metro severo di giudizio con cui sono abituato ad analizzare gli scritti altrui. Poi mi sono convinto a togliere il freno a mano e a buttar giù questa storia.
Il rapporto con i miei editor, Serena Venditto e Aldo Putignano, è stato molto tranquillo, in verità. Sia perché ci lega da anni una profonda amicizia, sia perché loro sono davvero in gamba, e devo dire che le annotazioni che mi hanno fatto durante la stesura mi hanno trovato sostanzialmente d’accordo su tutta la linea.
Quanto c’è nel romanzo di te stesso, dei tuoi gusti e della tua esperienza di vita? Tanto. Sicuramente alcune delle ambientazioni del romanzo mi appartengono particolarmente, ma ciò che credo di aver riversato maggiormente nel testo è la mia vena creativa. Mi sono divertito a giocare coi cliché e a smontarli, come amo fare da sempre. E ad inserire, all’interno della cornice “gialla”, una consistente componente d’ironia.
Il tuo romanzo si può collocare esattamente a metà strada tra il giallo e il noir. Come mai questa scelta? Credo che sia stata la soluzione più naturale. Chi scrive non può fare a meno di considerare i suoi gusti di lettore, nell’atto della scrittura. E il giallo e il noir sono di gran lunga i generi che consumo con più voracità.
Quali sono gli autori di giallo e noir che ami di più e che hanno ispirato la tua scrittura? Risposta secca: Nesbo per la presentazione dei personaggi e Lucarelli per lo smantellamento della figura del poliziotto “politically correct”.
C’è un momento della giornata o un luogo preferito in cui ti dedichi alla scrittura? In verità no. Ho necessità di trovarmi degli spazi all’interno della giornata, che però spesso è totalmente impiegata a lavorare su testi di altri autori (il che inibisce la vena creativa, credimi). Forse il pomeriggio, dopo il caffè (il terzo-quarto della giornata) è il momento che, in linea di massima, preferisco.
Facciamo un riepilogo: sei editor, consulente letterario, uno dei membri fondatori della fiera “Ricomincio dai Libri” (quest’anno alla sua V edizione) e scrittore. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Comprare il Calcio Napoli e portarlo a vincere scudetto e Champions League. Ok, scherzavo (ma solo perché non ho i soldi necessari!). Non saprei, di sicuro sono curioso di conoscere il giudizio di chi leggerà “Colpa di chi muore”. Se il feedback sarà positivo, mi sa che mi cimenterò su un nuovo progetto di romanzo.
Un saluto e un augurio a tutti i lettori medi: Cari lettori medi, non leggete mediamente. Bisogna leggere in maniera smodata. Tanto, tantissimo. Fatelo e sarete più felici. Ho esagerato, eh?

Titolo: Colpa di chi muore
Autore: Gianluca Calvino
Genere: Giallo
Casa editrice: Homo Scrivens
Pagine: 191
Anno: 2018
Prezzo: € 15,00
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Soundtrack consigliata: Potete seguire la playlist del libro oppure scegliere un buon disco jazz.
Da leggere: Degustando un calice di vino. Può andar bene anche una pinta di birra, magari una Chouffe.

L’autore:
Gianluca Calvino, editor e consulente letterario. Presidente di Librincircolo, tiene corsi di editoria e di scrittura creativa ed è uno dei fondatori della fiera letteraria “Ricomincio dai Libri”. Si occupa di scouting e da diversi anni dirige il service “Talento Letterario”. Nel 2010 ha fondato il collettivo Gruppo 9, il più numeroso collettivo d’Italia, con cui ha pubblicato titoli di successo, tra cui Sono stato io, Party per non tornare (Premio Speciale Carver 2015), Hyde School, Requiem, Gli affamati, tutti editi da Homo Scrivens.

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