Lettore medio

Il corpo dei ricordi (Daniela Montella)

9788898377992_0_0_0_75«Da soli potremmo essere qualunque cosa; ma finché non c’è un altro essere umano a testimoniare la nostra presenza, uno solo, noi non esistiamo davvero.»

In un futuro post bellico, lo Stato è l’unico luogo in cui la gente appare felice. La morte, infatti, è stata dichiarata illegale. La parola stessa è scomparsa dal vocabolario comune; al suo posto si parla di Termine (per sopraggiunti limiti di età), e in caso di incidente o altra fatalità si prospetta un Ritorno del soggetto attraverso un suo clone, al quale vengono impiantati i ricordi del soggetto appena terminato.
Yolande, donna tormentata da incubi agghiaccianti e frequenti amnesie, un giorno viene a sapere che il suo amato Krisztof è appena morto in un incidente, ma che in pochi giorni se lo ritroverà accanto, perfettamente identico all’originale e con gli stessi ricordi, come se nulla fosse successo. Ma sarà davvero il suo Krisztof, quello che lei ha sempre amato?
Ne “Il corpo dei ricordi” di Daniela Montella (Milena Edizioni) la fantascienza distopica diventa il pretesto per una più ampia e articolata discussione filosofica sul tema della morte. Nello Stato del romanzo, infatti, la morte è stata sconfitta attraverso la clonazione e la cancellazione dei ricordi; ma la vita, a questo punto, diventa davvero eterna?

Ho trovato all’interno del libro molti riferimenti al nazismo. A cominciare dai nomi dei personaggi (Krisztof, Szilagyi, Josef), che richiamano i luoghi dello sterminio come Polonia o Ungheria, fino ad arrivare alla soluzione al problema della morte grazie alla cancellazione dei ricordi passati; ecco allora che l’oblio diventa la Soluzione Finale, l’olocausto dei sentimenti, con un dottor Szilagyi nuovo Josef Mengele che, paradossalmente, anziché dispensare la morte diventa personificazione del terrore dispensando vita eterna. Una vita di cui, però, nessuno sentirà la mancanza.
Nome: Daniela
Cognome: Montella
Libro preferito e perché: “E l’asina vide l’angelo” di Nick Cave, nella traduzione della Sperti per la Mondadori. Credo sia uno dei romanzi più lirici, belli e tragici che siano mai stati scritti. È fuori catalogo e introvabile – se non usato e a prezzi stratosferici – ma spero ancora che qualcuno si faccia un esame di coscienza e ordini una ristampa. Sono solo quindici anni che aspetto di rivederlo in libreria…
Hai esordito nel mondo della letteratura con un romanzo di fantascienza distopica. Come mai? Perché non ci ho pensato. Se lo avessi fatto, forse non avrei esordito con questo… o meglio, non avrei esordito e basta! Starei ancora a rimuginarci su. L’ho scritto perché era diventato necessario, un impulso fisiologico simile al parto. L’ho sputato fuori. Era diventato troppo ingombrante, forte. Non l’ho mai visto come un romanzo di fantascienza però. Penso tuttora che non lo sia. Gli elementi fantascientifici sono un mezzo narrativo, ma nella storia generale contano relativamente poco.
Un’altra tua grande passione è la recitazione. Se e quanto il teatro ha influenzato il tuo stile di scrittura e in che modo può incidere sulla letteratura e confrontarsi con essa. Molti tendono a pensare che la scrittura narrativa e quella teatrale si somiglino; per me non c’è niente di più sbagliato. Per un motivo molto semplice: la narrativa dipende dalla parola, il teatro no. Teatro e narrativa hanno due linguaggi completamente diversi. Possono avvicinarsi, influenzarsi, intrecciarsi, ma bisogna conoscere entrambi i mondi per poter imparare qualcosa. Io sto ancora imparando. Sicuramente la vicinanza al teatro ha cambiato il mio modo di percepire certi testi – non solo teatrali, ma anche narrativi. Ha cambiato il mio modo di “sentire” le parole. Mi ha obbligata a raffinare l’aggressività che scagliavo nei testi. Non a reprimerla, attenzione, ma a concentrarla per farne arma potente, bella. E mi ha insegnato un trucco che credo dovrebbe conoscere ogni scrittore: leggere quello che si scrive ad alta voce. Non sono riuscita a farlo quanto avrei voluto con “Il Corpo dei Ricordi”, ma sto recuperando con tutto il resto.
Progetti letterari per il futuro? Ne ho moltissimi! Per ora mi sto concentrando solo su un romanzo, perché se mi ostino a lavorare su più cose rischio di rovinare tutto e fare un “mappazzone”. Ma sono in fermento. Una delle cose che vorrei riuscire davvero a fare è portare “Il Corpo dei Ricordi” a teatro. Non sarà facile, ma voglio provarci.

Titolo: Il corpo dei ricordi
Autore: Daniela Montella
Genere: Fantascienza/horror
Casa editrice: Milena Edizioni
Pagine: 204
Anno: 2017
Prezzo: € 12,00
Tempo medio di lettura: 3 giorni.
Musica consigliata: Hans Zimmer, Enya
Film e serie tv consigliati: Orwell’s 1984, Fahrenheit 451, Equilibrium, Black Mirror (episodio “Torna da me”, stagione 2)

L’autrice:
Daniela Montella è nata a Napoli, e si occupa di narrativa, poesia e teatro. Scrive articoli e racconti brevi per il web. Con il collettivo artistico L’inguine di Daphne sperimenta la fusione tra musica e teatro. Il corpo dei ricordi è il suo romanzo d’esordio.

Giano

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