Lettore medio

Tarantella Nera (Mario De Simone)

9788899381271_0_0_0_75“Quando l’ago mi bucò il braccio, lasciando spazio al freddo che mi intorpidì gli arti, capii che non avrei mai potuto smettere con quella roba. Era la cosa più fottutamente coinvolgente che avessi mai provato. Il viaggio più divertente e lontano che avessi mai fatto. Meglio di un bicchiere d’acqua in un pomeriggio d’agosto, della cacata dopo il pranzo domenicale, della sigaretta post caffè, delle polpette al sugo della nonna, di un pompino di Marta, di un gol al 90′, di una birra fredda con gli amici dopo il calcetto.”

Il tossicodipendente Salvatore è in sala d’attesa per i controlli clinici di routine quando alcuni uomini col volto coperto irrompono nell’ospedale. Nella sparatoria che segue, il suo amico Joe si sacrifica per salvargli la vita. Salvatore raccoglie la pistola e a sua volta fa fuoco, colpendo a morte uno dei killer.
Inizia così il suo personalissimo percorso di vendetta e, al tempo stesso, redenzione, accompagnato dal bastardino Pocho, tra crimini efferati, conversioni religiose, flashback sulla sua vita da tossico e passione per la misteriosa Carmen. Ma andrà davvero tutto secondo i piani?

Ho cercato a lungo una definizione che potesse descrivere questo romanzo senza sembrare riduttiva, date le sue tante sfaccettature. Alla fine, credo che Tarantella Nera di Mario De Simone (editore Ad est dell’equatore, collana I virus) si possa definire “Un Trainspotting in salsa Pulp Fiction con contorno di friarielli”.
Crudo, spietato, delirante, a tratti disturbante, ma allo stesso tempo coinvolgente. De Simone crea una dipendenza paragonabile al tema principale della vicenda: la droga. Un cammino verso la redenzione, quello del protagonista, che passa attraverso continui flashback e citazioni – anzi, spesso, reinterpretazioni – della Bibbia, con conseguenze sempre inaspettate e un colpo di scena finale che lascia a bocca aperta.
Un piccolo capolavoro made in Napoli il cui stile hollywoodiano sembra fatto apposta per future trasposizioni cinematografiche o televisive; quel mondo da cui Tarantella Nera prende ispirazione, come lo stesso autore ammette in questa breve intervista.

Nome: Mario
Cognome: De Simone
Come ti è venuta l’ispirazione per questo romanzo? Più che da un’idea, sono stato mosso e pervaso da un totale senso di rabbia e frustrazione, che in qualche maniera aveva preso il sopravvento in un periodo buio della mia vita. Scrivere è sempre un ottimo metodo per sputare via il veleno accumulato, così mi sono deciso a scrivere cercando di esorcizzare il malessere dei giorni passati.
Tarantella Nera sembra fatto apposta per il cinema. C’è qualche film che ti ha particolarmente influenzato? Pulp Fiction su tutti, ma in generale ogni prodotto pulp del cinema americano targato Tarantino e non. E poi, incredibilmente, “FidAti di me” di Ale e Franz. Mi ha tenuto compagnia una notte insonne in cui cercavo un finale degno del romanzo e l’ho trovato proprio negli ultimi minuti del film, ma non anticipo nulla. Per trovare ispirazione bisogna tener conto di tutto ciò che ci passa sotto gli occhi, anche nei momenti in cui sembra che non stia accadendo nulla.
Una componente importante del romanzo è la religione… Onestamente ho un rapporto abbastanza conflittuale con la religione. Sono un agnostico che non si fa troppe domande su quello che verrà dopo la vita. Provo a concentrarmi giorno dopo giorno sulle cose che possono rendermi felice. In Tarantella Nera ho cercato di ribaltare il consueto punto di vista e utilizzare la religione come movente per ottenere una vendetta personale, che agli occhi del protagonista è un metodo molto più equo di quello divino, al punto che la stesura iniziale prevedeva il sottotitolo “Storia di una redenzione a mano armata”.
Progetti futuri? I miei giorni si dividono in due fasi: la fase d’accumulo, durante la quale dedico almeno un momento della giornata a guardarmi intorno per lasciarmi ispirare da quel che vivo; e poi quella di scrittura, dove metto nero su bianco. Al momento ho qualche idea ma sono ancora in piena fase d’accumulo. Sono orientato verso un romanzo che racchiuda la fase più critica e al tempo stesso più spensierata della vita, l’adolescenza. Ma è ancora presto per parlare di un progetto vero e proprio.

Titolo: Tarantella Nera
Autore: Mario De Simone
Genere: Pulp/drammatico
Casa editrice: Ad Est dell’Equatore
Pagine: 174
Anno: 2017
Colonna sonora consigliata: “Interstellar Overdrive” (Pink Floyd); l’album “Salvammo ‘o munno” di Enzo Avitabile.
Film consigliati: “Trainspotting”, “Pulp Fiction”, “Requiem for a dream”.
Tempo medio di lettura: 2 giorni.

L’autore: Mario De Simone è nato a San Giorgio a Cremano nel 1988. Laureato in filologia moderna, è insegnante d’italiano per stranieri. Lavora come giornalista ed editor letterario. Nel 2011 ha pubblicato la sua opera d’esordio, “Non servono parole”.
È coorganizzatore della fiera del libro di Napoli “Ricomincio dai Libri”.

Giano

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