Lettore medio

L’inferno è vuoto (Giuliano Pesce)

“Cosa ti aspettavi?” chiede Beccamorto, “Il lieto fine? Quello esiste solo nelle favole. La vita è una merda; e poi si muore”.

In una domenica qualunque il mondo viene sconvolto da un evento straordinario: a Roma, durante l’Angelus, il papa si suicida gettandosi dalla finestra. Ma cosa avranno mai a che fare con il suicidio del papa un aspirante scrittore, un boss della malavita, un attore fallito, una coppia di sicari e una femme fatale dai profondissimi occhi verdi?Questo evento è, invece, la molla che dà il via al rocambolesco tour de force di questi personaggi, le cui vicende si muovono inesorabilmente verso un finale per nulla scontato. Non voglio aggiungere nulla, il rischio di spoiler è davvero elevato! Posso però dirvi che “L’Inferno è vuoto”di Giuliano Pesce (edito da Marcos y Marcos) ha una trama degna del miglior Tarantino: impossibile non rivedere nella coppia di Bara e Beccamorto quella di Vincent Vega e Jules Winnfield di Pulp Fiction!
La prosa è ironica e pungente, con una filosofia di vita ai limiti del cinismo che fa gioco alla descrizione di un mondo fatto di violenza e sopraffazione.
Insomma, con questo romanzo è davvero impossibile annoiarsi ma, se ancora non siete convinti, lascio la parola all’autore…

Nome: Giuliano
Cognome: Pesce
Come è nata l’idea di questo romanzo? È nata molti anni fa, durante una conversazione goliardica. Un mio amico – molto anticlericale – disse: “Se mai diventassi Papa, mi butterei dalla finestra, per creare scandalo”. Per molto tempo, ho pensato che una scena simile sarebbe stata un’ottima apertura per un romanzo. Ma ho dovuto aspettare di avere in mente anche il resto della storia: non si può lanciare una bomba simile e poi scappare via: sarebbe un inganno ai danni del lettore.
Il Cobra, Bara e Beccamorto, il Topo, il Ragno, fino a papa Goffredo: i nomi dei personaggi del tuo romanzo sono decisamente singolari. A che cosa ti sei ispirato per la loro scelta? Vi confesso una mia debolezza: non sono bravo a trovare i nomi ai personaggi, soprattutto quando ce ne sono tanti, come in questo caso. Inoltre, per me è molto importante che i nomi si stampino bene nella mente del lettore, e l’idea che il mondo della malavita romana fosse composto da bizzarri “animali” mi è sembrata quella giusta
Il romanzo mostra una realtà fatta di violenza e sopraffazione con una filosofia di vita profondamente cinica. Come mai questa scelta?Come dice Beccamorto, uno dei gangster protagonisti: “Cosa ti aspettavi? Il lieto fine esiste solo nelle favole. La vita è una merda e poi si muore”. La maggior parte dei personaggi, più o meno consapevolmente, aderisce a questa visione del mondo. Ma vi lascio anche un’altra massima, forse un po’ più speranzosa: la vita è come il culo di un babbuino: piena di merda ma anche di colori.
Uno dei tuoi protagonisti, Fabio, lavora in una casa editrice e sogna il successo letterario. Tu sei molto giovane ma sei già al terzo romanzo pubblicato. Quanto è stato difficile raggiungere questo traguardo? Pubblicare, di per sé, non è difficile. Ogni anno in Italia vengono pubblicate decine di migliaia di novità. C’è spazio per tutti. Il problema semmai è arrivare ai lettori in mezzo a questo marasma editoriale. Io mi auguro un futuro con sempre meno libri pubblicati: meno quantità e più qualità, por favor.
Che genere di lettore sei? Da un libro alla volta o più letture contemporaneamente? Ho sempre letto moltissimo e più o meno di tutto. Nei miei periodi d’oro leggevo anche cinque o sei libri la settimana, ma sempre uno alla volta. Quando entro in un mondo-libro che mi piace preferisco immergermi totalmente. E se un libro non mi piace lo mollo e passo ad altro: ci sono così tanti bei libri da leggere che non basta una vita. Per quelli brutti non c’è il tempo!
Quale libro porterai con te in vacanza? Ho recuperato da poco una vecchia edizione di Requiem per una monaca di William Faulkner. Domani lo attacco, ma purtroppo le vacanze sono ancora lontane, quindi credo che non vedrà mai l’ombrellone.
Progetti futuri? Al futuro voglio pensarci bene. Tre romanzi pubblicati a 28 anni cominciano a sembrarmi troppi. Ora sto lavorando con alcuni registi su sceneggiature e vari progetti. Aspettiamo e vediamo!
Perché i nostri Lettori medi dovrebbero leggere “L’inferno è vuoto”? Non capita tutti i giorni che il Papa si butti di sotto, durante l’Angelus, in mezzo ai fedeli.Non siete curiosi di sapere perché?
Un saluto a tutti i Lettori medi: Ciao, Lettori medi! Fate i bravi e leggete tanto, ché fa sempre bene!

Titolo: L’inferno è vuoto
Autore: Giuliano Pesce
Genere: Noir
Casa editrice: Marcos y Marcos
Pagine: 251
Anno: 2018
Prezzo: € 18,00
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Filmografia consigliata: Pulp Fiction – Quentin Tarantino
Da leggere:con una grande scodella di popcorn.

L’autore
Giuliano Pesce è nato a Monza il 25 febbraio 1990. Cresce a Desio (MB), dove frequenta il liceo classico. La laurea in Lettere Moderne e il master in editoria sono le inevitabili conseguenze della sua passione per i libri. La potenza racchiusa nella narrazione lo investe fin da bambino, spingendolo a rielaborare le prime storie con cui viene a contatto: cosa succederebbe se Batman incontrasse Spiderman? Cosa fa Super Mario quando non è impegnato a salvare la Principessa Peach? Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo La parziale indifferenza (Edizioni Il Foglio Letterario); nel 2016 ha pubblicato Io e Harry, storia di complottismo e di follia, con Marco y Marcos.

Vera

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