Lettore medio

Ventimila leghe sotto i mari (Jules Verne)

ventimila-leghe-sotto-i-mari-98925Ned Land non si era sbagliato e, un po’ alla volta, tutti scorgemmo l’oggetto che egli ci indicava con la mano. Il mare appariva come illuminato da sotto la superficie dell’acqua, ma non era un semplice fenomeno di fosforescenza: su questo non ci si poteva sbagliare.
Era il mostro che, immerso di qualche metro, proiettava quel chiarore intenso e inspiegabile di cui parlavano i rapporti di tanti comandanti e che solo un organo di eccezionale potenza poteva emettere.

Sarà colpa del passaparola che modifica le cose, dei media che hanno una rappresentazione sempre un po’ diversa rispetto al libro da cui partono, forse anche di confusione personale… sarà quel che sarà, mi ero convinta che Ventimila Leghe sotto i Mari fosse un intenso romanzo d’avventura in cui il Nautilus e il suo equipaggio si ritrovava coinvolto in un combattimento, magari persino in un inseguimento, contro la loro Nemesi, proprio così, con la N maiuscola: il Kraken gigante.

Spoiler: non è così. Il combattimento con i calamari giganti c’è e non c’è dubbio che il genere di questo romanzo sia ‘avventura’. Quello che mi sfuggiva è che non fosse questo il punto focale dell’intero romanzo, ma solo uno dei moltissimi eventi fantastici che accadono nelle pagine.

È sempre difficile apprezzare un’opera – che sia un libro o un film o un videogioco – quando ti aspettavi qualcosa di preciso e invece ti viene dato altro. Il mio primo impatto con Ventimila Leghe è stato un po’ sottotono, continuavo ad aspettare qualcosa che il romanzo non aveva alcuna intenzione di darmi, arrivando alla conclusione con un momento di smarrimento che mi ha impedito di apprezzare al massimo la storia.
Ho letto il combattimento contro i calamari pensando ‘tutto qui?’, ho chiuso il libro chiedendomi dove fosse nascosta la Nemesi che cercavo.
Con un po’ di tempo, però, sono riuscita a separare dalla lettura del romanzo le aspettative sbagliate di cui l’avevo caricato, e quello che mi è rimasto è solo quello che effettivamente Jules Verne voleva darmi.

Il punto fondamentale è che Ventimila Leghe sotto i Mari non è tanto un romanzo d’avventura, quanto un romanzo d’esplorazione. Il tema principale non gira attorno alle azioni, ma attorno agli eventi. Non è il combattimento, per quanto intenso, contro i calamari a dover attirare l’attenzione del lettore, ma l’incontro stesso con queste creature meravigliose e mostruose, così come le descrizioni dei luoghi incredibili che il Capitano Nemo mostra al protagonista, il Professor Pierre Annoux.
D’altronde, se Jules Verne si è ritagliato questo spazio fondamentale tra i precursori della fantascienza è proprio per le sue descrizioni di luoghi, creature e anche oggetti che sono al di là di ogni immaginazione, se non delle più fervide.

La descrizione iniziale del sottomarino, di questa creatura, questo mostro, con la pelle dura in cui gli arpioni non riescono a penetrare e su cui persino le palle di cannone rimbalzano, ti porta immediatamente in un modo che è altro, in un luogo fantastico (fantascientifico) di cui si vuole scoprire ogni dettaglio. E Verne asseconda questa richiesta, mostrandoci foreste sommerse e perle giganti, strani fucili elettrici e popolazioni misteriose.
Il tutto sotto l’occhio vigile del Capitano Nemo, personaggio impenetrabile e oscuro, tanto fiero del suo Nautilus e del suo regno sommerso quanto cinico e furioso nei confronti della società degli uomini e della terraferma. Eppure ci viene mostrato anche altro, come la brevissima scena in cui dona i tesori trovati in fondo al mare agli autonomisti Greci che si ribellano agli Ottomani, o quella in cui offre ad un cercatore di perle Indiano un sacchetto di perle, impietosito dal suo essere “cittadino di uno stato oppresso”. Tutto questo dà al personaggio una sfumatura ulteriore, ancora un pezzetto di un puzzle che non verrà mai completato, un altro mistero che non verrà mai svelato.

Ventimila Leghe sotto i Mari si merita sicuramente quattro Calamari Giganti su cinque. È un romanzo che certamente sa trascinare la mente del lettore in un mondo incredibile e le capacità descrittive di Jules Verne non hanno paragoni.

Titolo: Ventimila leghe sotto i mari
Autore: Jules Verne
Genere: Avventura
Editore: Crescere Edizioni
Pagine: 256
Anno: 2011
Prezzo: 7,90€
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Colonna Sonora: Qualsiasi cosa in una lingua sconosciuta, per dare alla lettura un ulteriore tocco di mistero.
Letture consigliate: I figli del Capitano Grant e L’Isola Misteriosa, gli altri due libri della Trilogia del Capitano Nemo.

L’autore
Jules Verne è stato uno scrittore francese. Tra i più influenti autori di storie per ragazzi, con i suoi romanzi scientifici è considerato, assieme a H. G. Wells, il padre della moderna fantascienza. Il successo giunse nel 1863, quando si dedicò al racconto d’avventura. Tra le sue numerosissime opere, note in tutto il mondo, vi sono romanzi come Viaggio al centro della Terra, Dalla Terra alla Luna, L’isola misteriosa, Ventimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in ottanta giorni. Alcuni di questi sono poi divenuti anche film di successo. Con i suoi racconti ambientati nell’aria, nello spazio, nel sottosuolo e nel fondo dei mari, ispirò scienziati e applicazioni tecnologiche delle epoche successive. Verne è anche uno degli autori più letti in lingua straniera.

Cristina

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