Lettore medio

La signora della porta accanto (Yewande Omotoso)

9788832970296_0_0_0_75“Si legò un blocco di cemento alla caviglia e lasciò che la tirasse giù. L’odio, dopotutto, era una forma più asciutta di annegamento. Hortensia guardò nel punto in cui una volta era appeso il ritratto, a nascondere la macchia. Il modo in cui l’amore poteva mutare così drasticamente, continuava a confonderla. Perché una volta c’era stato davvero qualcosa, una cosa vera, precaria come solo l’amore può essere, ma tenera e dolce.”

“La signora della porta accanto” (edito da 66thand2nd) è un romanzo molto ironico, incentrato sulle vite parallele di Hortensia e Marion: due vicine di casa tanto diverse quanto simili. La prima nera e minuta, l’altra grossa e bianca ma entrambe donne forti, intelligenti, solitarie, affermate nei rispettivi campi lavorativi, infinitamente amareggiate nei confronti della vita ed in perenne conflitto l’una con l’altra.

A primo impatto, la narrazione sembra procedere molto lentamente ma, approfondendo la lettura, ci si rende conto che la penna della Omotoso è simile ad un pettine che cattura, come fossero nodi, tutte le vicende quotidiane e passate delle due donne. Per questo stesso motivo, la struttura del romanzo, per quanto possa apparire semplice, ricorda un labirinto o, meglio ancora, una matrioska russa: dal ventre, dal fulcro di ogni situazione inaspettata se ne scatena un’altra, e poi un’altra ancora. Leggendo mi sono chiesta che sensazione potesse suscitare l’ultimo atto poiché, dopo colpi di scena e qualche lacrimuccia, ero curiosa di scoprire quale espressione avesse l’ultima bambola della fila di matrioske e soprattutto quale avrei assunto io, investita dallo stesso groviglio di emozioni delle protagoniste. Infatti, per i più curiosi come me, questo libro può essere un’arma a doppio taglio: da un lato vi sono toni schietti e freddi che, figli del vissuto non troppo roseo delle due donne, lasciano presagire cosa possa nascondere il cuore del racconto senza offrire suggerimenti o cadere in stereotipi;dall’altro vi è una tenerezza così avvolgente ed agro-dolce da scongiurare il termine del racconto. Sono queste le caratteristiche che rendono estremamente vivide e, soprattutto, vicine al lettore Hortensia e Marion, esperte nell’arte del trattenere i sospiri e tenere testa alle sventure. Cosa dirvi ancora? “La signora della porta accanto” mi ha davvero stupita ed appassionata. Dunque, non posso far altro di consigliarvi vivamente di immergervi in questo meraviglioso romanzo!

Titolo: La signora della porta accanto
Autore: YewandeOmotoso
Genere: Narrativa
Editore: 66thand2nd
Pagine: 246
Anno: 2016
Prezzo: €16
Tempo di lettura: 5 giorni
Album consigliato: “I could live in hope” – Low

L’autrice:
Nata nell’isola delle Barbados nel 1980 e cresciuta in Nigeria, Yewande Omotoso si è trasferita in Sudafrica con la famiglia nel 1992. Scrittrice, architetto e designer, ha pubblicato il suo primo libro, “Bom Boy”, nel 2011, aggiudicandosi il South African Literary Award per la migliore opera d’esordio. Con “La signora della porta accanto”, è entrata nella longlist del Baileys Women’sPrize for Fiction 2017 ed è tra i finalisti dell’International Dublin Literary Award 2018.

Federica

 

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