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Le assaggiatrici (Rosella Postorino)

9788807032691_0_0_0_75“Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame.”

Nell’autunno del 1943 Rosa Sauer si trasferisce nella casa di campagna dei suoceri per sfuggire ai bombardamenti nella sua città natale, Berlino, e con essi attende il ritorno del marito Gregor, che combatte sul fronte russo. A pochi giorni dal suo arrivo, le SS la prelevano con la forza, la trascinano nel quartier generale di Hitler a Gross-Partsch e le intimano di mangiare. È questo il suo nuovo lavoro, la informano senza mezze misure: assaggiare qualsiasi cibo sia destinato al Führer per assicurarsi che non sia stato avvelenato.
Ogni giorno, nell’ambiente chiuso della mensa, Rosa è costretta a ingurgitare piatti pregevoli, ben sapendo che anche un solo morso potrebbe ucciderla. Con il passare dei mesi, la paura la unisce alle altre assaggiatrici sedute al suo tavolo, donne che, come lei, non hanno altra scelta se non obbedire e che arrivano a condividere con Rosa alcuni dei loro segreti. Ma quando in caserma arriva il tenente Ziegler, un uomo freddo e calcolatore che pare aver sviluppato un interesse nei suoi confronti, Rosa non confida alle altre donne quello che fanno insieme, tutte le notti, nascosti al mondo intero.

“Le assaggiatrici” (edito da Feltrinelli) è un romanzo difficile, non per la complessità della scrittura, ma per la gravosità delle emozioni raccontate. In maniera superba, l’autrice mette in scena il desiderio di sopravvivere, proprio dell’essere umano, e tutto ciò che ne consegue, in relazione al drammatico scenario di guerra e morte in cui, paradossalmente, i vivi continuano a vivere e sono disposti a tutto pur di continuare a farlo. È giusto continuare a mangiare, mentre altri muoiono di fame? È onesto innamorarsi nel bel mezzo della sofferenza? E, soprattutto, è lecito non ribellarsi alla tirannia, accettare passivamente qualsiasi sopruso, proprio quando il resto del mondo è pronto a rischiare la vita nel nome della libertà?
Sono queste le domande che tormentano Rosa e che permeano l’intero romanzo. Ogni pagina possiede una particolare fragilità, bella, umana ed estremamente ardua da digerire. Ogni personaggio viene scandagliato dagli occhi della protagonista senza tuttavia essere colto fino in fondo, rispecchiando il clima di terrore tipico della guerra, in cui nessuno si fida di nessuno e tutti sono nemici di tutti.

Titolo: Le assaggiatrici
Autrice: Rosella Postorino
Genere: Dramma storico
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 285
Anno edizione: 2018
Prezzo: 17,00 euro
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Da leggere: a digiuno, per meglio sentire il vuoto

L’autrice:
Rosella Postorino, cresciuta in provincia di Imperia, vive e lavora a Roma. Ha esordito con il racconto “In una capsula”, incluso nell’antologia “Ragazze che dovresti conoscere” (Einaudi Stile Libero, 2004), pubblicando poi i romanzi “La stanza di sopra” (Neri Pozza, 2007), “L’estate che perdemmo Dio” (Einaudi Stile Libero, 2009) e “Il corpo docile” (Einaudi Stile Libero, 2013), “Il mare in salita” (Laterza, 2011). Il suo romanzo “Le assaggiatrici” ha vinto il Premio Rapallo, il Premio Pozzale di Empoli e Pozzale Luigi Russo.

Claudia

 

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