Lettore medio

Aspettando i Naufraghi (Orso Tosco)

9788875219178_0_0_477_75Sedici sono le persone sedute attorno al grande tavolo di legno nero e sedici sono le persone che si puntano una pistola alla tempia.
Ma quindici soltanto sono i corpi che si accasciano al suolo dopo il boato delle esplosioni. Massimo, l’uomo in costume da bagno, non ha premuto il grilletto. Resta immobile, con la pistola spinta contro la tempia. Senza poggiare la pistola, risponde al proprio cellulare che ha cominciato a squillare.

Questo romanzo è un pugno nello stomaco, di quelli ti lasciano senza respiro e la sola speranza è voltare pagina per scoprire quello che succederà. Ritengo sia questo il modo migliore per recensire “Aspettando i Naufraghi” il romanzo d’esordio di Orso Tosco edito da Minimum fax.
Un romanzo distopico che spiazza il lettore fin dalla prima scena, un party che si conclude con un suicidio di massa. Sedici persone – ormai convinte che il loro destino sia comunque segnato dall’imminente arrivo dei Naufraghi, una sorta di setta che intende fare piazza pulita dell’intera società e ricostruire la realtà dalle sue stesse ceneri – sedute a un tavolo, ognuna di esse armata di pistola. Tutti premono il grilletto. Tutti tranne Massimo, un ragazzo ancora alla ricerca di una via d’uscita. Già perché l’arrivo dei Naufraghi spaventa, ma non al punto di correre al grande hospice Giuda per prendersi cura del padre Piero. Un ricovero per ammalati che diviene l’ultimo baluardo della resistenza contro i Naufraghi e contro gli adepti della Beata Morte, uno pseudo ordine religioso che vede in Bibiana – ex paziente dell’hospice – la propria divinità.

Questo romanzo si è rivelato una piacevolissima scoperta. Il clima apocalittico che permea la storia mette il lettore di fronte a un quesito: dove termina la narrazione e comincia la realtà? Omicidi compiuti in nome di falsi ideali e guerre sante combattute con armi tecnologiche riempiono tanto le pagine di questo romanzo quanto le cronache quotidiane. C’è per fortuna chi decide di resistere e vender cara la pelle.
Non aggiungo altro e lascio che sia Orso Tosco a raccontarci il suo romanzo…

Aspettando i Naufraghi. Quando, dove ma soprattutto come è nato questo romanzo? Dopo aver vissuto per una decina d’anni a Londra sono tornato a casa, a Ospedaletti, nel ponente ligure, perché mio padre era malato. Il libro è nato dopo la sua scomparsa. Sentivo il bisogno di passare più tempo con lui, di barare con la morte, e soprattutto di regalargli un’avventura.
Chi sono i Naufraghi? Sono la risposta definitiva e brutale (e incomprensibile) ad un desiderio di cambiamento vago e frustrato (e comprensibilissimo).
Massimo e Jade vivono in maniera diametralmente opposta il rapporto coi propri genitori: Jade desidera uccidere il proprio padre mentre Massimo sembra esser colto da una sorta di istinto paterno nei confronti del proprio genitore. Quanto è importante il rapporto con le proprie origini e cosa ne determina l’eventuale deriva? Poche cose hanno un’influenza maggiore del rapporto che si ha, o che si sceglie di non avere, con le proprie radici: i primi stimoli, i primi traumi  e le prime gioie sono il modello, vago e allucinato e quindi irripetibile, sul quale tentiamo di eseguire le nostre repliche.
Uno dei personaggi che ci ha maggiormente colpito è quello di Gramigna. Guardando oltre la superficie delle cose – Gramigna è un pazzo dissociato – possiamo vedere in lui un personaggio che ricorda il mito di Cassandra? Credo che ci possano essere delle affinità, ma se Cassandra è un personaggio tragico, perché soffre nel non essere creduta, Gramigna invece è più legato alla tradizione del fool shakespeariano: rappresenta l’elemento di estraneità, colui che è in grado di utilizzare la propria diversità come strumento per vedere ciò che agli altri è negato. A tutto ciò Gramigna aggiunge una carica poetica miscelata ad una forte dose di nonsense, lo si potrebbe considerare una sorta di oracolo demente e svagato.
Attesa, desiderio di riscatto, desiderio di farsi ascoltare. Questi sono i messaggi che ci sono arrivati attraverso la voce dei tuoi personaggi. Cos’altro desideri comunicare con il tuo romanzo? La speranza. L’idea che possa esserci una speranza diversa da quella a cui normalmente pensiamo: una speranza feroce e viscerale, che nasce nel cuore immobile della disperazione.
Qual è stato il riscontro dei lettori? È il mio primo libro, e ad essere sincero fino a correre il rischio di di risultare naif, già soltanto avere dei lettori e delle lettrici, basta largamente a offrirmi una strana e bellissima sensazione. Se poi si aggiunge il fatto che alcuni commenti ricevuti, mi hanno “mostrato” aspetti che sino a quel momento non ero riuscito del tutto a mettere a fuoco, non posso che ritenermi enormemente fortunato. Discutere del proprio lavoro con i lettori è per una sorta di riscrittura del libro stesso.
Hai 300 battute per convincerci a leggere “Aspettando i Naufraghi”: Aspettando i Naufraghi è la storia di una paesaggio, antico e offeso, ed è la storia dei suoi abitanti: ci sono i loro ricordi, i loro amori e i loro corpi che vanno a finire, e c’è la loro ribellione. È la storia di un padre e di un figlio che chiudono gli occhi, insieme, prima dell’ultimo tuffo.
Domanda Marzulliana: Se un autore è quel che scrive, in quale personaggio ti rispecchi? Mi piacerebbe rispondere che mi ritrovo in Gramigna, ma in realtà temo di essere più simile a Malandra perché, come dice il dottore, “non c’è modo migliore, per proteggersi dalla paura, che occuparsi delle fragilità altrui”.
L’ultimo romanzo letto e quello che rileggeresti con piacere: Ultimamente ho letto diversi romanzi di Jean-Patrick Manchette: uno più bello dell’altro, “Posizione di tiro” su tutti. Un romanzo da rileggere? A bruciapelo mi verrebbe da rispondere “Europe Central” di William T. Vollmann. Ma non si tratterebbe di un vero e proprio piacere, o almeno non soltanto. Invece, se vogliamo limitarci al solo piacere, tiro fuori due altri titoli: “Il poema dei lunatici” di Ermanno Cavazzoni e “Una banda di idioti” di John K. Toole.
Saluta i lettori medi: Non lasciateci soli. Un abbraccio.

Titolo: Aspettando i Naufraghi
Autore: Orso Tosco
Genere: Distopico
Casa editrice: Minimum fax
Pagine: 218
Anno edizione: 2018
Prezzo: 16,00 €
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Altre letture consigliate: “Pizzeria inferno” di Michele Serio.
Da leggere: Di sera, godendosi una piacevole notte insonne completamente immersi in questa storia.

L’autore
Orso Tosco è scrittore e sceneggiatore. Ha pubblicato racconti in “Watt” e in altre riviste. “Aspettando i Naufraghi” è il suo primo romanzo.

Paquito

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