Lettore medio

La Fattoria degli Animali (George Orwell)

9788804667926_0_0_1554_75«Giorno e notte noi vegliamo sul vostro benessere. Ed è nel vostro interesse che beviamo quel latte e mangiamo quelle mele. Lo sapete cosa accadrebbe se noi maiali venissimo meno ai nostri doveri? Ritornerebbe Jones. […] Non vorrete mica che torni Jones?». […]
Una volta che la faccenda fu posta in questi termini, non ebbero più nulla da replicare. L’importanza che i maiali si mantenessero in forma era fin troppo evidente. Si decise quindi, senza ulteriori discussioni, che il latte e le mele […] sarebbero stati appannaggio esclusivo dei maiali.

Gli animali della Fattoria Padronale del signor Jones, stanchi dei continui soprusi degli esseri umani, decidono di ribellarsi e, dopo avere cacciato il proprietario, tentano di creare un nuovo ordine fondato su un concetto utopistico di uguaglianza.
A suggellare il tutto, vengono stabiliti i Sette Comandamenti: principi generali che tutti gli animali debbono rispettare per assicurare il clima di felicità, libertà e fratellanza tanto auspicato.
Ben presto, tuttavia, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con l’astuzia, la cupidigia e l’egoismo che li contraddistinguono si impongono in modo prepotente e tirannico sugli altri animali più docili e semplici d’animo.
E a quel punto, per gli animali, è davvero cambiato qualcosa rispetto a quando erano sotto la tirannia dell’uomo?

In maniera molto semplicistica, la prima cosa che ho pensato appena terminata la lettura de “La Fattoria degli Animali” di George Orwell (edito da Mondadori) è che basterebbero queste pagine a far capire anche all’uomo medio i meccanismi subdoli che regolano le logiche governative. Riprendendo la tradizione favolistica di Fedro ed Esopo, la genialità di questo capolavoro di satira – e dell’autore stesso – sta proprio nella capacità di raccontare le complesse dinamiche della politica attraverso voce e corpo di animali antropomorfi, ognuno allegoria di una determinata categoria di persone.
Non è un caso, allora, che siano i maiali a rappresentare i dittatori, i padroni gretti e prepotenti che, dopo aver promesso una vita migliore, una volta preso il potere assoluto si dimostrano sempre più simili al tanto odiato nemico umano; e non è un caso che a sostenerli siano le pecore – gli analfabeti funzionali – che belano ripetutamente frasi fatte inculcate loro dal regime, pur ignorandone completamente il significato, per coprire le voci fuori dal coro di chi ha un’opinione diversa da quella dei regnanti.
Orwell ha sottolineato come la sua satira fosse soprattutto rivolta al comunismo, e in effetti i riferimenti sono palesi (i dispotici maiali che chiamano gli altri animali “compagni”, le voci secondo cui nella fattoria si pratichi il cannibalismo e le femmine siano in comune), ma a pensarci bene la si può estendere a tutti gli aspetti della vita politico-sociale, anche e soprattutto a quella attuale, nonostante siano passati settant’anni: basti pensare ai due maiali leader – partito conservatore e progressista, destra e sinistra, o come li si vuol chiamare – perennemente in opposizione tra loro ma sempre in plancia di comando, o alle notizie date al popolo attraverso un unico canale di (dis)informazione, che presentano un status generale sempre roseo a dispetto di quello che accade nella realtà. Oppure ai continui cambiamenti di leggi sempre a favore dei maiali, giustificando poi la cosa col terrorismo spicciolo secondo cui senza le loro menti a governare la fattoria tornerebbe sotto il controllo degli umani: i cattivi, gli assassini.
Un libro da leggere e rileggere instancabilmente, magari abbinato alla visione di un film capolavoro politicamente scorretto come “Operazione Canadian Bacon” di Michael Moore.

Titolo: La Fattoria degli Animali
Autore: George Orwell
Genere: Allegorico/satirico
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 113
Anno: 2018 (prima edizione 1947)
Soundtrack consigliata: l’album “Animals” (1977) dei Pink Floyd.
Film consigliati: “Operazione Canadian Bacon” diretto da Michael Moore; “Orwell’s 1984” diretto da Michael Radford
Tempo medio di lettura: 1 giorno

L’autore:
George Orwell è pseudonimo di Eric Arthur Blair (Motihari, Bengala, 1903 – Londra 1950). Prese parte alla Guerra civile spagnola e durante il secondo conflitto mondiale fu corrispondente di guerra. Le sue opere più celebri sono Omaggio alla Catalogna (1938), La fattoria degli animali (1945) e 1984 (1949).

Giano

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