Lettore medio

Uno scià alla corte d’Europa (Kader Abdolah)

9788870914948_0_0_0_75Salam significa salve, pace e salute, quindi: alla tua!
Il mio nome è Seyed Jamal e sono il narratore di questa storia.
Si racconta che una volta c’era un re persiano che un giorno lasciò tutto per fare un viaggio in Europa. E io vorrei provare a mettere per iscritto la storia di quel viaggio, ovvero le fiabe che aveva vissuto.

Diario di viaggio? Troppo riduttivo. Metanarrazione? Non proprio.
In attesa di definire il genere cui appartiene questo romanzo, comincio con una considerazione: “Uno scià alla corte d’Europa” di Kader Abdolah (edito da Iperborea) è il modo più semplice per viaggiare senza il peso dei bagagli.
Seyed Jamal, voce narrante del libro, desidera raccontare la storia del re persiano che, sul finire dell’Ottocento, intraprende un viaggio istituzionale in Europa, attraverso Russia, Germania, Belgio, Olanda, Inghilterra e Francia. Sei tappe durante le quali il sovrano riceverà sempre un’accoglienza fin troppo cerimoniosa, accompagnata da stupore e curiosità.
Proprio i due sentimenti che il monarca persiano – accompagnato in questo Grand Tour europeo da una carovana contenente: un fido consigliere, il barbiere personale, numerosi lacchè e sette mogli scelte tra le oltre trecento del suo harem – prova ogni volta che mette piede in un nuovo territorio e viene a contatto con una realtà così diversa dal suo regno, tanto fiabesco nelle forme ma pure assai arretrato.
Già, perché durante il viaggio e il soggiorno nel vecchio continente lo scià riflette spesso sulle monarchie europee – talvolta al passo coi tempi ma sempre più spesso obsolete – sulle condizioni del proprio paese e sul terrore di essere assassinato. Ecco uno dei motivi per cui scrive: solo redigendo il suo diario di viaggio, raccontando così la sua storia, potrà continuare a vivere.
E a continuare è pure un viaggio che regala incontri piacevolmente spiazzanti, come quello con lo scrittore Lev Tolstoj; oppure commoventi, come quello con la regina britannica Vittoria che condivide con lo scià il dolore per la perdita del proprio marito. Ma quel che colpisce maggiormente di questo curioso viaggiatore, sempre elegantemente vestito e pronto a elargire doni, e lo rende assai piacevole agli occhi del lettore è la sua ingenuità. Il sovrano, ad esempio, fa incetta di souvenir – da dispensare tra mogli, figli e cortigiani – e rimane incantato dalla modernità della toilette che la sovrana britannica gli mette a disposizione; ma, con altrettanto spiazzante candore, confessa a Monet e Cézanne di non aver compreso il significato delle loro opere.

Quel che ho apprezzato di più di questo romanzo è la modernità. Il viaggio dello scià è attualissimo, poiché questo Grand Tour è la parafrasi dell’uomo di fronte allo scorrere del tempo: la continua evoluzione – tecnica ma anche e soprattutto sociale – che porta a smarrirsi come individuo e a sentirsi inadeguati.
Inoltre, mi è piaciuta moltissimo l’idea dei due piani narrativi. Da una parte lo scià redige il proprio diario di viaggio, mentre dall’altra Seyed Jamal racconta la genesi del romanzo che sta scrivendo, non limitandosi a mere anticipazioni, ma regalando stralci di vita e attentissime riflessioni sui temi dell’immigrazione, del terrorismo e della satira, una vera e propria arma per chi non riesce a guardare al di là di una battuta.
Non so ancora bene a quale categoria ascrivere questo romanzo, tuttavia ho la sicurezza di aver letto uno straordinario libro. Un libro che consiglio a tutti quelli che hanno il desiderio di girare l’Europa restando comodamente seduti.

Titolo: Uno scià alla corte d’Europa
Autore: Kader Abdolah
Genere: Memorialistico
Casa editrice: Iperborea
Pagine: 506
Anno edizione: 2018
Prezzo: 19,50 €
Tempo medio di lettura: 5 giorni
Altre letture consigliate: “Il milione” di Marco Polo; “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne; “Appia” di Paolo Rumiz; “Le mille e una notte” di AA.VV.

L’autore:
Kader Abdolah, nato in Iran nel 1954, perseguitato dal regime dello scià e poi da quello di Khomeini, rifugiato politico in Olanda dal 1988, è diventato uno dei più importanti scrittori di questo Paese, costantemente nella lista dei best-seller. Con “Scrittura cuneiforme” conquista il pubblico internazionale. “La casa della moschea”, votato dai lettori olandesi come la seconda migliore opera mai scritta nella loro lingua, è Premio Grinzane Cavour 2009. Tutti suoi romanzi sono pubblicati in Italia da Iperborea.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...