Lettore medio

L’uomo che dorme (Corrado De Rosa)

9788817099462_0_0_0_75Alla faccia di chi gli diceva che doveva uscire per svagarsi,avrebbe passato la serata tra una scatoletta di tonno e un po’di zapping. Peccato solo che da due settimane dormiva poco e non avrebbe riposato nemmeno la notte di San Valentino. Agli ansiolitici aveva rinunciato, su di lui non facevano effetto.

Antonio Costanza è uno psichiatra. Un’ex moglie alla quale sembra essere ancora affezionato, un figlio con cui difficilmente riesce a relazionarsi, una passione per la Salernitana e un amico barbiere di nome Elvezio. Sembrerebbero gli ingredienti di una commedia, invece no.Antonio Costanza è il protagonista del noir “L’uomo che dorme”, di Corrado De Rosa edito da Rizzoli.
Costanza viene coinvolto in un’indagine di polizia. Due prostitute, non più giovanissime, sono state assassinate. I sospetti, inizialmente, ricadono su Vito Senatore, un macellaio con trascorsi malavitosi, ma tutto viene messo in discussione quando un altro delitto viene compiuto.

Ho apprezzato davvero molto lo stile di De Rosa. Pochi fronzoli, moltissima azione, grande attenzione per i personaggi – descritti attraverso vezzi, vizi e abitudini che li rendono facilmente riconoscibili – e un’ironia che permea le pagine del romanzo rendendolo molto gradevole. Non aggiungo altro e lascio a lui la parola…

L’uomo che dorme. Come, dove e quando è nato questo romanzo? È nato per caso, durante la presentazione di un libro di Massimo Carlotto. All’Osteria del Biliardo di Milano, precisamente il 4 ottobre 2016 intorno alle 23:30 dopo una bizzarra chiacchierata con il capo della narrativa italiana di Rizzoli. Spero di essere stato sufficientemente ossessivo nel risponderti.
Antonio Costanza seleziona con grandissima attenzione le persone di cui si circonda. Elogio del concetto “pochi ma buoni” oppure la triste consapevolezza che i rapporti sociali, col tempo, sono destinati a sfilacciarsi?Credo più l’elogio del “pochi ma buoni”. Antonio è uno che, se potesse, eviterebbe l’ottanta percento delle persone che incontra. Probabilmente è un gran presuntuoso, pensandoci bene. Però con i suoi amici, quelli veri, ha rapporti solidissimi che hanno resistito al tempo.
Uno degli amici di Antonio è Elvezio, un barbiere sui generis con una competenza musicale notevole. Esiste sul serio un personaggio simile oppure la tua fantasia ha generato la migliore spalla di tutti i tempi?Ti ringrazio per il complimento, immeritato. A me piacerebbe molto avere un amico come Elvezio. Mi romperebbe le scatole in continuazione, ma sarebbe sicuramente presente nei miei passaggi a vuoto. Non esiste nessun Elvezio nella realtà. Il personaggio del romanzo ha un po’ di tratti di qualcuno che conosco e molte caratteristiche che mi piacerebbe trovare in un amico.
Parliamo di calcio adesso. Non un semplice pretesto per far battute o sfogare la propria rabbia ma un espediente narrativo che permette di analizzare anche il rapporto padre/figlio. Quanto è importante il calcio per Antonio e suo figlio Luca e quanto per Antonio e suo padre Vittorio? Ma soprattutto quanto lo è per te?Io e Antonio, prima che psichiatri, siamo allenatori sul divano. Di quelli convinti che nessuno ne capisce più di noi. Ma il calcio, nel romanzo, mi è servito anche per raccontare come una passione possa essere un potente collante tra generazioni e possa rivelarsi un fallimento quando fa perdere di vista i desideri degli altri. Antonio e suo padre parlano poco ma si ritrovano complici davanti alle partite di domenica. Allo stesso tempo,Antonio fa di tutto per rendere piacevole la scuola calcio al figlio senza capire che il suo desiderio non è quello del ragazzo.
La notte:quella dei turni in ospedale che Antonio sopporta, con la mente già proiettata al mattino successivo. Quella durante la quale viene commesso un omicidio. La notte che ispira poeti e narratori. Adesso tocca a te continuare questa riflessione.Ti deluderò. Guardo sempre con ammirazione chi riesce a essere produttivo di notte, perché nel mio caso la notte sospende ogni attività.
Lo psichiatra Antonio Costanza è uno di quei personaggi che sembrano avere un’innata predisposizione alla lunga serialità. Ti affascina questa prospettiva o ti spaventa?Quando ho immaginato Antonio Costanza, ho pensato al racconto di una comunità. Per questo, sto cercando di mettere in ordine le idee per far andare avanti il suo mondo. L’idea che i personaggi possano continuare a vivere mi affascina e mi spaventa, perché sono pigrissimo e più consapevole di quello che mi aspetta.
Immaginiamo che “L’uomo che dorme” diventi un film per la tv. Chi vedresti nei panni di Antonio e chi in quelli di Sara, la sua ex moglie?Marco D’Amore e Anna Foglietta, però con i capelli lunghi.
Altro punto di forza del romanzo è il modo di trattare lo spinoso argomento “relazioni sentimentali”. Qual è la formula per far durare a lungo un rapporto? Perché non la suggerisci ad Antonio?Perché non la conosco.
Domanda personale, adesso: come vivi – sui social, ma soprattutto nella vita reale – il rapporto con i tuoi lettori?Con enorme curiosità. Vengo da un’esperienza di saggistica su temi di mafia e terrorismo dove il rapporto con i lettori è stato più “guardingo”, se mi passi il termine. I lettori di romanzi d’inchiesta hanno un rapporto diretto con gli autori, sono molto esigenti, conoscono benissimo le regole del gioco. Mi hanno fatto notare cose preziose, belle e meno belle.
L’ultimo libro letto e quello che rileggeresti con piacere.“M.” di Antonio Scurati, mi è piaciuto molto. Rileggerei sempre due libri: “Alta fedeltà” di Nick Hornby e “Il conte di Montecristo” di Dumas.
Infine una domanda per farti ridere (o magari arrabbiare): ci spieghi in poche parole la differenza tra uno psicanalista e uno psichiatra?È facile: uno psicanalista deve risolvere un problema in quattro o cinque anni. Uno psichiatra, specie se in pronto soccorso, in quattro o cinque minuti. Ma non lo dico io, lo dice Antonio Costanza.
Saluta i lettori medi.Spero che qualcuno dei lettori medi leggerà “L’uomo che dorme” e mi farà sapere che ne pensa,senza pietà. Un saluto a tutti.

Titolo: L’uomo che dorme
Autore: Corrado De Rosa
Genere: Noir
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 276
Anno: 2018
Prezzo: € 17,00
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Letture consigliate: “La trilogia di Fabio Montale” di Jean Claude Izzo.

L’autore
Corrado De Rosa è uno psichiatra, autore di numerosi saggi scientifici e divulgativi sull’uso della follia nei processi di mafia e terrorismo. “L’uomo che dorme” è il suo primo romanzo.

Paquito

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