Lettore medio

Progresso (Raffaele Formisano)

9788832780659_0_0_0_75 (1)“Se ti fai male il tuo corpo riporterà una ferita, lo stesso vale nel caso in cui tu subisca menomazioni per un qualche incidente. Il sistema assocerà il tuo stato fisico all’evento. Non è un giocattolo per bambocci! Questo è il futuro! Questo è progresso!”

È il 13 luglio 2024 e RAF trascorre il suo compleanno dialogando con Susy, interfaccia virtuale che ha tratto dal suo subconscio alcuni input e li ha rielaborati in forma di tre racconti visivi. Protagonisti di queste storie virtuali sono Stanley e Charlie McGee, due fratelli, ingegneri informatici con opinioni opposte sul rapporto tra uomo e tecnologia: più scettico il primo, convinto che la realtà virtuale sia l’unico possibile futuro per l’umanità il secondo. Tre storie in cui i due si muovono in uno spazio distopico e cyberpunk, fra erotismo e thriller, con i social media a farla da padrone: un immenso magazzino rigurgitante di eccessive, incalzanti amicizie da stringere on-line.
Ma dove porta tutto questo? Cosa accadrebbe se il virtuale finisse col prendere il sopravvento sulla realtà?

In “Progresso” di Raffaele Formisano (edito da Homo Scrivens, collana “dieci”) il mondo virtuale – la Dimensione Unreal, come lui stesso la chiama – diventa il pretesto con cui l’autore, attraverso storie che mescolano cybersesso, azione, thriller e sentimenti, cerca di stimolare il lettore a dare una risposta all’annoso quesito.
Ho avuto il piacere di incontrare l’autore, che mi ha concesso una breve intervista che permetterà a tutti voi di conoscerlo meglio.

Nel romanzo si nota subito un richiamo ai classici della letteratura fantascientifica anche nel registro linguistico: il narratore esterno infatti usa un linguaggio piuttosto aulico, forbito, come accade in mostri sacri quali P. K. Dick o G. Orwell. È voluta l’ispirazione ai suddetti oppure fa parte tuo stile narrativo? Sicuramente c’è un richiamo di ispirazione alla fantascienza classica, un po’ per omaggiare grandi autori come P. K. Dick o G. Orwell e tanti altri. Se nessuno ci hai fatto caso, aggiungo che la parte iniziale e, in generale, quella dell’utente telematico è una spiccata parodia riferita (citando Dick) proprio alla scena del film “Minority Report” in cui Tom Cruise interroga il sistema informatico per estrapolare i database derivanti dalle premonizioni dei precog.
Aggiungo che la mia letteratura è un percorso verso uno stile sempre più, per così dire, leggero: dal confronto col mio romanzo “Il Paradosso di Schrodinger” si evince uno stile più snello in quest’ultimo, meno classicheggiante. Nulla di cui meravigliarsi, visto che “Progresso”, pur essendo stato pubblicato dopo l’altro, fu scritto precedentemente ad esso.
In questo romanzo c’è tutto: satira sociale, critica al progresso, azione, cybersesso e anche un pizzico di humour. In poche parole è riduttivo ascriverlo al genere fantascientifico. Potrebbe secondo te la fantascienza diventare un macrogenere letterario che comprende tanti sottogeneri? Io credo di sì. A dire il vero ci si potrebbe riferire alla corrente artistica Avantpop in merito ad una narrazione che tratta non tanto di fenomeni legati al paranormale tipo alieni, poteri particolari, esperimenti catastrofici di respiro mondiale, quanto ad una ipotetica descrizione di ipotetiche società del futuro. Se un uomo medio che viveva la sua vita quotidiana anche negli anni ‘80, ma anche nei ‘90 iniziali (non bisogna andare lontano) avesse scritto di dispositivi come uno smartphone, come uno strumentino che, sfilato di tasca, può mettere l’utente in comunicazione con tutto il mondo, ciò sarebbe stato visto come fantascienza. Il progresso stesso definisce la società di domani come fantascienza per la società di ieri. La fantascienza può diventare sicuramente un macrogenere di più generi letterari. Lo stesso Minority Report ne è un esempio, visto che trattasi di un thriller/giallo/poliziesco ambientato in una realtà futuristica.
A un certo punto scrivi (cito testualmente): “Quando c’è un monitor dietro cui nasconderti le cose cambiano, vero? È tutto più semplice, matematico, tutto calcolato, rischio zero”. È una critica al fenomeno degli opinionisti da social, i cosiddetti leoni da tastiera? Di sicuro la tastiera e il monitor rappresentano delle schermature ideali per chi voglia osare mettendosi poco o per niente in gioco (spesso usando addirittura dei nickname). Ciò può potenzialmente favorire fenomeni di anonimato spesso anche pericolosi che consentono un libero attacco ad altri utenti in maniera assolutamente più semplice rispetto ad un normale rapporto umano. A volte se incontro una persona dal vivo magari non ho nemmeno il coraggio di confrontarmi con quella persona, non necessariamente per una lite, ma per un qualsiasi tipo di approccio. Bisogna avere il controllo del fenomeno in particolar modo nel presentarlo ed affidarlo alle generazioni più giovani e, per tale motivo, anche più fragili (si pensi ad esempio al fenomeno del cyberbullismo con tutte le dovute conseguenze, a volte purtroppo anche letali per giovanissimi).
Tocco di campanilismo: nel secondo racconto l’ambientazione è la ricostruzione della Herculaneum pre-eruzione, descrizione dettagliatissima nei minimi particolari. Quanto hai attinto da fonti storiche, quanto ti sei documentato, e quanto invece c’è della tua esperienza personale con gli scavi. Scrissi “Progresso” un po’ di tempo fa, poi l’ho rivisto nel tempo. Ricordo che un giorno ero in visita per la prima volta al MAV (da poco aperto) e ne rimasi favorevolmente colpito, in particolar modo dall’accostamento fra storia antica e tecnologia moderna. Da lì la prima idea di scrivere qualcosa in merito, che andasse oltre il semplice concetto di utente spettatore passivo. Immaginai uno spettatore attivo a tutti gli effetti e proiettato a 360° in un mondo antico, concepito non tanto secondo battaglie e imperi, ma secondo stili di vita di tutti i giorni in una Ercolano antica. Un giorno decisi di concedermi una mattinata intera passeggiando per il Miglio D’Oro fino a Torre del Greco, soffermandomi attentamente sui vari palazzi storici e monumenti di cui Ercolano abbonda. Poi decisi di rivisitare gli scavi qualche tempo dopo, nonché di immergermi in letture di testi vecchi e nuovi sull’argomento e visionare filmati vari in merito, i quali ricostruivano eccellentemente l’antica città.
Dopodiché il racconto si è scritto da sé.
Progetti futuri? Attualmente sono un po’ fermo e mi sto godendo la mia famiglia, allietata sei mesi fa dalla nascita di due gemellini che io e mia moglie abbiamo chiamato Angelo Raffaele e Ciro Lorenzo. Grazie a loro mi sono cimentato nella mia prima favola dal titolo “Cacciatori di stelle”, scritta per loro (in collaborazione con mia moglie Nunzia) in occasione del loro battesimo e come parte della bomboniera dello stesso. Il racconto è tra i vincitori del Premio “Un Prato Di Fiabe 2018”. Sto scrivendo un racconto breve horror che spero di riuscire a pubblicare a breve in qualche antologia, tipo “Esecranda”. Per il resto ho un terzo romanzo, già selezionato da tre case editrici, ma sono in fase decisionale e mi sono concesso un po’ di pausa.

Titolo: Progresso
Autore: Raffaele Formisano
Genere: thriller/fantascienza
Casa editrice: Homo Scrivens
Pagine: 254
Anno: 2018
Film consigliati: Matrix, Inception, Minority Report.
Tempo medio di lettura: 4 giorni.

L’autore
Raffaele Formisano (Castellammare di Stabia, 1974) è ingegnere gestionale ad Atripalda (AV). Con Homo Scrivens ha pubblicato il suo primo romanzo, Il Paradosso di Schrödinger (2016), e il successivo Progresso (2018). Più volte premiato per la sua narrativa fantascientifica, ha partecipato a numerose antologie. Fa parte del collettivo letterario Gruppo 9, con cui ha preso parte ai romanzi Hyde School (2015), Gli affamati (2017) e Scacco al Re (2018).

Giano

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