Lettore medio

Il calore del sangue (Irène Némirovsky)

9788845923128_0_0_0_75“In effetti aspettavo la mia giovinezza. Il ricordo degli anni passati riaffiorerebbe più spesso se solo volgessimo lo sguardo verso la sua sublime dolcezza. Invece gli permettiamo di restare sopito in noi, o peggio di morire, di deteriorarsi, tanto che gli slanci di generosità che proviamo a vent’anni in seguito li bolliamo come ingenuità, dabbenaggine… I nostri amori, puri e ardenti, assumono l’aspetto turpe dei piaceri più vili.”

Il quadro de “Il calore del sangue”, romanzo di Irène Némirovsky (edito da Adelphi), è apparentemente la semplice vita di campagna di una ricca famiglia borghese: la figlia dei due proprietari terrieri sta per sposare l’erede di un’altra famiglia, in tutto e per tutto un bravo ragazzo. Insomma, c’è la passione, c’è il denaro e il lavoro: la ricetta per una vita perfetta e quieta è completa! O forse c’è qualche crepa sulla patina di felicità, a nascondere inaspettati e insidiosi retroscena?

Quando ho acquistato questo libro non mi aspettavo di leggere una storia tanto folgorante quanto ben strutturata. Pensavo, almeno leggendo la breve trama sul retro del libro, a qualcosa di più descrittivo. E invece no! Il titolo di questo romanzo parla forte e chiaro: “Il calore del sangue” riguarda l’umana voluttà che spinge ogni uomo ad obbedire al richiamo dell’amore, ricoprendosi di maschere e menzogne pur di vivere una felicità così labile ed effimera da risultare quasi noiosa e banale. Ed è esattamente in questa quieta banalità che si insinuano serpeggiando i dubbi e i sospetti che la Némirovsky semina tra i vari atti e nei cuori dei vari personaggi, i cui pensieri sono ben celati al lettore. Nonostante ciò, la penna dell’autrice rilascia sottilmente piccoli indizi e suggerimenti, alle volte illuminanti e altre totalmente erronei. Infatti, è la fluidità e il lessico quotidiano adottato dalla Némirovsky a rendere l’atmosfera del racconto ovattata e l’equilibrio delle vicende incorruttibile. Di certo minimi sguardi o cenni non sono da prendere sottogamba quando lo spirito e il corpo hanno determinati bisogni da appagare. Ma mantenere un basso profilo basta a placare la forza bruciante di un cuore in fiamme? O invece il desiderio riesce a incenerire ogni cosa?

Titolo: Il calore del sangue
Autrice: Irène Némirovsky
Genere: Romanzo
Casa editrice: Adelphi edizioni
Pagine: 142
Anno edizione: 2008
Prezzo: €11,00
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Consigli: lasciate correre il cuore tra le pagine, dimenticate ogni inibizione

L’autrice
Nata in Ucraina, di religione ebraica convertitasi poi al cattolicesimo nel 1939, ha vissuto e lavorato in Francia. Arrestata dai nazisti, in quanto ebrea, Irène Némirovsky fu deportata nel luglio del 1942 ad Auschwitz, dove morì un mese più tardi di tifo. Il marito, Michel Epstein, si attivò per cercare di salvare la moglie inviando un telegramma il 13 luglio 1942 a Robert Esménard (il suo editore del momento), ed a André Sabatier presso Albin Michel proprietario della Casa Editrice Grasset che pubblicò molte opere di Irène, per chiedere aiuto. Adelphi ha iniziato a pubblicare le sue opere con Suite francese, apparso nel 2005.

Federica

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