Lettore medio

La metà oscura (Stephen King)

9788820090531_0_0_0_75«Sono tornato», disse Machine. Halstead serrò gli occhi, ma non servì a niente. Il ferro sottile gli forò facilmente la palpebra sinistra e gli trafisse l’occhio sottostante con un botto sommesso, quasi impercettibile. Dal foro cominciò a colare del fluido gelatinoso. «Sono tornato dal mondo dei morti e tu non sembri affatto contento di rivedermi, ingrato figlio di puttana.»
“In viaggio per Babilonia” di George Stark

Thad Beaumont, ragazzino dall’innato talento per la scrittura, un giorno ha un malore. Quella che sembra una crisi epilettica rivela in realtà alcuni resti umani nel suo cervello; il medico sostiene che, probabilmente, Thad aveva un gemello che poi è stato assorbito da lui nel grembo materno.
Molti anni dopo, Thad è diventato scrittore di successo con lo pseudonimo di George Stark: i suoi romanzi horror, efferati e sanguinari, sono tutti clamorosi bestseller. Ricattato da un avvocato che ha scoperto la vera identità di Stark, Thad organizza un’intervista, con tanto di finta bara nel cimitero, in cui annuncia che da quel momento George Stark è morto per sempre, e mai più scriverà i suoi romanzi.
Ma a Stark tutto questo non sta bene.
“La metà oscura” di Stephen King (editore Sperling & Kupfer) si presenta sin da subito come un metaromanzo con forti tratti autobiografici: a cominciare dai paesaggi freddi e desolati del Maine, dove l’autore è nato e cresciuto, che fanno da sfondo alla vicenda, passando per il protagonista Thad, insegnante di letteratura che pubblica romanzi horror col nome di George Stark, che più di un semplice personaggio ispirato a King ne diventa un vero e proprio alter ego: l’autore stesso, infatti, ha un passato da docente e ha pubblicato alcuni romanzi sotto lo pseudonimo di Richard Bachman.
Il rapporto/scontro con l’io interiore che si materializza e prende il sopravvento sulla persona non è una novità nel mondo della letteratura, ma qui assume connotazioni che vanno ben oltre l’introspezione psicologica: l’horror diventa qui un pretesto per riflettere sul fatto che quando si raggiunge il successo si finisce spesso talmente inghiottiti dallo star system che risulta poi impossibile uscirne.
King ha uno stile che coinvolge – e sconvolge – nella sua particolarità: inizia ogni capitolo con un breve estratto di Alexis Machine, il protagonista dei truculenti romanzi di Stark, che funge da prologo al racconto dei fatti veri e propri, che mai vengono esposti in maniera lineare e scontata, bensì attraverso continui rimandi che tengono desta l’attenzione del lettore, facendo risultare mai noiosa la narrazione e stimolando sempre, continuamente, il prosieguo della lettura. Le descrizioni dei fatti nei minimi dettagli, molto spesso maniacali – talvolta ai limiti dello splatter – facilitano ulteriormente l’immedesimazione, rendendo fruibile la lettura a una gran varietà di utenti, ma non a quelli più facilmente impressionabili.
Un finale buono, non del tutto scontato, contribuisce a rendere “La metà oscura” un romanzo di ottima fattura, forse poco pubblicizzato e ancor meno osannato dalla critica, ma ugualmente di livello, dove la tensione e l’ansia del lettore restano alte per oltre quattrocento pagine. In perfetto stile King.

Titolo: La metà oscura
Autore: Stephen King
Genere: horror/thriller
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 470
Anno: 2014 (prima edizione 1989)
Soundtrack consigliata: “Feed my Frankenstein” (Alice Cooper), “Sweet Dreams” e “Tainted love” (Marilyn Manson)
Da leggere: di notte, possibilmente a lume di candela
Tempo medio di lettura: 3 giorni.

L’autore
Stephen King (Portland, 1947) è considerato uno dei maestri della letteratura horror americana. Ha esordito con Carrie (1974), scrivendo poi oltre ottanta opere entrate spesso nelle classifiche dei best seller. Complessivamente ha venduto oltre 500 milioni di copie.
Molti suoi romanzi sono diventati trasposizioni cinematografiche, tra cui Carrie, Shining, Cimitero Vivente, La zona morta, It, Misery non deve morire, La metà oscura, Il miglio verde, Le ali della libertà, Dolores Claiborne, La torre nera.

Giano

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