Lettore medio

Gandhi si è fermato a Napoli (Anna Maria Montesano)

9788832780543_0_0_0_75Il giorno seguente, dopo aver visitato le vestigia dell’antica civiltà romana, gli riferiscono che il Papa Pio XI non intende riceverlo a causa dell’indecenza del suo abito o, come sussurrano alcuni, per ragioni politiche. Gandhi ne resta amareggiato e decide: lascerà Roma, che è sprofondata nel lusso, nell’ostentazione del potere e nella violenza; si recherà a Napoli, una città che sente tanto più simile alla sua patria e che, ne è sicuro, ascolterà e metterà in pratica la sua parola.

Cosa succederebbe se a Napoli – la città più romanzesca che esiste – arrivasse Gandhi? Prova a dare una risposta a questa domanda Anna Maria Montesano, autrice del romanzo “Gandhi si è fermato a Napoli” edito da Homo Scrivens per la collana Direzioni immaginarie.
Una storia deliziosa quella scritta dalla Montesano che immagina il Mahatma – serafico e sorridente – in una città senza dubbio caotica ma pure abitata da un popolo che mostra al politico indiano tutta la propria umanità. Un popolo sensibile che prova a seguire i dettami del Mahatma ma che, nel contempo, fa di tutto per permettere a Gandhi un’integrazione che ha risvolti molto divertenti.
Molti altri sono gli spunti che ha regalato questo romanzo, pertanto lascio la parola all’autrice…

Gandhi si è fermato a Napoli. Dove, quando, ma soprattutto come è nato questo romanzo?Il romanzo è nato a seguito di un esercizio proposto da Aldo Putignano nel corso di una lezione alla Bottega della scrittura Homo Scrivens che frequento da anni: ci fu chiesto di immaginare i titoli dei libri che avremmo voluto scrivere e, fra gli altri, mi piacque “Gandhi si è fermato a Napoli”; ne scrissi un capitolo che rimase a lungo nel cassetto, poi lo feci leggere ad Aldo che m’invitò a continuare.
Gandhi viene accolto con grande entusiasmo e soprattutto con curiosità. Il suo stile di vita viene visto, almeno inizialmente, con scetticismo, dopodiché i napoletani tentano di seguire alla lettera i suoi insegnamenti e dettami. Popolo camaleontico o eccessivamente accogliente, al punto di snaturarsi?Il popolo napoletano è accogliente per natura, la sua storia ce lo insegna; ma non è capace di rinunciare alle sue caratteristiche; infatti, il microcosmo del condominio, per quanto provi a seguire gli insegnamenti del Mahatma nella speranza di liberarsi del dittatore, alla fine rimane fedele a se stesso.
Hai scelto l’arma (con l’accezione più positiva che si possa dare al termine) dell’umorismo per parlare di un argomento delicato: il regime fascista. Quale messaggio hai voluto lanciare con questo romanzo?Ho sempre pensato che l’ironia e l’umorismo siano le armi più potenti contro la prosopopea e l’arroganza: in questo, i Napoletani sono maestri; nel ’68 gridavano:«Una risata vi seppellirà», il grande Charlie Chaplin ne “Il grande dittatore” mise alla berlina Hitler con la sua arte; è un invito a dissacrare, a denudare il re, in modo da affrontare anche gli eventi più drammatici con spirito critico.
Immaginiamo che Gandhi venga a Napoli oggi. Quali posti gli faresti visitare e perché?Oggi Gandhi non lo porterei a Napoli che, benché tormentata da tanti problemi, non è il luogo più rappresentativo della decadenza dei costumi e della perdita dell’umanità; lo accompagnerei dove erigono barriere, dove uccidono in preda alla follia, dove si muore di fame e di sete sotto gli occhi distratti del mondo, dove denaro e potere la fanno da padroni.
Quali sono stati i primi feedback da parte dei lettori?La risposta dei lettori è stata veramente lusinghiera: ho ricevuto commenti positivi da varie parti, dagli intellettuali e da chi, finora, non aveva mai letto; c’è chi ha riso, chi si è commosso e chi, alla fine, ha addirittura pianto; e suscitare simili reazioni è quanto di più appagante può augurarsi uno scrittore.
Quanto è difficile far sorridere attraverso la letteratura?È difficilissimo, si rischia di cadere nel comico e nel grottesco; molto più facile far piangere; ma, grazie al cielo, l’umorismo è nel dna della mia famiglia materna.
L’ultimo libro che hai letto e quello che rileggi con piacere.Ho completato in questi giorni la lettura de “La macchia umana” di Philip Roth e rileggerei continuamente i capolavori dei grandi scrittori russi. Letture singolari per un’umorista, eh?
Prima di salutarci domanda “invadente”: per le feste di Natale menù tradizionale oppure uno alternativo per accogliere al meglio la Grande Anima?Facile, basta riproporre il menù concertato dalle comarelle del condominio: “spaghetti con le vongole fujute, insalata di rinforzo con papaccelle ma senza acciughe, broccoli all’insalata, frutta fresca, ciociole e acqua”.
Saluta i lettori medi.Grazie a tutti quelli che hanno letto e apprezzato il mio libro e a quelli che lo faranno. Evviva i lettori!

Titolo: Gandhi si è fermato a Napoli
Autrice: Anna Maria Montesano
Casa editrice: Homo Scrivens
Genere: Umoristico
Pagine: 175
Anno: 2018
Prezzo: € 14,00
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Perché leggerlo?Per sorridere ricordando un personaggio come Gandhi e ridere di quel triste periodo legato al fascismo in Italia.

L’autrice
Anna Maria Montesano è stata docente di Lettere a Napoli, dove vive. Fa parte della compagnia di scrittura Homo Scrivens, con cui ha partecipato ai volumi “Faximile. 101 riscritture di opere letterarie”, “Che pasticcio, dottor Loop!”, “Dai fiori del male ai fiori di zucca”. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati nella rubrica letteraria del quotidiano “Il Roma”.

Paquito

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