Lettore medio

Un romanzetto lumpen (Roberto Bolaño)

9788845928208_0_0_795_75Che cosa avevano visto? mi chiedevo. Che viso, che occhi avevano visto? Non me lo chiedevo continuamente, ma di sicuro qualche volta ero arrivata a chiedermelo. Ora so che la vicinanza non esiste. Qualcuno ha sempre gli occhi chiusi. Tu vedi quando l’altro non vede. L’altro vede quando tu non vedi. Solo una madre può essere vicina, ma questa allora era una cosa ignota. Inesistente. Esisteva solo il miraggio della vicinanza.

Rimasti orfani dei genitori, Bianca e suo fratello scivolano a poco a poco in un’esistenza di ottusa marginalità che li porterà a non uscire quasi più dall’appartamento in cui si sono rinchiusi, e dove passano nottate intere a guardare la televisione. A loro si aggiungeranno due improbabili soggetti, il bolognese e il libico, con i quali la ragazza condividerà a turno, e svogliatamente, il letto – senza quasi sapere chi le sta tenendo compagnia. Un giorno, però, entrerà nella loro vita un ex campione mondiale di culturismo, diventato cieco in seguito a un incidente, che tutti chiamano Maciste perché è stato un divo dei film cosiddetti “mitologici”. Uno che forse ha dei soldi, che si potrebbero scovare e rubare. Con questo strano essere, che la attrae e la respinge al tempo stesso, Bianca vivrà una storia che, nata sotto il segno della prostituzione e dell’inganno, diventerà invece simile ad una storia d’amore.

Tra me e questo grottesco romanzo è scattata la scintilla nel preciso istante in cui ho letto l’input iniziale dell’intera narrazione, che spiega: “Ormai sono una madre e anche una donna sposata, ma fino a non molto tempo fa ero una delinquente”; ciò mi ha incuriosita e, di conseguenza, mi ha spinta a leggereUn romanzetto lumpen” (edito da Adelphi) tutto d’un fiato. Grazie al linguaggio fluido e al ritmo incalzante del racconto, la lettura procede in modo scorrevole e soprattutto in maniera talmente lineare da lasciar supporre che il romanzo sia stato letteralmente ripulito, in modo da evitare dettagli superflui o barocchismi.  Oltre a perizie di questo tipo, del racconto di Bolaño colpiscono particolarmente i personaggi e la dimensione che altera quasi la percezione del lettore. Infatti, lo scrittore descrive una quotidianità così piatta e banale da rasentare l’irrealtà. Un’irrealtà in cui si cela il paradosso e a cui si fondono enigmi parzialmente svelati da sottili suggerimenti rivelati da Bianca. La ragazza, voce narrante delle vicende, pare inoltre essere eternamente sospesa a mezz’aria tra la lucidità e l’irragionevolezza, che più volte fa capolino nei suoi discorsi e nei suoi modi d’agire, creando un fortissimo senso di alienazione nei confronti della vita stessa che si limita a programmi televisivi e scialbe passeggiate. Questo romanzo è la crudezza di un’esistenza quasi vuota e mostra, al contempo, le parole esatte con cui si potrebbe riempire la vacuità stessa tornando, però, al punto di partenza. È un serpente che si morde la coda. È Bianca che si alza dal divano a programma finito solo per poter cambiare canale.

Titolo: Un romanzetto lumpen
Autore: Roberto Bolaño
Genere: Narrativa
Casa editrice: Adelphi
Pagine: 119
Anno: 2013
Prezzo: €14,00
Tempo medio di lettura: 1 giorno
Consigli di lettura: leggete questo libro durante un viaggio in treno, accarezzate ed immergetevi in questo romanzo straniante.

L’autore
Nato nel 1953 a Santiago del Cile, Roberto Bolaño è morto a Barcellona nel 2003. Tra i libri pubblicati da Adelphi ricordiamo 2666 (2009), Amuleto (2010) e Stella distante (2012).

Federica

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