Lettore medio

La mia cosa preferita sono i mostri (Emil Ferris)

B10YAmro0iSOggi la nostra vicina del piano di sopra, la signora Anka Silverberg, è morta in circostanze misteriose. Le hanno sparato al cuore in salotto, ma è stata ritrovata a letto con le coperte in ordine, come se si fosse messa a dormire.
Nella sua vita Anka Silverberg ne aveva schivate di pallottole… allora perché avrebbe scelto di morire stando ferma sulla traiettoria di quella lì? Ma poiché le due porte di casa erano chiuse dall’interno la polizia ha detto che si è suicidata…
Ma io non ci credo!

Karen ha dieci anni e vive con sua madre e suo fratello Deeze a Uptown, un quartiere di Chicago: è il 1968 un periodo di forti cambiamenti politici e sociali. La nostra protagonista è una ragazzina sveglia e vivace che ama l’arte, le riviste e i film dell’orrore ma, soprattutto, ha una passione per i mostri: licantropi, vampiri e zombi sono in assoluto il suo argomento preferito.L’altra sua passione è il disegno: la struttura stessa del libro è il quaderno in cui Karen rappresenta il suo piccolo mondo e anche se stessa, con le fattezze di un piccolo lupo mannaro che vestirà i panni del detective (con tanto di impermeabile e borsalino) quando deciderà di indagare sulla morte della sua vicina di casa, la fragile e bellissima Anka. Per la polizia non c’è dubbio che si tratti di un suicidio ma Karen non ci crede: fra un’indagine e l’altra ci permette, attraverso i suoi disegni e le sue descrizioni irriverenti e spesso sgrammaticate, di addentrarci sempre di più nel suo universo e di conoscere i curiosi personaggi che lo abitano. Com’è da subito evidente, Karen è un’outsider: non si adegua alla massa e le sue passioni la rendono facile preda delle angherie dei compagni di scuola; per questo ricorre spesso a dei piccoli meccanismi di sopravvivenza quando il mondo intorno a lei diventa gretto e violento. La ragazzina, tra le indagini, la scuola e le incursioni al museo con il fratello, trova anche il tempo per scavare nel passato della sua famiglia, facendo riaffiorare segreti scomodi e terribili, che la portano a riflettere su se stessa e sui suoi desideri. Ciò che maggiormente colpisce è la grande varietà di tematiche trattate e la spontaneità con cui queste emergono come il lutto, la guerra e i suoi orrori, la diversità, tematiche lgbt, l’immigrazione, l’amore e l’amicizia.
“La mia cosa preferita sono i mostri” (edito da Bao Publishing) si presenta come un’opera decisamente sui generis già nella sua forma: è, a tutti gli effetti, il quaderno su cui Karen disegna costantemente. Le tavole spesso sono irregolari, non incasellate nei classici riquadri, sono frequenti le illustrazioni a tutta pagina che riportano scritte e prese in giro, frasi e didascalie grammaticalmente scorrette o neologismi. Le tavole sono disegnate a matita o con i materiali che normalmente ha a disposizione una bambina di dieci anni; nonostante ciò, il tratto del disegno è molto peculiare, carico e ricco di particolari e ombreggiature. L’autrice Emil Ferris ha una grande padronanza della sua arte; ogni tratto, ogni disegno o sfumatura di colore è appositamente studiato per dare quella sensazione di spontanea genuinità.

Titolo: La mia cosa preferita sono i mostri
Autori: Emil Ferris
Genere: graphic novel fantastico/di formazione
Casa editrice: Bao Publishing
Pagine:416
Anno: 2018
Prezzo: € 29
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Consiglio di lettura:Una volta terminata la lettura consiglio di prendersi un giorno per raccogliere le idee e poi rileggerlo per afferrare meglio alcuni concetti.

L’autrice
Emil Ferris è laureata all’Art Institute of Chicago, ha lavorato come illustratrice e creatrice di giocattoli. A 40 anni contrae il virus del West Nile e si ritrova temporaneamente paralizzata dalla vita in giù con una figlia piccola di cui prendersi cura. Deve imparare nuovamente a fare alcune cose tra cui disegnare visto che la paralisi ha colpito anche la mano destra.Decide di riprendere un vecchio progetto ed è così che nasce “La mia cosa preferita sono i mostri”; il libro diventa un caso editoriale non solo per la storia personale dell’autrice ma anche per un altro singolare aneddoto: le prime copie della graphic novel, edite dalla casa editrice americana Fantagraphics Book, rimasero bloccate nel Canale di Panama a cause del fallimento dell’azienda di spedizioni che si occupava del trasporto.

Giovanna

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