Lettore medio

La giovinezza al tempo degli orsi (Raffaele Cars)

251_orsiAnche se erano trascorsi più di vent’anni da quando mi ero trasferito alle Isole Svalbard, non riesco proprio a spiegarmi il perché – e ancora oggi me lo domando – proprio quella sera me ne ricordai subendone gli effetti.

Un romanzo d’esordio a metà strada tra “Nelle terre estreme” e “Martin Eden”. Qualcuno, forse, storcerà il naso di fronte a quest’affermazione, qualcun altro invece deciderà di testare la capacità letterarie di Raffaele Cars autore del romanzo “La giovinezza al tempo degli orsi”, edito da Homo Scrivens per la collana direzioni immaginarie.
Enrico è uno studente di sociologia che ha un’opportunità: trasferirsi alle Isole Svalbard per realizzare una ricerca sullo stile di vita degli abitanti del posto più a nord del mondo. Poco più di 1800 anime le cui abitudini sociali sono scandite dalla natura.
Per vivere quest’esperienza, si lascerà alle spalle Ester, la ragazza per la quale prova un sentimento che supera l’amicizia ma non sfiora neppure le porte dell’amore, e s’immergerà in un mondo fatto di gesti e abitudini dettate da cicli solari e lunari semestrali.
Così lontano dalla sua quotidianità Enrico – che non augura a nessuno di essere giovane come lui – s’interrogherà sulle sue aspirazioni (vorrebbe diventare uno scrittore), sull’amore e sul senso della vita.
Non aggiungo altro e lascio la parola all’autore…
La giovinezza al tempo degli orsi.Come è nato questo progetto?Attraversavo quello che chiamerei un periodo di passaggio. Sentivo che il mondo mi voleva adulto. Qualcuno addirittura cominciava a chiedermi il matrimonio. E poi il lavoro: il posto fisso, la realizzazione personale. Volevo raccontare il mio disagio nell’allinearmi con le aspettative del mondo.
Enrico, il protagonista non augura a nessuno di “essere giovane come lo è lui”. Cosa lo spinge a riflettere in maniera così profonda e amara? Essere giovani e avere una “certa sensibilità” ti espone a una serie di sensazioni che, proprio come dicevi tu, definirei amare. Questo è quello che sento io, ancora oggi, a 26 anni. Ed è quello che ho cercato di trasferire nel romanzo.
Un sociologo napoletano alle Svalbard: semplice scelta narrativa oppure il desiderio di immaginare la propria vita a 4000 km dal luogo natio? In realtà io amo raccontare i luoghi e come i personaggi interagiscono con i posti. Ho sempre scritto delle zone dove sono cresciuto – la periferia a nord di Napoli – ma in questo caso immaginavo che non avrebbe avuto la stessa potenza narrativa. Poi, spulciando tra documentari e libri ho trovato le Svalbard, e appena le ho “conosciute” mi sono sembrate perfette per il disagio esistenziale che provano Enrico, Kari, Dianna ed Ester.
Quale messaggio hai voluto comunicare con questa storia? Non ho la presunzione di voler comunicare qualcosa. Non sono nessuno per farlo. Sono solo un ragazzino che quando scrive sta bene. Io volevo solo raccontare il mio disagio. Farlo conoscere alle persone. E magari far rispecchiare qualche ragazzo nelle mie righe.
Quali sono stati i primi feedback da parte dei lettori? Molto positivi. Qualcuno l’ha trovato toccante. Molti mi hanno detto: “Cavolo Raf, ma quante seghe mentali si fa Enrico?”
I social network fanno parte della tua quotidianità. Quanto sono importanti per un autore esordiente? Come contraltare, non credi che i social possano trasformarsi in una vetrina per autori a “proprie spese” bravi a diffondere contenuti sul web? Una persona molto saggia che ho conosciuto qualche anno fa, un giorno, parlando del web, mi disse: “Con il coltello si può tagliare il pane e si può ferire qualcuno.” È esattamente quello che penso del web. Se si ha una qualche forma di talento il web ha democratizzato tutti i processi. Ci sono meno soldi in ballo ma più possibilità per tutti. E questo è davvero bello. Quelli non bravi non andrebbero avanti lo stesso. Web o non web.
Ester e Kari: due donne che hanno una forza dirompente nel romanzo e nella vita di Enrico. Quanto è difficile raccontare l’amore? Difficilissimo, come lo è raccontare la solitudine, per esempio. Il problema è che l’amore nella vita reale non è quasi mai come nelle commedie romantiche. È più come un western. O almeno non lo è per me. In quel caso sarebbe molto più facile da raccontare. E questo Ester e Kari lo sanno bene!
L’ultimo libro che hai letto e quello che rileggeresti mille volte col medesimo entusiasmo. Al momento sto leggendo “Viaggio in Portogallo” di Saramago. Lo scorso settembre ho fatto un giro del Portogallo del sud e mi ha segnato tanto. Per quanto riguarda la seconda domanda ti dico “Chiedi alla Polvere” di John Fante.
Prima di salutarci domanda invadente: hai mai visto un orso dal vivo? Sì, ma ahimè non un orso polare. Vidi un orso marsicano durante un on the road in Abruzzo. Fu molto emozionante. L’orso è un animale straordinario.
Saluta i lettori medi: Un grande abbraccio a tutti i lettori medi! E se proprio dovete leggere “La giovinezza al tempo degli Orsi”, dopo parlatene ai giovani, che siamo noi ragazzi ad aver ancor più bisogno di libri!

Titolo: La giovinezza al tempo degli orsi
Autore: Raffaele Cars
Casa editrice: Homo Scrivens
Genere: romanzo di formazione
Pagine: 188
Anno: 2018
Prezzo: € 14,00
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Suggerimenti di lettura: attingere dalla top 10 che l’autore ha riportato nella rubrica “La stanza dello scrittore”.

L’autore
Raffaele Cars si occupa di web copywriting e web marketing. Con Homo Scrivens ha partecipato ai volumi “Infinito presente” (2015) e “Faximile. 101 riscritture di opere letterarie” (2016).

Paquito

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