Lettore medio

Abita qui Mimì? (Angelo Mozzillo e Ilaria Perversi)

9788899931308_0_0_0_75Dante è un comunissimo camaleonte.
Vive giornate comunissime, con passatempi comunissimi
nel mezzo di una comunissima campagna.
Ma quest’oggi, per lui, sarà una giornata fuori dal comune.

L’amore al tempo dei camaleonti. Si potrebbe riassumere in questo modo “Abita qui Mimì” (edito da VerbaVolant edizioni), racconto di Angelo Mozzillo illustrato da Ilaria Perversi.
Protagonista della storia è Dante, un simpatico camaleonte che lascia per un giorno la campagna per recarsi in città con l’intento di salutare la sua amica (per la quale sembra nutrire sentimenti molto profondi) Mimì. Impresa tutt’altro che semplice, poiché Mimì ha traslocato più volte e i suoi coinquilini non conoscono l’indirizzo della nuova abitazione o, peggio ancora, ignorano completamente Dante. Riuscirà il camaleonte innamorato nel suo intento?

Lascio ai lettori la sentenza. Aggiungo che questa storia è molto divertente e sembra voler lanciare un messaggio chiaro: Attenzione a non diventare schiavi delle abitudini. Vale la pena, ogni tanto, fermarsi a riflettere e concentrarsi su quel che dà valore alla vita, come i sentimenti.
L’obiettivo – a mio parere – è raggiunto in pieno grazie all’ottimo lavoro di scrittura di Angelo Mozzillo, supportato dalle illustrazioni di Ilaria Perversi, brava a umanizzare gli animali secondo un modello che strizza l’occhio ai film di animazioni più famosi (“Zootropolis” su tutti). Ed è proprio a questo dinamico duo che lascio la parola.

Abita qui Mimì. Come è nato questo progetto?
AM: Da una filastrocca. L’avevo composta qualche anno fa descrivendo, in rima, quanto fossero cambiati gli animali da quando vivono in città: il gatto, rispetto ai suoi colleghi di campagna, non dorme più così tanto perché al mattino ha il tram per l’ufficio; il toro è finalmente più calmo da quando si è iscritto a un corso di yoga; il gallo continua a cantare, ma per il suo canale GnuTube. Via via quella storia si è trasformata: ha perso la rima e ha guadagnato un protagonista: Dante.
IP: Un anno fa volevo finalmente cimentarmi nella creazione di un albo illustrato. Angelo mi ha proposto questa storia e me ne sono subito innamorata: non vedevo l’ora di mettermi a disegnare tutti quegli animali!
Dante è il protagonista di questa divertente e tenera storia. Perché questo nome? C’è un riferimento al sommo poeta e ai suoi sonetti sentimentali oppure altro?
AM: Sarò sincero: all’inizio mi piaceva semplicemente come suonava il nome Dante il camaleonte. Quando poi ho realizzato che questa omonimia rendeva l’idea dello spaesamento per l’inferno cittadino davanti al quale si ritrova il protagonista, ho avuto la conferma che il nome funzionava. A quel punto mi è stato suggerito di chiamare la camaleontina “Bea”, ma ho preferito limitare i riferimenti danteschi, anche perché l’albo si sarebbe chiamato “Abita qui Bea?” Volete mettere? Meglio Mimì!
Dante lascia la campagna e si confronta con la città. Caos, urla, ma soprattutto smartphone che imperversano ovunque. Quale messaggio intendete lanciare ai piccoli lettori della storia? Forse: mettete da parte i telefonini e tornate a sognare?
AM: I telefonini sono solo un simbolo: in generale la città può portare ad accrescere l’individualismo di chi la abita.
IP: Ho voluto rappresentare gli animali della storia come dei perfetti cittadini di oggi: va da sé che la tecnologia non poteva mancare nei miei disegni. Per rafforzare il senso di alienazione e di solitudine, ho pensato di mettere gli animali che incontra Dante davanti a uno schermo (chi davanti a un televisore, chi davanti a un computer, chi davanti a uno smartphone).
AM: Bisognerebbe, ogni tanto, spegnere tutto e cominciare a guardarsi di più intorno.
Un camaleonte che non necessita di mimetizzarsi perché nessuno gli presterà attenzione. Come gli animali del racconto, viviamo una vita un po’ troppo frenetica e non ci accorgiamo di quel che c’è intorno a cominciare dagli amici?
AM: Dante va in città per cercare la camaleontina Mimì, ma lei è in realtà nascosta in quasi tutte le pagine dell’albo. Sia Dante che il lettore non ci fanno subito caso. Quest’albo, nel suo piccolo, è un invito a fermarsi e a osservare. Guardarsi intorno, come dicevo prima.
Quanto è difficile realizzare storie per bambini? E quanto è divertente rapportarsi con loro durante fiere, eventi e presentazioni?
AM: È divertentissimo scrivere storie per bambini, ne scrivo in continuazione. Il difficile è trovare quelle che realmente funzionino!
IP: Io trovo molto naturale rapportarmi coi bambini. Certo, prima di ogni evento sono un po’ agitata, ma poi con loro mi sento totalmente a mio agio. Forse perché anch’io, in fondo, sono una bambina?
Come hanno reagito i lettori a questa storia?
IP: Molto bene! I bambini spesso riportano la storia al loro vissuto, ci tengono a raccontarci che anche loro prendono il tram o la metro, che abitano in case più o meno grandi, che anche loro guardano i cartoni animati su Youtube. Inoltre è divertente vederli cercare Mimì in tutte le pagine! E vedere la loro gioia quando la trovano.
AM: I più grandi si sono invece divertiti a scovare nell’albo alcune chicche: mi sono divertito a immaginare che libri si leggano, che film si guardino o quali social network si usino in un mondo abitato da soli animali.
Dante e Mimì torneranno prima o poi in una nuova storia? Magari dalla loro tenera amicizia sboccerà un sentimento più forte e maturo?
AM: Non ci avevo ancora pensato. Chissà? Magari la prossima volta potrebbe essere Mimì, ormai cittadina, a tornare per una breve vacanza nelle campagne in cui è cresciuta con Dante.
IP: Per me significherebbe mettermi a disegnare altri animali. Quando cominciamo?
L’ultimo libro che avete letto.
AM: Ultimamente ho sul comodino una strana accoppiata: “Le Metamorfosi” di Ovidio e “Diario di una schiappa”, di Jeff Kinney (ammetto che quest’ultimo mi ha fatto ridere più volte!)
IP: Oltre agli innumerevoli albi illustrati che sono “costretta” a leggere per lavoro ho appena terminato la lettura di “La mia cosa preferita sono i mostri” di Emil Ferris.
Prima di salutarci domanda “invadente”: quale è il vostro animale preferito? E perché?
AM:
In generale nelle storie cercheremo di mettere sempre tanti animali, così non dobbiamo stare a scegliere. Ci piacciono un po’ tutti.
IP: I pennuti sono in generale gli animali che preferisco disegnare, ma in particolare ho un amore sconfinato per la forma delle galline. Possibilmente quelle grasse.
Salutate i lettori medi.
AM:
Il lettore medio è una persona che mediamente legge, ma leggere sta diventando un evento che non fa media. Quindi forza e coraggio, ribaltiamo le statistiche! Ciao lettori medi!
IP: In questo momento storico essere lettori (di libri ma anche di articoli di giornale) equivale a essere degli eroi. Continuate così!

Titolo: Abita qui Mimì?
Autore: Angelo Mozzillo
Illustrazioni: Ilaria Perversi
Casa editrice: VerbaVolant edizioni
Genere: narrativa per bambini
Pagine: 32
Anno: 2018
Prezzo: € 14,00
Tempo medio di lettura: 30 minuti
Dopo averlo letto: Divertirsi a immaginare quali animali possano popolare le nuove storie di Dante e Mimì e poi disegnarli.

Gli autori
Angelo Mozzillo nasce a Napoli nel 1988. Vive a Milano, dove nel 2014 si è diplomato in regia cine-televisiva alla scuola di cinema Luchino Visconti. A Milano collabora con lo studio Kaos Produzioni come autore di installazioni multimediali per biblioteche, archivi e musei. Nel 2011 ha diretto il cortometraggio Jere Jeff, girato fra Italia e Senegal e presentato al Giffoni Film Festival. Negli ultimi anni ha sceneggiato l’atto unico Totò e le quattro massime interpretato dall’attore Maurizio Casagrande e il cortometraggio Caro Gioacchino: prodotto per il teatro San Carlo di Napoli in occasione dei 150 anni dalla morte di Rossini, verrà presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2018. Con Ilaria Perversi ha ideato il cortometraggio animato “Couples” e l’albo illustrato “Abita qui Mimì?”.

Ilaria Perversi nasce nel 1992 a Milano. Nel 2014 si diploma in Digital Animation alla scuola di cinema Luchino Visconti. Il suo cortometraggio animato Couples, ideato insieme ad Angelo Mozzillo, ha vinto numerosi premi nei festival italiani di settore. Attualmente lavora come illustratrice freelance, realizzando pattern e character design per app interattive, editoria, video in motion graphic e cortometraggi animati. “Abita qui Mimì?” è il suo primo albo illustrato.

Paquito

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