Lettore medio

Pulp. Una storia del XX secolo (Charles Bukowski)

9788807881343_0_0_770_75Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l’argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l’aria. Troppo di tutto, accidenti.

Nick Belane è un investigatore privato, il detective più dritto di Los Angeles come ama autodefinirsi. Giocatore d’azzardo perennemente squattrinato, alcolizzato e in sovrappeso, viene coinvolto suo malgrado nella ricerca del misterioso Passero Rosso, una ricerca che, ben presto, proietta Nick tra personaggi allucinanti e surreali. Le indagini si snodano tra bar, locali, motel di terz’ordine: soste obbligate per Belane che rimanda il più possibile gli impegni per sprofondare in una falsa autocommiserazione; ma riuscirà, alla fine, a trovare il Passero Rosso?
Ho commesso l’errore di leggere “Pulp. Una storia del XX secolo” di Charles Bukowski (editore Feltrinelli) prima di qualunque altro suo romanzo o raccolta. Errore, sì.
Perché questo romanzo è talmente perfetto da far quasi sfigurare gli altri, creando in me aspettative sull’autore americano che poi si sono rivelate in parte deludenti. Perché “Pulp”, come del resto suggerisce già il nome, può ergersi a vero e proprio manifesto del genere letterario. Perché è un motore in cui tutti i meccanismi, che appaiono arrugginiti a prima vista, funzionano invece alla perfezione e lavorano in sinergia senza problemi. La trama si presenta come una sorta di parodia dei classici del noir, quelli in cui un detective cupo e alcolizzato si trova a dover risolvere un caso intricato. Ma scordatevi Humphrey Bogart e il suo fare da bel tenebroso, Nick Belane è tutto l’opposto: un vero e proprio perdente, un antieroe che sembra uscito da una sceneggiatura dei fratelli Coen, capace di accattivarsi da subito le simpatie del lettore grazie al suo fare grottesco.
Tutto ciò potrebbe essere già sufficiente a rendere il romanzo interessante, e invece i fatti prendono improvvisamente una piega tra il surreale e il fantastico: Nick si ritrova faccia a faccia nientepopodimenoché con la Signora Morte e con un’affascinante aliena con manie di controllo della mente umana. Una scelta narrativa da interpretare in chiave allegorica, utile per affrontare tematiche attuali come il rapporto con la morte e la violenza psicologica.
Raccontato in prima persona dal punto di vista di Belane, lo stile narrativo è tipico del genere, con dialoghi serrati e battute secche e concise, alternando il gergo di strada (scurrilità comprese) a momenti descrittivi che toccano vette di alta poesia. Il lettore si lascia piacevolmente ipnotizzare dalla narrazione senza nemmeno accorgersi del tempo che passa.
Un viaggio nei vizi e nelle debolezze dell’essere umano che rende questo polpettone (è questo il significato del termine pulp) un classico della letteratura, non solo di genere.
Da leggere con musica jazz in sottofondo (o, in alternativa, brani della colonna sonora de Le Iene come “Stuck in the middle with you”), sorseggiando whisky e lime con acqua tonica come il buon Nick Belane ci insegna.

Titolo: Pulp. Una storia del XX secolo
Autore: Charles Bukowski
Genere: Pulp
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 182
Anno: 2007 (prima edizione 1994)
Musica consigliata: Colonna sonora del film Le Iene di Quentin Tarantino
Film consigliati: Barfly, Pulp Fiction, Factotum
Tempo medio di lettura: 2 giorni

L’autore
Charles Bukowski è nato ad Andernach, in Germania, nel 1920 ma è vissuto in America dall’età di tre anni fino alla morte, avvenuta nel marzo del 1994 a San Pedro, in California. Ha pubblicato giovanissimo il suo primo racconto, ma è rimasto a lungo nell’ombra, ai margini della cultura ufficiale, anche per il suo stile di vita disordinato e ribelle. Negli anni settanta diventa un autore di culto, soprattutto in Europa, apprezzato come l’esponente più autentico e originale di quella vena letteraria corrosiva e anticonformista inaugurata da Henry Miller e dalla cultura beat.
Con Feltrinelli ha pubblicato Storie di ordinaria follia (1975), Compagno di sbronze (1979), Taccuino di un vecchio porco (1980), Musica per organi caldi (1984), Hollywood, Hollywood! (1990), Pulp. Una storia del XX secolo (1994), Shakespeare non l’ha mai fatto (1996), Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle (1997)

Giano

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