Lettore medio

Seb e la conchiglia (Claudia Mencaroni & Luisa Montalto)

9788899931292_0_0_423_75C’è un posto che conosco solo io. Ci vado da sola, quando fa buio. Non è lontano da qui, ma nessuno conosce la strada. Nessuno tranne Seb. Seb parla una lingua che nessuno conosce, nessuno tranne me.

“Seb e la conchiglia”, il racconto illustrato da Luisa Montalto su testi di Claudia Mencaroni (edito da VerbaVolant), sembra rappresentare il perfetto punto d’incontro tra “Alice nel paese delle meraviglie” e un ukiyo-e (tipica stampa giapponese raffigurante paesaggi). Già, perché la protagonista di questa storia, una ragazzina della quale non conosciamo il nome, ogni notte lascia il proprio letto e va a incontrare Seb, un ragazzino che affida al silenzio e a una lingua sconosciuta i propri pensieri. Quelli che condivide con la protagonista di questa storia che all’alba, di ritorno dalle piacevoli scorribande in compagnia dell’amico, sembra rivolgersi il più classico dei quesiti: sogno o son desta?

Una storia breve ma intensa, questa. Caratterizzata da un formato (è una storia che si sfoglia pian piano fin o a diventare un vero e proprio manifesto 70×100) che la rende oggetto da collezione prima che storia da fruire. Tuttavia la trama, affidata a poche battute, è delicata e in grado di stimolare la fantasia di grandi e piccoli lettori. Medesima delicatezza nelle tavole illustrate da Luisa Montalto che realizza un ottimo lavoro per quel che concerne le ambientazioni e restituisce – attraverso le espressioni del volto – due piccoli protagonisti veri come non mai.
Non aggiungo altro. È arrivato il momento di cedere la parola a Claudia Mencaroni…

Seb e la conchiglia. Come è nata l’idea di questo volume? Mi sono innamorata di una tela di Luisa. Era un dipinto a colori, credo in acrilico, c’erano due bambini, complici, uno sguardo tra loro che raccontava tante cose. Ho scritto la prima versione di Seb e gliel’ho mandata; lei l’ha amata dal primo momento e si è messa immediatamente a dipingere.
La protagonista della storia è una sognatrice. Quali sono stati i tuoi riferimenti letterari? Io ci vedo la “Alice” di Lewis Carroll e la “Zazie” di Quenaeu. Questi riferimenti mi lusingano e fanno parte del mio bagaglio di lettrice, ma non saprei dire se sono stati una diretta fonte di ispirazione. La protagonista col suo cappuccio tirato su mi è venuta a trovare, l’ho dovuta seguire nelle sue fughe notturne per acchiapparne la forza evocativa; e, del resto, c’è anche molto di me in quella bambina, quindi qualcosa di molto carnale e poco intellettuale.
Seb parla una lingua sconosciuta, tuttavia comprensibile per la protagonista. Il messaggio implicito è: a volte le parole non servono, basta lasciarsi andare e far parlare le emozioni? Seb è un bambino, parla la lingua dei bambini. Quella che spesso non comprendiamo e che, nel migliore dei casi, liquidiamo con una risatina, nel peggiore, correggiamo noi, cattivissimi adulti. Seb parla la lingua della fantasia, di una libertà e potenzialità che una volta cresciuti ci diventa inaccessibile.
Come hanno reagito i bambini a questa storia e quale è stato il feedback degli adulti? Più di tutto, quando leggo Seb ai bambini, riscontro la meraviglia di ritrovarsi davanti un libro inconsueto: dopo i primi due dispiegamenti non è raro sentire un tappeto sonoro di “ohhh” ogni volta che il libro si fa più grande, fino al poster finale. Gli adulti hanno probabilmente percepito anche tutto il resto, dalla lettura – oltre la storia di una fuga notturna – alla cura e alla poesia delle illustrazioni, perché al di là delle mie aspettative Seb è piaciuto davvero tanto, abbiamo ricevuto recensioni profondissime e molto sentite, e attestazioni di stima anche dai librai.
Accostando un orecchio alla conchiglia, quale rumore riesci a sentire? Il mare, ovviamente, il mio. Il Mediterraneo al quale sono legati meravigliosi ricordi della mia infanzia, dalla Puglia alla Grecia.
Suggeriamo adesso l’ideale colonna sonora per godersi a pieno questa storia. A me viene in mente “Oltremare” di Ludovico Einaudi. Rilancio con i SigurRos, “Staràlfur”.E tutto il resto dell’album “AgaetisByrjun”.
In qualche angolo recondito della tua fantasia, nell’autobus che prendi tutti i giorni oppure dentro casa: i protagonisti di questa storia esistono? Esistono: devono esistere. Non posso immaginarmi così disperata da non ammettere la loro esistenza.
Prima di salutarci una domanda “privata”: l’ultimo libro che hai letto e quello che rileggeresti volentieri. Quello appena letto e lasciato accanto al cuscino ieri sera “Tutto il mio mondo sei tu”di Jimmy Liao. Rileggerei volentieri “Zazie nel metró” perché me l’hai ricordato tu.
Hai 300 battute per convincerci a leggere questo libro. Posso dirvi perché lo leggerei io: per perdermi nel tratto a inchiostro di Luisa, fra le sue pennellate poetiche e materiche; per seguire, come Pollicino le briciole, i suoi non detti nella trama della carta di riso; e poi riscoprirmi al sicuro, con la sua conchiglia sotto il cuscino.
Saluta i lettori medi:non ci perdiamo!

Titolo: Seb e la conchiglia
Autrice: Claudia Mencaroni
Illustrazioni: Luisa Montalto
Casa editrice: VerbaVolant edizioni
Genere: racconto illustrato
Pagine: 32
Anno: 2018
Prezzo: € 12,00
Tempo medio di lettura: 30 minuti
Suggerimenti: dopo aver letto questa storia, sfogliandola con estrema calma, distendere le pagine e fissarle al muro, così da godersi in pieno la storia da parati.

Le autrici
Claudia Mencaroni sguazza quotidianamente fra i libri: quando non li scrive, riscrive, legge, corregge o mette a posto, ne parla. Ha pubblicato raccolte di racconti per PONS GmbH, è autrice di varia per Newton Compton e lavora come redattrice editoriale freelance. Vive a Roma assieme a due figli e a un MaritoZen, con i quali fugge al mare appena può. Per VerbaVolant Edizioni ha pubblicato nel 2018 l’albo “La fabbrica delle mamme”, con le illustrazioni di Giulia Cregut.

Luisa Montalto è illustratrice e artista autodidatta.Nata in Italia, dove ha formato il suo senso estetico, da cinque anni vive a Singapore con una gatta grassa, un marito scienziato e una bambina di tre anni che le insegna come essere felice. Mangia troppi noodles, studia pittura cinese a inchiostro e inciampa in spettacoli di fuochi d’artificio, cerimonie tradizionali e templi nella giungla. Per quindici anni ha lavorato come illustratrice per l’agenzia di New York Illoreps e ha pubblicato con Penguin, Oxford University Press, Wall Street Journal, Capstone, BloomsburyChildren’s Books e Klutz Press; in Italia con Mondadori, Piemme, Newton Compton, Lapis. Attualmente insegna arte e lavora a nuovi libri illustrati e un fumetto.

Paquito

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...