Lettore medio

Strani delitti all’Hotel dei Filosofi (Giuseppe Feyles)

9788862668965_0_0_300_75La storia degli avvenimenti straordinari che sto per raccontare iniziò in un fresco mattino d’estate. Alle prime luci dell’alba l’unico segno di vita all’Hotel eravamo noi servitori: io, Juan Maria e Annette. Annette era la ragazza delle pulizie, giovane e inesperta, tanto del mondo quanto di quella esistenza intellettuale e tutta speciale che si svolgeva nella valle.

Cominciamo da un assunto: “Strani delitti all’Hotel dei Filosofi”, il nuovo romanzo di Giuseppe Feyles (edito da Manni Editori), è un libro davvero interessante ed è, a mio parere, uno straordinario invito alla lettura di testi filosofici.
La tranquillità di un hotel che ospita ventiquattro grandi pensatori (tra i quali: Kant, Aristotele, Agostino, Bruno e altri) viene scossa dal ritrovamento del cadavere di Parmenide. Il filosofo greco, infatti, viene ucciso con un colpo alla testa. Chi ha commesso il delitto? E soprattutto: cosa ha spinto l’assassino a compiere l’omicidio?
A indagare saranno gli stessi pensatori, supportati dal cuoco dell’hotel (l’io narrante della storia). Riusciranno a fermare l’assassino prima che commetta altri delitti?

Ai lettori scoprirlo. Prima di lasciare la parola a Giuseppe Feyles, mi limito ad aggiungere che uno dei punti di forza della storia è il ritmo. L’autore ricorre spesso a colpi di scena senza mai risultare banale. Lo stesso si può dire per le descrizioni (come nel caso della biblioteca dell’hotel o il giardino), sempre funzionali alla trama, o le digressioni filosofiche che stimolano la curiosità del lettore (confesso che alcuni filosofi non li conoscevo affatto). Adesso, parola all’autore…

Strani delitti all’Hotel dei Filosofi. Quale messaggio intendi lanciare con questo romanzo? Spero che il romanzo sia soprattutto occasione di una lettura piacevole. Il racconto è scritto sul filo dell’ironia e con una certa leggerezza. Del resto l’ambientazione della storia, un hotel in una sorta di iperuranio nel quale ventiquattro grandi filosofi di secoli diversi convivono e discutono tra loro, è uno spunto di pura fantasia. Ma a tema del romanzo c’è anche una questione importante e attuale: ci sono idee della filosofia del passato ancora vive, cioè interessanti per il nostro mondo? O la maggior parte di esse sono inservibili, passate, morte?E, se sono morte, chi le ha uccise? Così, il romanzo si apre con un omicidio eccellente, quello di Parmenide, uno dei padri della filosofia greca e sarà compito di questa straordinaria comunità di pensatori ricercare il colpevole, e insieme cercare di capire quale sia il significato di quella novità imprevista.
L’io narrante, il cuoco, mostra spesso l’entusiasmo di un ragazzino desideroso di conoscere e di apprendere dai filosofi coi quali si relaziona. Quanto c’è di autobiografico in questo comportamento? In parte mi riconosco in questo personaggio, non solo per l’entusiasmo che hai sottolineato, ma anche per un certo suo disincanto di fronte a una immagine troppo paludata della filosofia. Infatti, ho messo come esergo del libro un motto di Pascal, che afferma che prendersi gioco della filosofia è fare filosofia davvero.
Al di là della storia, quel che ho maggiormente apprezzato è stato il tuo invito alla lettura dei testi filosofici. Quale potrebbe essere un incentivo per avvicinare le nuove generazioni a una disciplina fondamentale tanto tra i banchi di scuola quanto nella vita di ogni giorno? Molti testi dei filosofi antichi e moderni, escludendo quelli più tecnici, sono alla portata di tutti, anche dei giovani apparentemente meno attrezzati. Talvolta si fa l’errore di pensare che i ragazzi non vogliano impegnarsi o, peggio ancora, che non possano capire. Ma non capiscono le cose senza senso e non si impegnano nelle cose banali. Ciò che non è la filosofia!
L’odore dei libri. Quello che si spande nella biblioteca dell’Hotel, quello che permea il pensiero dei protagonisti. Per una proustiana associazione di idee, quali ricordi ti evoca l’odore dei libri e quanto è stata importante questa sensazione per scrivere questo romanzo?Nell’era dell’elettronica si perde la fisicità della pagina. Eppure il libro è anche un oggetto, non solo da leggere, ma da sentire tra le dita, da addomesticare con le note a matita, con gli appunti a margine. Anche l’odore delle pagine fa parte del piacere della lettura. L’estetica è importante, anche se, alla fine, la vera bellezza di un libro è la sua capacità di far riecheggiare idee e parole nel cuore e nella mente del lettore.

Titolo: Strani delitti all’Hotel dei Filosofi
Autore: Giuseppe Feyles
Casa editrice: Manni
Genere: giallo
Pagine: 304
Anno: 2018
Prezzo: € 17,00
Tempo medio di lettura: 6 giorni
Dopo aver letto questo romanzo: avvicinarsi alla filosofia senza il timore di essere interrogati da un professore particolarmente esigente, ma col desiderio di saperne di più sull’argomento.

L’autore
Giuseppe Feylesè nato a Torino nel 1956. Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per nove anni Storia e Filosofia nei licei. Dal 1984 lavora nel settore televisivo come autore e produttore, dapprima per la Rai (radio e tv), poi dal 1991 in Mediaset. Dal 2007 al 2014 è stato direttore di Rete Quattro, Iris e Top Crime. Attualmente è vicedirettore generale di Videotime (Mediaset).
Per undici anni docente a contratto dell’Università Cattolica di Milano, dal 2015 collabora con UniNettuno e l’Università Roma Tre.
Ha pubblicato i saggi “La televisione secondo Aristotele” (Editori Riuniti 2003) e “Il montaggio televisivo” (Carocci 2010).

Paquito

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