Lettore medio

La carta e il territorio (Michel Houellebecq)

9788845265815_0_0_0_75A Jed sarebbe stato chiesto in varie occasioni che cosa significasse, ai suoi occhi, il fatto di essere un artista. Non avrebbe trovato nulla di molto interessante né di molto originale da dire, a eccezione di una sola cosa, che avrebbe perciò ripetuto quasi a ogni intervista: essere artista, ai suoi occhi, significava innanzitutto essere sottomesso. Sottomesso a messaggi misteriosi, imprevedibili, che si dovevano dunque definire “intuizioni” in mancanza di meglio e in assenza di ogni credenza religiosa; messaggi che comunque comandavano in maniera imperiosa, categorica, senza lasciare la minima possibilità di sottrarvisi.

Nel caso in cui il personaggio principale de “La carta e il territorio” (edito da Bompiani), Jed Martin, vi dovesse raccontare la sua storia, probabilmente inizierebbe a parlarvi della rottura della propria caldaia, avvenuta un fatidico 15 dicembre. O forse vi racconterebbe di suo padre, architetto noto e stimato, con cui era solito trascorrere unicamente il giorno della vigilia di Natale. Ricorderebbe senza dubbio e con rammarico Olga, una donna russa estremamente affascinante incontrata all’inizio della sua carriera, in occasione di una mostra delle sue fotografie delle carte stradali della Michelin. Tutto questo avveniva prima che arrivasse il successo mondiale con la serie di opere dedicate ai mestieri, ritratti di personalità di diversa estrazione sociale (fra cui lo stesso Michel Houellebecq), colte nell’esercizio della loro professione. Dovrebbe dire anche come ha aiutato il commissario Jacelin a chiarire un’atroce storia criminale che ha sconvolto la polizia. Sul finire della sua vita, Jed Martin arriverà a una certa serenità ed emetterà esclusivamente dei mormorii, forse percepibili osservando le sue opere. L’arte, il denaro, l’amore, il rapporto col padre, la morte, il lavoro sono solo alcuni dei temi di questo romanzo, dalla struttura classica ma, al contempo, straordinariamente contemporanea, in cui Michel Houellebecq ritrae la condizione umana.

Ho approcciato a questo romanzo per sostenere un esame universitario e, da allora, lo considero uno dei miei libri del cuore tanto da averne approfondito più volte la lettura. A primo acchito, notando il titolo, il testo mi dava l’impressione di essere un saggio o uno scritto tecnico anziché narrativo. Successivamente, terminate le prime cinque pagine, mi sono riscoperta un po’ come i protagonisti del romanzo fantastico “Narnia”: come loro hanno conosciuto un mondo segreto aldilà dell’armadio, anche io ho scovato nuovi orizzonti guardando oltre la copertina ed immergendomi in ragionamenti e dinamiche narrative molto argute. La storia marcia su più fronti ed è il protagonista assoluto, Jed Martin, a rendere partecipe il lettore della moltitudine di avvenimenti che segnano profondamente la sua vita, stracolma di un pathos latente e rivelato al mondo solo mediante le sue opere d’arte. Durante il racconto la tacita sensibilità di Jed è spesso contrapposta alla società francese del XX secolo che, definita da Houellebecq arida e priva di contenuti, influenza e determina l’interessante crescita dell’artista ed alcuni cambi di prospettiva che lo spingono più volte a reinventare il suo modo di creare ed esprimersi. Oltre a ciò, credo siano due le caratteristiche principali che rendono questo libro degno di nota: l’ampia (ma mai confusionaria) gamma di temi affrontati, sia di natura introspettiva che sociale e politica e, in secondo luogo, lo stile assolutamente coinvolgente di Houellebecq. L’accuratezza nelle descrizioni e nella scelta del tipo di registro usato rendono il testo così scorrevole da far assomigliare l’intero romanzo ad un film, con immagini vivide, suoni e colori specifici. La penna dell’autore diviene così la bacchetta di un abile maestro d’orchestra, che armonizza coi suoi gesti l’amplesso totale del romanzo, nonostante la crudezza e la sfrontatezza accattivante di alcuni passi. Insomma, sarò di parte ma credo che “La carta e il territorio” riuscirebbe probabilmente a far sussultare anche lo spettatore più difficile e critico, quindi perché non immergersi in questa lettura?

Titolo: La carta e il territorio
Autore: Michel Houellebecq
Casa editrice: Bompiani
Genere: Narrativa
Pagine: 360
Prezzo: 23,00 €
Tempo medio di lettura: 7 giorni
Da leggere: Assolutamente all’aria aperta, se su un bel prato ancora meglio!
Brano consigliato: L’amour fou – Grand Blanc
Opera d’arte consigliata: “La condizione umana” di René Magritte

L’autore
Michel Houellebecq
dopo un’infanzia e un’adolescenza segnate dall’abbandono familiare e dalla vita di collegio, ha scoperto il proprio maestro in H.P. Lovecraft, al quale ha dedicato la sua prima opera, la biografia “H.P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita”. Il suo primo testo pubblicato in Italia è la poesia “La fessura”, apparsa in “Panta. Amore in versi” (Bompiani, 1999). Nello stesso anno, il romanzo “Le particelle elementari”, il suo secondo, è premiato come migliore libro dell’anno dalla rivista francese Lire ed è tradotto in più di 25 paesi. Del 2005 è il romanzo “La possibilità di un’isola”. Nel 2009 esce il saggio, scritto con il filosofo Bernard-Henry Lévi “Nemici pubblici”, dissacrante dialogo epistolare tra il cattivo ragazzo della narrativa francese e uno dei filosofi più mediatici del nostro tempo. Del 2010 è il romanzo “La carta e il territorio”, con il quale lo stesso anno vince il prestigioso Premio Goncourt. Nel 2015 esce “Sottomissione”, romanzo ambientato in una ipotetica Francia del 2022. Bompiani sta inoltre pubblicando un’edizione completa delle sue opere, il cui primo volume è uscito nel settembre 2016.

Federica

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