Lettore medio

Le sfide dei campioni (Federico Vergari)

9788867903283_0_0_454_75Milano.
È un grigio pomeriggio invernale. Simone esce dal portone della scuola; ha sulle spalle uno zaino più grande di lui. Frequenta la terza elementare e oggi, nell’ora di matematica, la maestra ha iniziato a spiegare la prova del nove. Simone non è sicuro di averla capita, ma è certo di averne sentito parlare in televisione. Pensa si tratti di qualcosa da grandi.

Partiamo da un assunto: adoro la letteratura sportiva, pertanto ho letto con grandissimo piacere “Le sfide dei campioni. Emozionanti imprese tra i grandi dello sport” il volume curato da Federico Vergari edito da Tunué.
Quindici storie che parlano non soltanto di sport ma di persone divenute, loro malgrado, degli idoli, degli esempi oppure degli eroi per caso. Come Valerio, un ragazzo affetto dalla sindrome di down che – pur non avendo vinto alcuna medaglia olimpica – ha salvato la vita a una ragazzina che stava annegando, divenendo così alfiere della Repubblica italiana. Oppure Skull e Motorella che, in sella ai loro skateboard, sognano le Olimpiadi del 2020. C’è spazio anche per grandi campioni dello sport, come Gianluigi Buffon, messo a confronto con quel che sembra il suo naturale erede, Gianluigi Donnarumma; oppure la campionessa Valentina Vezzali, divenuta una vera leggenda in pedana. Storie di sportivi, ma pure di esseri umani fatti di virtù, vizi e scaramanzie.

Ho apprezzato parecchio il libro di Federico, un giovane giornalista che non intende osannare nessuno. Al contrario,il suo desiderio è quello di fissare la storia dei protagonisti in un’istantanea. Non è necessario – sembra dire l’autore – aver vinto un titolo mondiale,quel che conta è avere una storia da raccontare.
Ho trovato molto bella la parte dedicata alla città di Genova, colpita dalla tragedia del crollo del ponte Morandi lo scorso 14 agosto. Un segnale per far comprendere che un’intera comunità può ripartire e far rete attraverso lo sport.
Non aggiungo altro e lascio la parola all’autore…

Le sfide dei campioni. Da cosa nasce l’esigenza di raccontare storie del genere? Lo sport è un linguaggio universale e trasversale che raggiunge tutti: dai capi di stato ai ragazzini.Ma lo sport è anche un espediente narrativo con cui è possibile raccontare qualsiasi cosa. Non penso soltanto alle gesta epiche fatte di sudore e sacrificio, ma anche alla possibilità di poter dare una forma (attraverso la scrittura) a un racconto sociale e pop del mondo che ci cambia davanti agli occhi.
A mio parere, quel che viene fuori dai tuoi racconti è: non bisogna aver vinto tutto per essere degli eroi dello sport. Basta aver lasciato una propria traccia, purché sia indelebile. Condividi? C’è una domanda frequente che mi fanno spesso da quando è uscito libro. Ed è: per chi è questo libro?Io rispondo sempre che“Le sfide dei campioni” è per chi non si arrende mai e ci prova sempre. Per chi casca e si rialza. Che sia uno sportivo o un dipendente delle poste conta poco. Perché alla fine i campioni – gli eroi dello sport per usare le tue parole- si vedono lì: quando accettano un’altra sfida pure se nessuno glielo ha chiesto o pure se non era in quel momento qualcosa di previsto. A prescindere dal risultato – e per risponderti – questo per me significa lasciare una traccia della e nella propria vita.
Tra le pagine del tuo volume c’è spazio per piacevolissime storie a lieto fine, ma pure per numerosi momenti di riflessione. Lo sport, a quanto pare, non celebra soltanto i vincitori? È verissimo. Sarà perché da tifoso romanista sono abituato a vincere poco, ma ho la convinzione che le pagine più belle dello sport partano da una sconfitta. La sconfitta unisce più della vittoria e ha sicuramente un valore educativo più forte. Perdere può trasformarsi nella migliore delle benedizioni se sai come reagire.Invece una vittoria, se mal gestita, si tramuta quasi sempre in una maledizione.
Cosa ti ha spinto a raccontare la storia della Genova post ponte Morandi? Filippo Carossino e Andrea Giaretti, i due protagonisti dell’ultima storia Prove tecniche per un mondo migliore sono entrambi di Genova e li ho intervistati pochissimi giorni dopo il crollo del ponte. Loro il 14 agosto erano in trasferta con la nazionale di basket in carrozzina e hanno assistito a quel macabro spettacolo sui social. È stato naturale partire da lì, dall’ennesima caduta di una città che si è sempre rimessa subito in piedi.
Quali sono stati i primi feedback da parte dei lettori, specie quelli appassionati di sport? Sono stati i più disparati. Ogni lettore con cui ho avuto modo di parlare si è andato a pescare il “suo sport” e mi ha dato i suoi feedback. La storia sportiva è del resto davanti a tutti. La Storia, quella con la maiuscola che sta dietro una gara, a volte è meno conosciuta e per questo maggiormente apprezzata. In tanti non sapevano che Saronni vinse la sua prima gara al Giro il giorno che l’Italia dovette affrontare la morte di Aldo Moro e Peppino Impastato. Restano colpiti da questo fatto.
Poi devo dire che il feedback di un lettore speciale mi ha fatto particolarmente felice. Roberto Di Donna, oro ad Atlanta 96 nel tiro al bersaglio, pistola ad aria compressa, distanza 10 metri, mi ha taggato su Instagram ringraziandomi per l’emozione che gli ho fatto rivivere nel racconto che dedico a lui. E mi è uscito di getto un:«Tu hai vinto una medaglia d’oro alle olimpiadi e ringrazi me? Ma grazie a te!»
Prima di salutarci domanda marzulliana:se l’autore si rispecchia in quel che scrive, in quale dei protagonisti dei tuoi racconti ti identifichi meglio? Risposta difficile. Ci sono un paio di storie in cui io Federico Vergari – autore del libro e giornalista – compaioe non faccio nulla per nasconderlo. Una storia – quella in cui racconto il mondiale del volley del 1990 – è praticamente autobiografica. Quindi potrei dirti che ci sono già io come “protagonista”. Se però dovessi scegliere di essere uno dei protagonisti del libro, ecco, allora ti dico che vorrei essere senza ombra di dubbio Sandro Mazzinghi. Uomo semplice, ma di grande personalità. Toscano che, come tutti i suoi corregionali, sa essere diretto come un pugno, ma anche accogliente come un abbraccio. Sì, senza dubbio sceglierei lui. Lo dico sia per il processo di identificazione sia come romano trapiantato in terra toscana.
Saluta i lettori medi. Un saluto a tutti i lettori medi! Seguo il blog e la pagina Facebook ed è un piacere stavolta ritrovarmi oggetto della discussione. Se avrete modo di leggere il mio libro aspetto i vostri commenti e vi auguro una vita piena di letture interessanti e stimolanti.

Titolo: Le sfide dei campioni. Emozionanti imprese tra i grandi dello sport
Autore: Federico Vergari
Genere: racconti sportivi
Casa editrice: Tunué
Pagine: 151
Anno: 2019
Prezzo: € 17,00
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Suggerimenti di lettura: “Open” di André Agassi; “Michael Jordan, la vita” di Roland Lazenby.

L’autore
Federico Vergari è laureato in Scienze della comunicazione, presso la cattedra di Comunicazione politica dell’università di Roma “La Sapienza” (2005). Ha lavorato nella comunicazione di alcune campagne elettorali (2006). Attualmente è impiegato presso una società che organizza eventi culturali nel settore editoriale. Scrive e collabora con mensili e riviste free press (Il giornale della Libreria, L’occhio che…, REV).

Paquito

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