Lettore medio

4891. La speranza del viaggio (Maura Messina)

messina maura - 2«Questa mattina ho scoperto che avevi ragione. I colori “diversi” esistono, o meglio, esistevano. Oggi tutto è “colore sfumatura” come diciamo noi, ma un tempo, invece, esistevano infinite sfumature di altrettanti colori».
«Era quello che cercavo di spiegarti l’altro giorno. […] Il nostro unico e affidabile “colore sfumatura” circa duemila anni addietro veniva chiamato “grigio” […] Il mondo un tempo era pieno di colori, credo sia stato bello, anche se neppure io l’ho mai visto».

Nel 4000 la Terra è stata inquinata e devastata al punto da aver perso anche la qualità della luce. Sono spariti i colori e la realtà è percepita in bianco e nero. Gli umani però hanno sviluppato una capacità di sognare in modo diverso, con sogni reali e tangibili. Per combattere il deterioramento del suo mondo, Spes, ultima D.E.A. (Difesa Equilibrio Ambientale), decide di tornare indietro nel tempo, nel 2014, inseguendo un libro trovato nella magica Ennebiblioteca. Riuscirà a portare a termine la sua missione, fatta di conoscenza e consapevolezza di quella che una volta fu Napoli?
Romanzo di fantascienza, come si nota già dalle prime pagine (il titolo stesso è una citazione al contrario di “1984” di G. Orwell), “4891” di Maura Messina (edito da Homo Scrivens) è anche un romanzo di denuncia politica e sociale. Il mondo narrato dall’autrice, in cui sono scomparsi i colori e tutto è visibile in sfumature di grigio, è allegoria del potere distruttivo dell’uomo, satira sul consumismo e sul problema dello sfruttamento di tutte le risorse possibili. Le vicende sono raccontate su due piani narrativi: uno contemporaneo, in cui l’autrice dà voce (facendoli spesso dialogare) a oggetti e opere d’arte che raccontano i fatti del passato; un secondo piano, fatto di flashback che seguono da vicino la protagonista Spes e i suoi amici. Le illustrazioni a colori, realizzate dalla stessa autrice (che è anche pittrice e disegnatrice), permettono di immedesimarsi più facilmente in personaggi, ambientazioni e avvenimenti.
Maura Messina è cresciuta nei luoghi che i media hanno ribattezzato Terra dei fuochi, motivo per cui la scelta di ambientare le vicende nella Napoli del futuro mette in luce non solo l’aspetto di denuncia sociale del romanzo, ma anche e soprattutto quello della speranza di un cambiamento, quella speranza che si percepisce a partire dai nomi dei protagonisti. Ce lo spiega proprio l’autrice, che ho avuto il piacere di intervistare per gli amici del Lettore Medio.

I personaggi hanno tutti nomi che significano speranza. Una speranza per l’umanità di superare i mali? Più che altro un monito per non perderla di vista e non svuotare questa parola di significato. Si tende a pensare alla speranza come ad un’illusione che guida chi resta in una fiduciosa e statica attesa dell’arrivo di cambiamenti positivi. Mi piace pensarla come un insieme complesso di ambizioni e di progetti proiettati nel futuro. Un concetto che implica un necessario dinamismo.
Nel romanzo le conoscenze sono ingerite sotto forma di pillole per far sì che tutti possano accedere facilmente alle informazioni, alla cultura. E in un momento politico come quello attuale… È volontariamente sottolineata l’importanza dell’informazione e della diffusione libera delle conoscenze proprio in contrapposizione al momento storico e politico che stiamo vivendo. C’è chi ha espresso meglio di me questa preoccupazione (mi riferisco a Camilleri), ma mi è impossibile non dire la mia e non potevo non cogliere l’opportunità del libro per offrire un timido spunto di riflessione sulla questione. È innegabile che viviamo il momento più tragico dal punto di vista della comunicazione e bisogna puntare il dito sull’incapacità delle persone di comprendere le informazioni che ricevono. Non a caso si parla di analfabetismo funzionale. I mezzi per combatterlo ce li offre la cultura e, nel futuro che ho immaginato, quest’ultima gioca un ruolo fondamentale.
Come mai il tema del sogno è così ricorrente e, soprattutto, così importante? Perché i sogni mi hanno da sempre guidata. Mi hanno insegnato a non temere l’immaginazione e a lasciarla libera di creare. Al contempo, mi hanno dato solide basi per tenere i piedi a terra e per capire che, dopo tanto immaginare, bisogna tirar fuori l’adulto che c’è in me, lavorare sodo e realizzare i sogni. Ciò che immaginiamo, se ci impegniamo, possiamo renderlo reale. È tutta una questione di volontà e di duro lavoro.
Nel romanzo c’è una forte componente rivoluzionaria: parli di manifestazioni, donne in prima linea per difendere l’ambiente, voglia di riscatto dei cittadini. Quanto può essere utile un libro per smuovere le coscienze e veicolare messaggi di riscatto sociale? Da sempre i libri impegnati hanno smosso le coscienze. Spero, con il mio, di riuscire a smuovere almeno una coscienza sopita.Mi piacerebbe che tutti diventassero sentinelle attive del proprio territorio. Non per una questione di controllo, ma di amore nei confronti della vita e di un pianeta che è obbligato a tenerci seppur ospiti sgraditi. Credo nel cambiamento che parte dal basso, nella partecipazione delle persone, nella capacità di poter stravolgere il corso degli eventi se si ha il coraggio di cambiare prospettiva. Un ruolo fondamentale può essere affidato alle donne. Sono loro le madri che si vedono strappare i figli dalle braccia. È quello che più si avvicina alla concezione della madre terra stuprata dalle sue stesse creature.
Hai progetti per il futuro (immediato stavolta, non tra 2000 anni)? Progetti ne ho tanti. Immaginami in un archivio, tipo quelli magici di Harry Potter. Ogni cassetto contiene un sogno in divenire e ovviamente stiamo parlando di cassetti senza fondo. Ne apro uno a caso e ti anticipo che sto lavorando ad una raccolta di racconti. Apriamo il secondo cassetto, qui c’è una serie pittorica che sto portando avanti e si intitola “Animastraccia”… Per il terzo cassetto, aspettiamo la prossima intervista?

Titolo: 4891. La speranza del viaggio
Autrice: Maura Messina
Genere: Fantascienza
Casa editrice: Homo Scrivens
Pagine: 255
Anno: 2018
Prezzo: 15,00 €
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Colonna sonora consigliata: Daniele Sepe & Tartaglia “Le rangefellon”
Film consigliato: “2022 – I sopravvissuti” di Richard Fleischer (con CharltonHeston)

L’autrice
Maura Messina è nata a Napoli nel 1985. Fin da bambina ha mostrato un’autentica passione per il disegno. A quindici anni incontra Amleto Sales, dal quale impara a dipingere a olio su tela. Nel 2011 consegue la laurea Magistrale in Design per l’Innovazione con il massimo dei voti e relativa pubblicazione della tesi “Napoli città di scarto” su aiapzine (osservatorio internazionale di design).
Progetta alcuni lavori di communication design, loghi, poster, pannelli pubblicitari e partecipa attivamente a numerosi contest nazionali ed internazionali. Si dedica alla realizzazione di presepi e piccole miniature e dall’estate 2013 si avvicina alla ceramica sempre grazie alla guida dell’amico Sales. Ha partecipato ad alcune mostre collettive.
Con la casa editrice Homo Scrivens ha pubblicato “Diario di una kemionauta” (2014), in ristampa  nel 2016 in una seconda edizione arricchita di contenuti inediti.

Giano

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