Lettore medio

Dieci lezioni sui classici (Piero Boitani)

9788815273659_0_0_503_75E dovunque si estende la potenza romana sulle terre domate, sarò letto dalla gente, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se c’è qualcosa di vero nelle profezie dei poeti, vivrò.”

Dall’epica alla tragedia, dagli scritti filosofici alla poesia lirica, dalla Grecia a Roma. Un viaggio attraverso il tempo per conoscere i classici della letteratura. E se ve lo state chiedendo no, non si tratta solo di una dissertazione sulla materia o di una lezione su opere e autori che molti considererebbero morti e sepolti, facendo storcere il naso a studiosi e appassionati.
“Dieci lezioni sui classici” di Piero Boitani (edito da Il Mulino) è molto di più. È come immergersi in una realtà virtuale, con il professor Boitani nelle vesti di guida personale, per rivivere il clangore delle lance e degli scudi degli eserciti greci e troiani, il dolore di Achille per la morte di Patroclo e quello di Andromaca per il destino segnato di Ettore; per assistere alla commozione di Ulisse mentre narra le sue avventure attraverso il Mediterraneo alla presenza di Alcinoo e di tutta la sua corte; è rivivere il discorso finale di Socrate ai giudici, percepire lo struggimento amoroso di Saffo o ancora assistere alla nascita di quello che fu, probabilmente, l’impero più famoso dell’antichità, l’impero romano. Capitolo dopo capitolo, il professor Boitani conduce il lettore alla scoperta delle pietre miliari della letteratura mondiale, mettendone in luce i temi e i nuclei portanti che tante altre volte sono stati ripresi da scrittori e poeti successivi, con i quali si definisce il confronto arricchendo così l’esposizione. La coerenza con cui ogni autore viene rappresentato rende la lettura scorrevole e piacevole, quasi non ci si accorge dello scorrere del tempo e delle pagine. Il rispetto con cui ogni opera viene dipinta fa trapelare la passione che anima chi ne scrive. È inevitabile, quindi, sentirsi catapultati dentro quelle righe che parlano di miti e leggende, di interrogativi che sono e resteranno immortali perché fanno parte di noi, radicati come sono nel nostro dna. A volte, sembra quasi che ce ne dimentichiamo, presi come siamo dal nostro quotidiano andirivieni, ma se ci fermassimo, se rallentassimo per concederci il tempo di una riflessione, non potremmo fare a meno di sentire riecheggiare noi stessi in ogni parola, in ogni emozione che essi ci raccontano e ci rappresentano. Siamo sicuri che i classici non abbiano davvero più nulla da dirci? Lascio, dunque, la parola al professor Boitani, che mi ha gentilmente concesso una breve intervista, per rispondere a questa e ad altre domande…
Le dieci lezioni che leggiamo nel suo libro sono la rielaborazione di una serie di puntate realizzate per una radio svizzera. Come ha vissuto l’esperienza radiofonica? La Radio era quella della Svizzera Italiana, culturalmente attivissima. Ho vissuto l’esperienza molto bene, mi sono molto divertito.
Quanto è stato difficile trasformare le puntate radiofoniche nei capitoli del libro? Trasformarle si è rivelato impossibile, anche se mi avevano mandato la sbobinatura. Linguaggio orale radiofonico, e linguaggio scritto per un libro, in italiano, sono completamente diversi. Ho dovuto scrivere ex novo, il che è stato piacevolissimo e mi ha tenuto in vita dopo un infarto.
E quanto è stato difficile, invece, scegliere gli autori e le opere di cui parlare? Difficile? Non è stato affatto difficile. Mi avevano dato, alla RSI, dieci puntate di 30/35 minuti ciascuna. Ho scelto gli autori e le opere che amo da una vita.
Ha mai pensato o le hanno mai chiesto di realizzare una seconda serie di lezioni? Stiamo pensando a una seconda edizione del libro, che avrà un quattro-cinque capitoli in più.
I classici ci dimostrano che l’uomo da sempre si interroga su alcuni temi fondamentali (la vita, la morte, l’amore, la giustizia). Come crede che la nostra realtà contemporanea si ponga nei confronti di questi temi? Il mondo è in sostanza sempre lo stesso, e i problemi dell’umanità sono sempre gli stessi, perché 3000 anni fa come ora si nasce, si cresce, si muore. Il mondo moderno ha anche altri problemi: il cambiamento del clima, la crisi del pianeta, che l’antichità non aveva, e sui quali non ci possono insegnare nulla se non la misura.
Probabilmente i classici, proprio in quanto tali, avranno sempre qualcosa da insegnare. Cosa pensa che possano insegnare alla nostra società contemporanea? Tutto. Basta saperli leggere.
Domanda irriverente: qual è il suo classico preferito. Perché? Forse Omero. Perché è il primo, e coi suoi poemi perfetti fonda la nostra civiltà; perché nell’Iliade e nell’Odissea c’è tutto.
Domanda irriverente numero due: se potesse tornare indietro nel tempo quale autore classico vorrebbe incontrare. Perché? Non potrei incontrare Omero, perché con ogni probabilità Omero non è mai esistito ma è un semplice nome per tanti cantori. Allora sceglierei Sofocle o Plutarco, o Lucrezio o Ovidio. Il perché è nel libro.
Un saluto e un augurio a tutti i Lettori Medi, e a quelli forti.

Titolo: Dieci lezioni sui classici
Autore:  Piero Boitani
Genere: Saggistica
Casa editrice: Il Mulino
Pagine:  240
Anno: 2017
Prezzo: € 16,00
Tempo medio di lettura: 7 giorni

L’autore
Piero Boitani
 insegna Letterature comparate nella Sapienza – Università di Roma. Con il Mulino ha pubblicato numerosi libri, fra i quali ricordiamo “Sulle orme di Ulisse” (2007), “Letteratura europea e Medioevo volgare” (2007), “Il grande racconto delle stelle” (2012) e “Il grande racconto di Ulisse” (2016).

Vera

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