Lettore medio

Cosa può salvarmi oggi (Monica Gentile)

Cosa può salvarmi oggi“Oscillare. Da giorni Cristina non fa altro. (…) Che razza di vita, quella senza risposta alla domanda numero uno: tu, con questi occhi e queste mani, cosa desideri veramente?”

Cristina, ha quarantacinque anni, un marito che ormai le appare estraneo e il sogno di un figlio, che, purtroppo, non arriva. Un aborto diviene la goccia che fa traboccare il vaso, l’occasione, per lei, di rispolverare i suoi desideri accantonati e di mettere al primo posto se stessa, una buona volta.
“Cosa può salvarmi oggi” (edito da L’Iguana) è un romanzo vicino alla quotidianità. In uno stile fluido, semplice ma mai banale, mette in scena vite insoddisfatte, la paura dell’ignoto, l’ossessione del tempo e la sensazione di stare perdendo qualcosa con l’avanzare dell’età.
C’è Gaetano, il marito di Cristina, uomo pavido, che si accontenta di un’esistenza prevedibile, spesa a lavorare in un hotel sull’orlo del fallimento, senza mai permettersi di rischiare; c’è Aurora, la madre di Cristina, una vedova testarda e molto devota, così timorosa di restare sola da arrivare a manipolare la figlia e a prendere per lei decisioni importanti; e c’è Floriana, la migliore amica, madre a tempo pieno, divorata dal rimorso e dal rimpianto per certi amori passati.
Da queste figure si distingue totalmente Carlos, un assistente universitario spagnolo che Cristina conosce per caso. Uomo avventuroso, esotico, libero da molte costrizioni mentali ed emotive, pare incarnare tutte le fantasie della protagonista, rispondere a ogni suo bisogno. Più passa il tempo con lui, più Cristina riesce a mettere a fuoco cosa vuole veramente dalla vita e, soprattutto, impara a vivere un giorno alla volta, godendosi il presente senza torturarsi per gli errori del passato e le occasioni mancate.

Colpita da questo romanzo, dalla sua scrittura così naturale, ho chiesto all’autrice, Monica Gentile, di rispondere ad alcune domande. Dunque, lascio a lei la parola.
Da cosa nasce “Cosa può salvarmi oggi?” Volevo scrivere una storia che parlasse di relazioni, di uomini e donne messi alla prova da eventi che tirano loro fuori il meglio e il peggio. La protagonista Cristina è una donna giovane, insoddisfatta del proprio lavoro e anestetizzata da una vita abitudinaria. Quando perde il proprio bambino a causa di un aborto, Cristina cerca di ritrovare se stessa. La storia, in origine, era totalmente diversa. Poi, durante le libere scritture nate all’interno dei corsi in web conference, tenuti dalla bravissima Antonella Cilento, veniva continuamente fuori questo personaggio. Mi sono messa in ascolto, mi sono lasciata condurre. Giorno dopo giorno, Cristina ha preso sempre più spazio. Così ho deciso di non rinunciarvi.
C’è un personaggio, nella tua storia, a cui sei particolarmente affezionata? Tutti i personaggi di “Cosa può salvarmi oggi” hanno luci e ombre. Non riesco ad avere una preferenza netta. Ci sono ragioni per cui schiaffeggerei e abbraccerei ognuno di loro: Cristina, Gaetano, Aurora, Carlos. Lascerei al lettore la libertà assoluta di giudizio.
La tua protagonista, Cristina, ha il desiderio di viaggiare, ma le manca il coraggio di osare. Tu, invece, hai vissuto all’estero per qualche anno e poi sei tornata in Italia. Cosa più ti è rimasto dei tuoi anni lontani dal patrio suolo? A undici anni ho letto il “Milione” di Marco Polo e ho capito che viaggiare era farsi domande e cercare di trovare risposte. Io ero un bambina curiosissima, di domande ne facevo sempre tante. Così è nata la passione. Non sapevo, per esempio, cosa avrei fatto da grande, ma sapevo che avrei viaggiato. Dei miei soggiorni all’estero mi sono rimasti il senso della sfida, la capacità di adattamento, la tolleranza. Non puoi ambientarti in una città straniera e vivere un’altra cultura, se non sei disposta a metterti in gioco, a capire, accettare. Vivere all’estero è qualcosa che ti mette alla prova continuamente anche per via della lingua che, soprattutto all’inizio, è un continuo inciampo, una barriera. Ma anche il ritorno in Sicilia è stata una sfida. Dovevo fare pace con me stessa per viverci bene. Per fare chiarezza, ho preso carta e penna. E ho cominciato a scrivere.
Cosa speri trovino i lettori tra le pagine del tuo romanzo? Autenticità. Da lettrice, amo i libri che declinano sentimenti che provo o ho provato, mi immedesimo nei personaggi in cui riconosco aspetti del mio carattere. Sarebbe bello che i lettori pensassero che la persona che ha scritto questa storia ha cercato di parlare dei rapporti umani senza trucchi, con parole semplici, vere.
Volendo dare una risposta generica, cosa può salvarci? Avere progetti. Provare a concretizzare qualcosa che ci stia davvero a cuore e concentrare le nostre forze verso quell’obiettivo. Quando siamo impegnati a realizzare un’idea, non c’è spazio per la depressione, per lo scoramento. Ci sentiamo forti, tutto può accadere. Conta però comprendere che qualsiasi risorsa va cercata dentro di noi, gli altri non possono essere un appiglio né un salvagente.
Se dovessi preferire uno o più autori che hanno avuto maggiore influenza su di te, chi suggeriresti? Credo che i libri che amiamo lascino tracce così profonde e inconsapevoli che spesso non le distinguiamo. Potrei suggerire tantissimi nomi di scrittrici e scrittori che sono stati un riferimento indispensabile nella mia vita. Poi ci sono gli autori che mi fanno da bussola ogni volta che scrivo. Durante la stesura di “Cosa può salvarmi oggi” l’ago si è orientato soprattutto verso Richard Yates e Alice Munro.
Infine, lasceresti un augurio o un consiglio ai Lettori Medi? L’augurio è quello che faccio a me stessa: continuare a leggere per restare liberi, sottomettersi soltanto alla propria immaginazione.

Titolo: Cosa può salvarmi oggi
Autore: Monica Gentile
Casa editrice: L’Iguana
Genere: Narrativa
Pagine: 175
Anno edizione: 2019
Prezzo: € 15,00
Tempo medio di lettura:  4 giorni

L’autrice
Monica Gentile è nata ad Agrigento. Dopo aver trascorso alcuni anni in Francia e nel Regno Unito, è rientrata in Sicilia, dove vive e lavora. Il suo romanzo d’esordio, “Tira scirocco” ha vinto il premio letterario Edizione Straordinaria 2014 e ottenuto una menzione al Premio Calvino.

Claudia

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