Lettore medio

L’audace colpo dei quattro di Rete Maria… (Marco Marsullo)

9788806218881_0_0_551_75Qui ci chiamiamo tutti per soprannome.
È più veloce, più comodo. Ci viene più facile ricordare chi siamo.
Io mi chiamo Dino Agile (piacere: mio, voi vi ricrederete presto), ma tutti mi chiamano Agile.

Immaginate di essere anziani e di vivere in una casa di riposo gestita da suore più simili alla signorina Rottenmeier (chi ha guardato il cartone animato “Heidi” comprenderà la citazione, altrimenti cercatela su Google!) che a Madre Teresa di Calcutta. Immaginate che tra i vostri amici vi siano: un playboy in pensione, un guerrafondaio col Parkinson e un uomo perennemente felice. Dulcis in fundo, immaginate che un giorno le sopraccitate suore vi comunichino che, di lì a poche ore, andrete a Roma per la santificazione di Papa Giovanni Paolo II. Quale sarebbe il vostro unico pensiero? Recitare un rosario come Dio comanda in diretta televisiva sulle frequenze di Rete Maria. Questo, almeno, il proposito di Dino Agile e degli altri tre protagonisti de “L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache”, romanzo di Marco Marsullo edito da Einaudi nel 2014. Tra fughe rocambolesche, amori datati, surreali incontri con barboni filosofi e un gruppo di attempati nemici pronti a metter loro i bastoni tra le ruote, riusciranno nell’impresa i protagonisti?

Dirò poco sulla trama, lasciando al lettore il piacere di godersi una commedia all’italiana sotto forma di romanzo. Marsullo, pure stavolta, è dissacrante e si distacca dal cliché dell’anziano che perde colpi e si rassegna al countdown della propria esistenza o del nonno che racconta storielle al proprio nipotino. Dino Agile, Rubirosa, Brio e Guttalax sono quattro personaggi fortemente motivati a raggiungere il proprio scopo: ritrovarsi in diretta a recitare un rosario, ma pure a mettere da parte (anche solo per un giorno) una routine fatta di visite mediche, ricordi annebbiati e angherie da subire per la propria condizione di anziano e chiudere i conti col proprio passato, riscoprendosi eroi per un giorno.
Non aggiungo altro e lascio all’autore la parola.

L’audace colpo dei quattro di Rete Maria… Come è nato questo romanzo?Tanti anni fa ero in auto, non ricordo dove fossi diretto. Quando guido io penso molto, soprattutto a cosa scrivere, e quel giorno la radio era sulla famosa emittente vaticana che si prende pure sotto al traforo del Monte Bianco. Be’, ascoltando una loro trasmissione pensai: “Sai che bello se adesso irrompono quattro vecchietti arrabbiati e la occupano in un atto di protesta?”. Ecco: L’audace colpo dei quattro di Rete Maria.
Quali sono state le fonti d’ispirazione per creare i personaggi di Brio, Agile, Guttalax e Rubirosa? Non saprei, l’anima del romanzo è quasi fumettistica in alcuni passaggi, eppure ho provato a ragionare come una persona di ottant’anni, per rendere giustizia a un’età che, spesso, viene raccontata meno, se non ignorata. Volevo raccontare quattro emarginati alle prese con la loro, probabilmente ultima, rivincita.
Il taglio di questo romanzo è decisamente cinematografico, pertanto ipotizziamo la trasposizione del libro. Scegli gli attori per i seguenti personaggi: Agile, Capitan Findus e padre Anselmo da Procida (in questo caso si tratterebbe di un cammeo, pertanto puoi sparare anche un nome grosso!) Parlando di Dino Agile mi viene in mente Gigi Proietti, per quella capacità comica di essere anche malvagio, sarcastico, al momento giusto. Capitan Findus, il suo arcirivale, Lando Buzzanca: elegante, fiero, belloccio. Padre Anselmo da Procida, magari Terence Hill. Anche se lo preferivo quando faceva il pistolero, più che il prete.
Oltre all’amicizia, un sentimento che sembra non temere lo scorrere del tempo, il tema portante di questa storia è il gioco di squadra. Quanto conta per un autore questo discorso?Fondamentale. Senza un buon lavoro di editing (io sono fortunato a lavorare fin dal primo libro in Einaudi con la “mia” Rosella Postorino) e di lancio del romanzo, si va poco lontani. In più io ci metto anche i miei amici, che se anche non fanno niente di concreto per la scrittura, sono l’energia e il motore della mia allegria.
Tutti i protagonisti della storia hanno un nome di battaglia. Quale sarebbe il tuo? I miei amici, sempre loro, mi chiamano Marsi, storpiando il mio cognome. Direi questo, mi piace molto. Poi, in inglese, misericordia si dice mercy, ma si legge “marsi”. Mi piace come suona la cosa, potrei essere io il quinto di Rete Maria tra qualche anno.
Quando ti abbiamo intervistato la prima volta, in occasione dell’uscita di Due come loro, eri da poco sbarcato su Instagram, pertanto volevamo sapere come vivevi il rapporto coi social network. Giusto chiederti adesso: meglio Instagram o Facebook, considerando che il secondo è visto come “una cosa da vecchi”?Sono diversi, mi piacciono entrambi, ma non li vivo come una schiavitù. Pubblico pochi contenuti, detesto annoiare chi mi segue. Instagram è più veloce, tende a raggiungere più facilmente persone che non sanno neanche chi sei. Facebook è più intimo, mirato. Lì si conservano anche dei bei rapporti con tanta gente; magari persone che mi hanno letto e che si sono affezionate a me, e io a loro.
Qualche tempo fa hai condiviso sui social network la gioia per la conclusione di un nuovo lavoro editoriale. Senza svelare troppo, potresti darci qualche indicazione sul nuovo romanzo (che ovviamente recensiremo!)?Uscirà a ottobre per Einaudi Stile Libero. Dopo “Due come loro”, dello scorso anno, questo sarà un romanzo più intimo, dolce, per certi versi simile al mio fortunato “I miei genitori non hanno figli”. Stiamo a vedere, sono curioso, ci ho lavorato tantissimo.
Infine, saluta nuovamente i lettori medi. Ciao lettori medi, lo scrittore medio vi vuole bene. Non ve lo dimenticate mai.

Titolo: L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache
Autore: Marco Marsullo
Genere: Commedia
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 216
Anno: 2014
Prezzo: € 16,50
Tempo medio di lettura: 5 giorni
Film suggeriti: “L’audace colpo dei soliti ignoti” (1959) diretto da Nanni Loy; “Cocoon” (1985) diretto da Ron Howard.

L’autore
Marco Marsullo
è nato a Napoli nel 1985. Nel 2009 esce il suo primo libro Ho Magalli in testa, ma non riesco a dirlo (Nobus Edizioni), una raccolta di racconti dal tema surreale e grottesco. Nel 2013 pubblica il suo romanzo d’esordio Atletico Minaccia Football Club (Einaudi Stile Libero), che riceve nello stesso anno il “Premio Hermann Geiger Opera prima”. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache (Einaudi Stile Libero), Dio si è fermato a Buenos Aires (Laterza Editore), I miei genitori non hanno figli (Einaudi Stile Libero) e Il tassista di Maradona. Collabora come editorialista alla Gazzetta dello Sport.

Paquito

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