Lettore medio

Gaetano Scirea. Il gentiluomo (Darwin Pastorin)

Perrone - Scirea_MC+Ho voluto scrivere la tua storia a modo mio, senza obbligo di una biografia minuziosa. Con la semplice voglia di rivolgermi a te per ritrovare un percorso comune, quando il calcio sapeva aprirsi alla gente, all’amicizia.
Io, naufrago di passioni, ringrazio Dio per averti incontrato.

Ritengo che il termine giusto per raccontare sinteticamente “Gaetano Scirea. Il gentiluomo”, il nuovo libro di Darwin Pastorin edito da Giulio Perrone Editore, sia: delicato.
Poco meno di 100 pagine durante le quali l’autore schiude il cassetto dei ricordi e racconta la propria storia. Quella di un ragazzo con la passione per il giornalismo sportivo che incontra, sul suo cammino professionale, Gaetano Scirea, il calciatore della Juventus che, di lì a qualche anno, sarebbe diventato campione del mondo con la nazionale nel 1982.
Un calciatore simbolo del club bianconero, distintosi tanto in campo quanto fuori, per lo stile di gioco, il carisma ma soprattutto una correttezza che lo ha reso un idolo juventino ma pure uno stimatissimo avversario.
Pastorin ripercorre la propria giovinezza e gli inizi della carriera, intrecciando storie calcistiche a spaccati di vita che rappresentano l’essenza di un calcio ormai andato: non vi erano distanze tra calciatori e stampa e, soprattutto, era all’ordine del giorno che due professionisti potessero ritrovarsi a chiacchierare a cena di calcio, ma pure di altro, ad esempio i sogni. Quelli di Darwin, realizzati nel corso degli anni, e quelli di Gaetano, spezzati lungo un’autostrada polacca.
Non aggiungo altro. È il momento di lasciare la parola all’autore…

Caro Darwin, hai raccontato un grande campione ma, soprattutto, hai raccontato la tua vita attraverso il filo invisibile che legava (e lega ancora) la tua vita a quella di Scirea. C’è una cosa in particolare che ti manca del vostro rapporto? Mi manca tutto, tanto, troppo. Mi mancano la sua amicizia, il suo sorriso lieve, le sue parole giuste. Mi mancano i suoi silenzi, così preziosi. È stato l’Angelo Calciatore: un campione sul campo e nella vita. Era il pane in tavola.
Tecnicamente (e solo tecnicamente) parlando, chi ha raccolto in questi anni l’eredità calcistica di Scirea e la sua leadership in campo? Non esisterà mai più un altro Scirea. Sapeva fare tutto, giocando da libero. Il difensore, il centrocampista, l’attaccante. Come ha detto Beppe Furino, otto scudetti con la Juventus, il “capitano con l’elmetto”, nel corso della presentazione del mio libro, con Mariella Scirea e Salvatore Lo Presti, al Salone Internazionale del Libro di Torino “potevi metterlo terzino destro, stopper, ala: era davvero capace di coprire qualsiasi ruolo, sempre con talento e maestria”.
Hai immaginato Gaetano sulla panchina del Napoli. Una piazza che, a tuo parere, avrebbe reso onore allo Scirea professionista ma soprattutto all’uomo. Come mai? Perché ho sempre avuto un rapporto speciale con Napoli. Mio papà, veronese, tifava per i partenopei. I tifosi, mi diceva, gli ricordavano il calore e i colori della torcida brasiliana dei suoi anni a San Paolo. Poi, le stagioni maradoniane… Scirea era amatissimo anche a Napoli: e non poteva essere altrimenti! Impossibile, in qualsiasi anfratto del nostro Paese, non provare stima e ammirazione per questo gentiluomo del football.
Quale suggerimento vorresti dare a un giovane che aspira a diventare un cronista sportivo? E quali quelli che vorresti dispensare a un aspirante narratore? Di recuperare la forza del racconto. Di andare, vedere e scrivere. Di camminare. Non di osservare il mondo, anche quello del calcio, solo attraverso i social. Al giovane scrittore consiglio – con tutte le mie forze – di leggere, leggere e ancora leggere. La letteratura è vitale, è necessaria, è indispensabile: come l’aria che respiriamo.
Chiudiamo questa chiacchierata con una domanda prettamente calcistica: miglior allenatore della stagione, miglior calciatore e squadra che ti ha impressionato maggiormente. Massimiliano Allegri: cinque anni di trionfi sulla panchina della Juve. Fabio Quagliarella, bomber antico: ecco una bella vicenda sportiva e umana da raccontare! L’Atalanta di Gasperini: una stagione semplicemente da applausi, a scena aperta.

Titolo: Gaetano Scirea. Il gentiluomo
Autore: Darwin Pastorin
Casa editrice: Giulio Perrone Editore
Genere: saggio sportivo
Pagine: 93
Anno: 2018
Prezzo: € 13,00
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Suggerimenti di lettura: “I portieri del sogno”, “Tempi supplementari” e “Storia d’Italia ai tempi del pallone. Dal Grande Torino a Cristiano Ronaldo”, tutti scritti da Darwin Pastorin.

L’autore
Darwin Pastorin.Nato a San Paolo del Brasile nel 1955, è stato giornalista al Guerin Sportivo, inviato speciale e vicedirettore di Tuttosport, direttore di Tele+, Stream Tv e nuovi programmi di Sky Sport e Quartarete Tv. Oggi ha un blog su Huffington Post. Ha scritto numerosi libri mettendo insieme calcio, letteratura, memorie personali e collettive.

Paquito

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