Lettore medio

La terra è blu come un’arancia (Luca Delgado)

9788897905356_0_0_0_75“Il chiasso, i rumori, le urla erano così forti che non si vedeva nulla. Un treno in fiamme era riverso sul lato destro, come dormiente sulla spalla di Bagnoli. Una pioggia di fili bruciacchiati scivolava sulla schiena grigia di un vagone. Il muso del treno aveva la faccia di uno spettro, lo spettro di una guerra che aveva avuto inizio perché qualcuno potesse raccontarla, perché qualcuno potesse scriverne articoli da prima pagina.”

Samuele D., giornalista de Il Mattino, ha un’ossessione: la freschezza, la freschezza degli abiti che indossa, del cibo che mangia, delle donne che incontra, dei fatti di cronaca nera di cui scrive. Samuele D. ha un’ambizione. Diventare il più grande giornalista al mondo, nel più breve tempo possibile. Il suo segreto? Inconfessabile.
E poi c’è Zeno Zanetti, ispettore di Polizia. Zeno ha un compito. Fermare la spirale di violenza che si è abbattuta su Napoli. Il suo problema? Non ha nessuna voglia di farlo.
Un romanzo thriller-noir, un racconto breve, una pièce teatrale, un film, un fumetto, un mondo in cui non bisogna credere alla verità, ma soltanto alle parole.
Confinare “La terra è blu come un’arancia” di Luca Delgado (editore Homo Scrivens, collana Scout) entro la definizione di romanzo è assai riduttivo. Un po’ romanzo, un po’ storyboard cinematografico, copione teatrale, fumetto, quella dell’autore napoletano è una vera opera d’arte metadisciplinare. È proprio in questo alternare la cronaca degli eventi alle relative ricostruzioni cinematografiche, teatrali e fumettistiche che ho trovato nel romanzo un geniale sperimentalismo che strizza l’occhio a capolavori come “Dogville” di Lars Von Trier.
Delgado si erge a degno prosecutore della tradizione noir napoletana, intrisa di mistero ma soprattutto di ironia e umorismo tipicamente partenopei, che nel cinema ha avuto esempi di grande spessore come “Giallo Napoletano” e “No grazie, il caffè mi rende nervoso”. La città ai piedi del Vesuvio prende forma davanti agli occhi del lettore staccandosi completamente dall’immagine da cartolina cui siamo abituati: il sole si cela dietro le tinte fredde e sbiadite del tramonto e dell’alba invernali, il panorama sul golfo lascia spazio alle strade pittoresche del centro storico, le canzoni del repertorio classico napoletano vanno in fade out al cospetto delle voci di popolo dei quartieri di Montesanto e della Pignasecca.
I due piani narrativi che seguono da vicino Samuele e Zeno permettono al lettore di addentrarsi in una Napoli underground in cui, come nella miglior tradizione del genere, anche se c’è un colpevole nessuno è davvero innocente.
Uno stile narrativo originale che si regge su flashback, termini dialettali e sperimentazioni a 360 gradi e che rendono il romanzo un piccolo capolavoro, da leggere in pochi giorni accompagnati dal sassofono di James Senese in sottofondo.

Titolo: La terra è blu come un’arancia
Autore: Luca Delgado
Genere: Noir
Casa editrice: Homo Scrivens (collana Scout)
Pagine: 128
Prezzo: € 12,00
Anno: 2013
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Colonna sonora: “Habanera”, “Napoli Centrale” (album) entrambi di James Senese
Film: “Giallo Napoletano” (1979) di S. Corbucci, “No grazie, il caffè mi rende nervoso” (1982) di L. Gasparini, “Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti” (1986) di L. Wertmuller, “Polvere di Napoli” (1998) di A. Capuano

L’autore
Luca Delgado è nato a Napoli nel 1979. Insegna lingua e letteratura inglese alle superiori e italiano per stranieri. Ha pubblicato “Daniel di Waterford” (Otma, 2009), “Dubliners” di James Joyce(Ferraro, 2010) e il dramma teatrale “Il Muro di Roma” (Otma, 2011). Si occupa di traduzione teatrale ed ha collaborato con i registi Peter Brook (“The Suit”, “Lo Spopolatore”), Peter Sellars (“Desdemona”), Luca De Fusco (“Antigone”). Si occupa di regia teatrale e ha curato di recente la regia di spot pubblicitari. Con Homo Scrivens ha pubblicato i romanzi  “La terra è blu come un’arancia” (2013) e “081” (2014).

Giano

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