Lettore medio

Un uomo qualunque(Samuele Arba)

9788832205022_0_0_551_75Domani, alla notizia della mia morte, qualcuno piangerà o forse riderà, ma ai più non gliene fregherà nulla. Ci tengo a precisare una cosa, forse avrei dovuto farlo prima, non mi voglio suicidare: mi voglio as-sas-si-na-re!

Un pugno nello stomaco. Credo sia questo il modo migliore per definire “Un uomo qualunque”, il romanzo di Samuele Arba pubblicato da Biplane Edizioni.
Xavi è un uomo di mezz’età, stanco di una vita avara di soddisfazioni, che matura un proposito: assassinarsi. Non vuole, infatti, suicidarsi ma sbarazzarsi di quella parte di sé che non gli appartiene e che occupa il suo corpo. La pistola, acquistata tempo prima, potrebbe essergli d’aiuto, ma risulta ancor più utile lasciarsi coinvolgere dalla lotta portata avanti dagli Indignados, il movimento sociale che protesta contro Zapatero e il suo governo.
Tra le fila del gruppo conosce l’affascinante attivista Ada, una donna in grado di fargli provare finalmente desideri sessuali ormai sopiti, ma soprattutto Luis (fidanzato di Ada) e Pep, due integralisti che intendono manipolare la mente dell’uomo e trasformarlo in un martire del movimento.

Questo libro mi è piaciuto perché, innanzitutto, Arba mescola in modo convincente finzione e realtà storica: la Barcellona raccontata nel romanzo è reale e ha l’espressione cupa e rabbiosa degli Indignados; inoltre mi ha colpito in modo particolare per il linguaggio: crudo, estremamente diretto, senza artifici e col solo desiderio di supportare una storia che ha un taglio molto cinematografico. Non aggiungo altro e lascio che sia l’autore a raccontare questo romanzo.

Un uomo qualunque. Come è nato questo romanzo? Una sera di maggio, al telegiornale, sentii parlare degli Indignados. Barcellona era il covo della rivoluzione 15-M e io dovevo esserne testimone. Ero in quel di Plaça Catalunya quando pensai che la trama di “Storia di un impiegato”, il concept album di Fabrizio De Andrè, sarebbe stata bene in quel periodo storico. Cos’era cambiato dal ‘68 al 2011? Mi piaceva l’idea di portare su carta gli ideali e l’universo di quel disco. Sarebbe stato però un esercizio sterile far muovere il personaggio del disco in un’altra rivoluzione, su carta. Allora ho voluto sconvolgere il tutto. Ho capovolto la prospettiva del disco, trasformando il mio protagonista in un vigliacco che si lascia trasportare dagli eventi.
Hai sapientemente mescolato fiction e fatti storici. Quanto è stato difficile mantenere in equilibrio queste due forme di narrazione antitetiche? È stato un lavoro lungo, a tratti faticoso. Incastrare in una storia fatti già accaduti e fiction,non è banale! Anche perché avevo in testa la storia personale di Xavi, prima che gli eventi storici. Sono soddisfatto del risultato: credo che il mix sia equilibrato. Gli eventi sono una cornice interessante alla storia di Xavi e la storia di Xavi rivela fatti che magari ai più non sono così noti.
Non una semplice città cosmopolita, Barcellona è un autentico genere letterario. Raccontaci la città da abitante, ma soprattutto da lettore. La Ciutat Comtal, come è chiamata in catalano Barcellona, è un ambiente sempre in ebollizione, un’urbe sveglia giorno e notte, la più italiana delle città d’oltralpe. L’ho conosciuta e ritrovata nel romanzo storico “Il mercante di stoffe”, di CoiaValls, e grazie alle investigazioni del detective Carvalho ne“I mari del sud” di Montalbán, o grazie alle descrizioni ambientali quasi deleddiane di Zafón ne “L’ombra del vento”.
Xavi è un cavaliere solitario perennemente alla ricerca di un’occasione di riscatto. Irrimediabilmente mi ha riportato alla mente Don Chisciotte e le sue battaglie. Plateale errore di paragone oppure, irrimediabilmente, il tuo protagonista è figlio del celebre personaggio di Cervantes? Mi piace quest’accostamento, non ci avevo riflettuto! In fondo anche Xavi è come Alonso. Ha affrontato la vita come un sogno ritrovandosi in mano un pugno di mosche. Ma il protagonista di “Un uomo qualunque” non è risoluto, non possiede lo spirito cavalleresco che un giorno spinge Alonso ad abbandonare la vita in cerca d’avventura.
La musica permea ogni anfratto di questa storia. Ed è la voce di Fabrizio De André ad accompagnare il lettore tra le pagine della storia. Perché proprio l’album “Storia di un impiegato come soundtrack del libro? È un disco che ascolto da sempre, una storia drammatica, di rivoluzione e d’amore, con un finale fin troppo malinconico. Una storia atemporale che calzava a pennello nella Barcellona del 2011. “Un uomo qualunque” è un omaggio a quello che ha significato per me il mondo di De Andrè e alla sua capacità di descrivere stati d’animo.
Quali sono stati i primi feedback dei lettori? Coloro che hanno già letto “Un uomo qualunque” sono stati piacevolmente colpiti, chi dalla scrittura e dal ritmo, chi dalla storia o dal finale. C’è chi l’ha definito ‘beat’ cogliendo in Xavi un’essenza anticonformista e un desiderio di fuga dall’opulenza della società. Questo è stato il più bel commento ricevuto.Ma sono in attesa dei prossimi!
Dulcis in fundo: cosa ti aspetti da questo romanzo? Quello che mi aspettavo l’ho già ricevuto: un gran entusiasmo nello scriverlo, una grande felicità quando la Biplane Edizioni l’ha pubblicato, un’enorme soddisfazione quando qualcuno mi dice: «Ehi, sto leggendo “Un uomo qualunque”».
Saluta i lettori del nostro blog. Apreciadoslectores, questo romanzo è stato creato plasmando tanti ingredienti che troverete sulla quarta di copertina, ma ciò che guida questa storia è la speranza.
Un suggerimento: quando vi accingete a leggere le prime pagine di “Un uomo qualunque”, ascoltate la canzone “Summertime”, nella versione di Leslie West. È la stessa canzone che sta ascoltando Xavi mentre scrive la sua lettera.
Un abrazodesdeBarcelona.
¡Hasta pronto!

Titolo: Un uomo qualunque
Autore: Samuele Arba
Casa editrice: Biplane Edizioni
Genere: Politico
Pagine: 169
Anno: 2019
Prezzo: € 14,00
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Letture consigliate: “Per chi suona la campana” di Ernest Hemingway.

L’autore
Samuele Arba, nato in Sardegna a Silius nel 1978, risiede da più di una decade in Catalogna, a Tarragona.
È autore di una raccolta di storie brevi in italiano, mentre il suo romanzo d’esordio in spagnolo è un noir intitolato “J.P. Pablowski”. Ha inciso due dischi di canzone d’autore con brani in sardo, italiano, catalano e spagnolo; ha inoltre scritto, diretto e interpretato uno spettacolo di teatro canzone in spagnolo. Per Samuele scrivere non è una passione, è uno stato d’animo. I suoi riferimenti si possono ormai definire dei classici, da De André a Bukowski, da G. Gaber a J.D. Morrison, da Kerouac a L. Cohen.

Paquito

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