Lettore medio

Il Gran Balún (Lucia Moschella)

9788899931216_0_0_454_75Di notte il Pallone aprì gli occhi e parlò con la bocca ancora impastata dal sonno.
“Volerò?” chiese al Pilota.
“Voleremo insieme” gli rispose lui.

Dieci anni. Giorno più, giorno meno. Dieci anni a sollevarsi a centocinquanta metri d’altezza e a rimirare lo stesso spicchio di cielo. Per mostrare ai turisti quante e quali meraviglie si nascondano al di là delle nuvole. Dieci anni durante i quali il Pallone Aerostatico protagonista de “Il Gran Balún” (edito da VerbaVolant edizioni) comincia ad annoiarsi. Il suo obiettivo è volare sul serio, senza fili né ancore che ne limitino i desideri. Perché è di desideri che si parla all’interno di un racconto illustrato che ho apprezzato sia dal punto di vista grafico, con un eccellente lavoro realizzato da Stefania Arcieri brava, soprattutto a giocare con la prospettiva (trattandosi di un libro da parati le immagini si allargano per riempire il formato delle pagine) e a usare sapientemente i colori; sia da quello della storia, con Lucia Moschella abile a raccontare una favola che ha per protagonista un Pallone Aerostatico annoiato e sognatore.
Al lettore il compito di scoprire l’epilogo della storia, per il momento parola all’autrice.

Il Gran Balún. Come è nato questo progetto? Ho scritto questa storia a maggio 2016, stavo finendo il biennio alla Scuola Holden. Nello stesso periodo un mio racconto veniva pubblicato con VerbaVolant Edizioni, casa editrice attenta alla letteratura per bambini. Il dicembre successivo ho proposto a Fausta (l’editore di VerbaVolant, ndr) questo testo sbilenco, di cui mi era rimasto solo un pdf mal impaginato. Ad agosto 2017, perse ormai le speranze, Fausta mi ha scritto proponendomi la pubblicazione. Shock.
Il Pallone Aerostatico è animato da un fortissimo desiderio di libertà. Dobbiamo intendere questa voglia di volare come: un eccesso di curiosità; l’aspettativa di conoscere nuovi posti e arricchire il proprio bagaglio culturale; o, più semplicemente, vivere intensamente la propria vita? All’inizio ho creduto fosse noia, ribellione alla ripetizione o libertà. In realtà quel che credo è che il Pallone, semplicemente, compia con la sua scelta una dichiarazione d’identità. Lui è fatto per volare, ma la costrizione alla sua attività – e di certo, il volere del Pilota – lo costringe a terra. A me sembra più un’affermazione di sé che una dichiarazione d’indipendenza, come se il pallone dicesse: “Eccomi, sono fatto per volare, volo”.
Cosa, o chi, ha ispirato questa storia? In fondo, dentro ognuno di noi c’è un prode viaggiatore pronto a mettersi in cammino ma, soprattutto, un Pallone Aerostatico che non vede l’ora di spiccare il volo. Il Pallone è Torino, in Borgo Dora, dove vivevo anche io. Una notte ho sognato che volava via e mi sono subito innamorata dell’immagine. Una seconda ispirazione è venuta dall’ammirazione per il racconto di Donald Barthelme, “Il Pallone”, di cui ho amato e utilizzato l’immagine del pallone sgonfio, a terra. L’idea iniziale era di scrivere un racconto breve, ma andando avanti la lingua si è asciugata e ho capito che stavo scrivendo una storia adatta anche ai bambini, che sarebbe stata bella da illustrare.
Come è stato il rapporto tra autrice ed illustratrice? Quando la casa editrice ha scelto la mia storia, aveva già in mente Stefania. Lei abita a Lille, in Francia, e io a Torino, ma siamo entrambe siciliane. Così ci siamo conosciute via mail e Skype. Le abbiamo affidato il compito di dividere la storia e illustrarla. I punti di vista di certi passaggi si ribaltavano: l’ultima tavola io l’avrei disegnata da terra, lei l’ha disegnata dall’alto. Ci siamo sempre parlate, a volte modificando il lavoro l’una dell’altra. Per me è stato prezioso poter vedere come si lavora con le immagini, e tra noi è stato ben presto naturale trovarci nello stesso contesto, da Torino a Siracusa.
Quali sono stati i primi feedback dei lettori? La cosa che più mi ha stupito è stata la naturalezza con cui è stata accolta dai più piccoli. Ritenevo fosse una lettura più da adulti, invece loro hanno mostrato una maturità per me inedita, anche sul tema della separazione. Una bimba, per dire, mi ha detto che le ricordava quando è morta sua nonna. Così, anche una donna mi ha raccontato che era come quando si era dovuta separare dal figlio, partito per studiare fuori. Per me è stato l’ennesimo modo di accettare come le separazioni siano leggi immanenti della natura umana.
Un saluto ai lettori del nostro blog. Felice il popolo che legge. Bravi!

Titolo: Il Gran Balún
Autrice: Lucia Moschella
Illustratrice: Stefania Arcieri
Casa editrice: VerbaVolant
Genere: Libri da parati
Pagine: 1 (nel formato 70×100)
Anno: 2018
Prezzo: € 12,00
Tempo medio di lettura: 30 minuti
Letture consigliate: “Seb e la conchiglia” di Claudia Mencaroni e Luisa Montalto (ed. VerbaVolant) e “L’uomo dei tetti” di Nerina Fiumanò e Angelo Ruta (ed. VerbaVolant)

L’autrice
Lucia Moschella è nata nel 1990 a Siracusa. Dal 2013 vive a Torino, dove lavora come copywriter freelance. Oltre a scrivere racconti, articoli e narrativa è co-fondatrice del progetto Love Storage.

L’illustratrice
Stefania Arcieri vive tra la Francia e l’Italia. Fin da piccola adora i libri, gli albi illustrati e i fumetti, così tanto da fare del disegno il suo gioco preferito: la carta è la materia prima che piegata, ritagliata, spillata, incollata, può dare vita a case, astronavi, abiti, cinema, mongolfiere e a mille altre cose. Frequenta l’Accademia di Belle Arti a Palermo, L’École Superieure d’Art di Cambrai (Francia) e diversi workshop di illustrazione e fumetto. Ama lavorare in gruppo, ha fatto parte del collettivo Fare Ala a Palermo dal 2010 al 2013, e dal 2014 lavora con il collettivo/galleria/casa editrice Le Cagibi a Lille. Oggi continua a illustrare e disegnare per la maggior parte del tempo, oppure progetta libri, fanzine e altri multipli stampati e rilegati artigianalmente, da sola o collaborando con amici serigrafi, stampatori, micro-editori.

Paquito

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...