Lettore medio

Le trappole del profumo (Yousef al-Mohaimeed)

(C’erano) il mare, le foreste e gli animali selvatici, i negrieri, i predoni e i mercanti di schiavi, le navi e le case, le strade e i dolori interminabili…

(…)

Alcune (navi) erano piene di mercanzie in cuoio e medicamenti importati dal Kordofan, altre di spezie e di legno di sandalo che si vendeva al mercato di Shindi e proveniva dall’India, da cui arrivavano anche piccoli scrigni, pesanti e ben chiusi, riempiti poi con oro etiope. E poi c’erano gli schiavi…

Nell’esigenza di raccontare i mali della società saudita contemporanea, come la corruzione, l’ipocrisia, l’indifferenza verso gli ultimi, vizi celati spesso sotto un velo di perbenismo, si individuano le radici profonde della narrativa dello scrittore saudita Yousef al-Mohaimeed, autore del romanzo “Le trappole del profumo”, edito da Aisara nel 2011, vincitore in quell’anno del Premio Alziator di Cagliari, nella sezione “Mediterraneo”.

Il testo appare incentrato sulla contrapposizione tra un passato felice e libero e un presente doloroso, ricalcando l’antitesi deserto-città, come pure sui temi del razzismo e dell’emarginazione sociale. Attraverso i destini incrociati di tre personaggi maschili, variamente menomati fisicamente e psicologicamente, l’autore offre un ritratto vivido e insolito della società saudita contemporanea. L’opera è ambientata nelle strade della capitale Riad, di cui lo scrittore dipinge affreschi sempre originali, alternando il ricorso al realismo a scene dominate dall’elemento onirico, raffigurando le contraddizioni di una società in piena trasformazione, stretta tra l’ansia della modernizzazione e il retaggio della tradizione. Ed è proprio su questa alternanza che al-Mohaimeed muove i suoi personaggi – e con loro il lettore – che passano dall’immensità del deserto alle strade caotiche della città araba contemporanea, la suddetta capitale Riad, un inferno in cui si intrecciano le storie dei tre protagonisti, tutti accomunati da un infausto destino.

Il primo personaggio che il lettore incontra è Turàd, appartenente a una tribù beduina. In passato è stato un predone del deserto, fiero e indomito, ma un episodio misterioso lo ha sconfitto per sempre, lasciandolo mutilato di un orecchio. L’avvenimento inconfessabile lo ha spinto a lasciare la sua tribù e a cercare rifugio nella città, così diversa dal mondo arcano e selvaggio da cui proviene.

Anche la vita del sudanese Tawfik, che lavora nello stesso ufficio di Turàd, è stata segnata da un atroce destino: rapito bambino e venduto come schiavo, è stato successivamente evirato. Turàd ricorda il racconto terribile del compagno e il suo dolore senza fine.

Un terzo personaggio entra indirettamente in scena: si tratta di Nasir, abbandonato alla nascita in strada e rimasto privo di un occhio, probabilmente per opera di gatti randagi.

Le loro parole sono fortemente evocative: quando racconta della sua vita nel deserto, Turàd sembra riferirsi a un mondo arcano e senza tempo, mentre le parole di Tawfik richiamano scene che trasportano il lettore verso un passato oscuro e, al tempo stesso, favoloso.

Sia Turàd che Tawfik hanno perduto libertà e gioia di vivere perché sono caduti nelle trappole del profumo: è l’odore delle carovane, portato dal vento nel deserto, a spingere Turàd al furto che muterà per sempre la sua vita; è l’aroma di carne allo spiedo, preparata dai negrieri, ad attirare in trappola Tawfik con tutti gli abitanti del villaggio; è il seducente profumo di una donna a indurre il padre di Nasir a innamorarsi della madre: il personaggio è nato dunque da un’unione inammissibile per motivi sociali, e subito abbandonato in strada. Anche l’origine della rovina, dunque, non solo la mutilazione, unisce i tre uomini.

Il romanzo si chiude su una nota di timida speranza: in un mondo spietato, la forza dell’amicizia e della solidarietà può aiutare a ritrovare, almeno in parte, il senso del proprio destino.

Motivo di grande fascino dell’opera è proprio il suo oscillare tra due mondi e due dimensioni: la città e il deserto, la realtà e la fiaba, un mondo in cui si viaggia in auto e un altro in cui ci si avventura solo a dorso di cammello. Universi apparentemente molto distanti, accostati però dalla crudeltà e dalla durezza del vivere.

Titolo: Le trappole del profumo

Autore: Yousef al-Mohaimeed

Casa editrice: Aisara

Genere: Romanzo di formazione

Pagine: 110

Anno di pubblicazione: 2011

Prezzo: € 7,99

Tempo medio di lettura: 2 giorni

Suggerimento di lettura: “I guardiani dell’aria”, Rosa Yassin Hassan, Poiesis, 2017

L’autore

Yousef al-Mohaimeedè nato a Riad, (Arabia Saudita) nel 1964. Scrittore e giornalista, ha pubblicato in lingua araba numerosi romanzi e raccolte di racconti che sono stati tradotti in inglese, italiano, russo, spagnolo e tedesco.

Federica P.

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