Lettore medio

I guardiani dell’aria (Rosa Yassin Hassan)

Qui il tempo che passa è come una nube pesante, una nebbia densa e scura che mi avviluppa, cui non posso sfuggire. All’esterno, il tempo agisce sulle cose, le modifica, impone le sue dinamiche. Qui, il tempo è fermo. Sono fuori dal mondo, senza alcun contatto con le cose, in un tempo sospeso, statico, come se fossi stato pietrificato in una capsula spaziale. Comunque, pago il mio tributo al tempo: i miei capelli sono diventati bianchi, sento il peso dei miei quarantadue anni. Mi pesano anche sull’anima. Da questo punto di vista, gli anni scorrono come all’esterno, come per te, ma i loro effetti si manifestano in modo molto crudele.

Il romanzo “I guardiani dell’aria” diRosa Yassin Hassan, edito da Poiesis, è ambientato a Damasco nel 2003 ma, grazie alla tecnica del flashback, dipinge un affresco della vita e della società siriane dell’ultimo scorcio del XX secolo fino agli albori del nuovo millennio, presentandoci una Siria oppressa da una feroce dittatura. 

Tra le pagine di questo libro è possibile cogliere alcune delle tematiche centrali della società e della politica della Siria contemporanea, dalla lotta contro la tirannia del regime, ai rapporti tra le diverse confessioni religiose, al futuro incerto delle giovani generazioni che cercano rifugio all’estero.

Per raffigurare la complessità del proprio universo, l’autrice sceglie di situare al centro della narrazione l’interiorità e il vissuto dei personaggi e la rete di relazioni che questi ultimi intrecciano.     Le esperienze della prigionia, della tortura e della separazione dai propri cari sconvolgono le esistenze dei protagonisti, inducendoli a percorrere sentieri non autenticamente scelti, cammini deviati da un vissuto solo intravisto e poi mai realizzato.

La protagonista, Annat Ismail, lavora come interprete all’ambasciata canadese di Damasco, traducendo dall’arabo all’inglese le testimonianze dei profughi che richiedono asilo al Canada.

All’inizio della vicenda, la giovane donna è al principio di una gravidanza e la storia si snoda lungo i mesi che precedono il parto. L’autrice utilizza l’espediente di alternare un capitolo collocato nel presente a un capitolo ambientato nel passato, in modo tale da ricostruire il vissuto personale della protagonista sullo sfondo della storia nazionale siriana. Annat proviene da una famiglia alawita e vive con il padre vedovo, Hassan. La storia della protagonista viene gradualmente svelata: negli anni Ottanta, la ragazza ha incontrato Jawad, un giovane di confessione drusa, con il quale ha vissuto un’intensa storia d’amore, ma il giovane, militante in un’organizzazione comunista clandestina, è stato arrestato e rinchiuso nelle carceri del regime. Ha avuto così inizio la discesa agli inferi di Jawad, che ha sopportato quindici interminabili anni di reclusione, e quella di Annat, che ha consumato la propria giovinezza nell’attesa della liberazione del prigioniero. Durante questo lungo periodo, qualche volta la ragazza ha tradito il compagno, oppressa dalla solitudine e dalla frustrazione sessuale, ma non lo ha mai abbandonato. Quando Jawad viene finalmente scarcerato, i due protagonisti si sposano e vivono un breve attimo di felicità, ma non riescono a ritrovare l’intesa e la passione di un tempo.

Al termine di un anno penoso passato a cercare inutilmente un lavoro e a litigare con la moglie, Jawad parte per la Svezia alla ricerca di un futuro migliore di quello che gli riserva la patria. Dopo quindici anni di separazione dovuta alla prigionia, comincia, per i due protagonisti, un nuovo periodo di distacco e lontananza, destinato forse a durare per sempre.

Il titolo dell’operaè molto particolare e si prestaa diverse interpretazioni. I “guardiani dell’aria” sono sicuramente i servizi segreti che, con le loro attività di spionaggio, indagano sul nulla, finendo per setacciare anche l’aria, o che, analizzando la vita di persone innocenti, fanno del nulla l’oggetto del loro lavoro. Ma un’altra interpretazione è possibile: i “guardiani dell’aria” sono i protagonisti, che, per lunghi anni, hanno custodito nel proprio cuore qualcosa che non esisteva, qualcosa di inafferrabile come l’aria. L’amore e l’amicizia, in primo luogo, che non reggono all’urto devastante di una reclusione protrattasi così a lungo, ma anche gli ideali politici. Del passato non si salva nulla.   

Il corpo assume un ruolo centrale nella narrazione, mezzo di espressione dei conflitti interiori, frutto della violenza di un regime che non lascia spazio all’individuo. Il desiderio si mescola alla sofferenza, la perversione all’amore, il sesso alla pornografia, come a testimoniare che, laddove non esiste libertà di parola, si determina una confusione linguistica che investe tutta la sfera dell’esistenza umana.

Titolo: I guardiani dell’aria

Autore: Rosa Yassin Hassan

Casa editrice: Poiesis           

Genere: Romanzo autobiografico

Pagine: 201

Anno di pubblicazione: 2017

Prezzo: € 16,00

Tempo medio di lettura: 2 giorni

Suggerimento di lettura: “Le trappole del profumo”, Yousef al-Mohaimeed, Aisara, 2011

L’autrice

Rosa Yassin Hassanè nata a Damasco nel 1974. Dopo la laurea in Architettura nel 1998, ha lavorato come giornalista, scrivendo per diverse testate arabe. Il suo primo libro è una raccolta di racconti pubblicata nel 2000, dal titolo “Un cielo tinto di luce”. Il suo primo romanzo, “Ebano”, ha vinto il Premio Hanna Mina nel 2004. Dal 2012 l’autrice è esule in Germania, dove continua l’attività di scrittrice e giornalista.

Federica

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