Lettore medio

Storia Aperta (Davide Orecchio)

Ora nello sguardo finto distratto lui coglie la punta del ginocchio di lei che si scopre col cammino e col vento, e sulla calza c’è una smagliatura, affiora la pelle che viene giù dalla coscia e su dagli stinchi come la spiaggia di un impero da conquistare fortissimo, e questa terra ci spetta, dice il fascismo, e il nostro mare ci spingerà nella terra, la inumidirà, così sarà più facile prenderla, e il nostro fascismo dice che dovremo spingere forte, disiderare fortissimo. La terra che ci spetta si allargherà inumidita dal mare, sospirerà dalle caviglie alle cosce alle punte di seni africani, scoprirà pure le ascelle con la loro peluria che ci spetta fortissimo, e noi potremo spingere come ci ha insegnato il fascismo, Pietro non ha mai visto le ascelle di Michela, lei non ha mai sollevato le braccia per lui, ma il nostro fascismo dice che ci spetta tutto quanto desideriamo fortissimo, e noi costruiremo l’impero, e la notizia importante che Pietro ha per Michela riguarda l’impero, ma lui non la dice, però conferma che ha scelto l’anello.

Davide Orecchio è uno storico e uno scrittore. È da questa contaminazione di ruoli che nasce finalmente un romanzo che innova nella forma, se non nei contenuti, e che solo per questo merita la candidatura al Premio Strega 2022, stagliandosi alto sopra una selva di romanzi proni al commercio. Il suo narratore, in una ricerca fantastica, avventurosa e archeologica, raccoglie frammenti dei più vari testi – lettere, discorsi, libri di storia, diari – e li mescola nel racconto della vita del protagonista, Pietro Migliorisi, che seguiamo lungo il corso della sua vita, dall’infanzia nel XX secolo nella campagna siciliana fino alla vecchiaia solitaria nella capitale. È lui il bambino diacronico, questo strano essere che confonde il lettore al primo approccio alle del romanzo? O è la storia stessa che attraverso le sue vicende si materializza, prende vita, risplende e si spegne?

Lo vediamo vicino Pietro Migliorisi, personaggio ispirato alla vita del padre dell’autore, sotto la lente dello studioso che analizza ogni suo gesto e ogni suo pensiero. Ci sembra una mosca sotto un bicchiere rovesciato. Vediamo le sue zampette mentali muoversi frenetiche, i suoi tentativi ora energici ora deboli di abbattere la parete di vetro del suo tempo, per consentirsi di vivere fuori dai condizionamenti. Come la mosca sotto il bicchiere lo vediamo lontano, altro da noi, in un microcosmo che non ci appartiene; il vetro costituisce il limite che non consente al lettore di immedesimarsi mai completamente nel personaggio, scardina la regola di successo di ogni protagonista: l’empatia del lettore. Nonostante questo si è trascinati avanti, in una storia lunga centinaia di pagina, da una lingua che è un fiume in piena, che strappa dal letto e dagli argini termini che appartengono a tutto il ‘900, parole antiche e desuete che appartengono ad una cultura borghese morta, tecnicismi moderni e fonemi stranieri, tutto affonda e riemerge continuamente in vortici, ripetizioni e ritmiche che suonano di avanguardia di inizio secolo, ma che anche al lettore di oggi risultano nuovi, non stantii, coinvolgenti ed esasperanti.

È tutto diverso da quello che il lettore si aspetta: è la storia privata che si intesse con quella pubblica, sono diari permeati delle parole della propaganda, dei discorsi, dei giornali, è un protagonista immerso nel suo tempo, che insieme vive e subisce gli eventi, è confusione di piani temporali, commistione tra azioni e ricordi, tra immaginario e realtà.

È un’esperienza di lettura imperdibile.

Titolo: Storia Aperta

Autore: Davide Orecchio

Casa editrice: Bompiani

Genere: Romanzo storico

Pagine: 672

Anno di pubblicazione: 2021

Prezzo: € 22,00

Tempo medio di lettura: 10 giorni

Suggerimento di lettura: dello stesso autore, Sei Biografie Infedeli

Podcast consigliato: Davide Orecchio Storia Aperta, puntata pubblicata il 20 novembre 2021 del Podcast Il posto delle parole, in cui vengono raccolte le conversazioni dell’intervistatore con gli autori. Per una panoramica su tutti i libri candidati al Premio Strega 2022 vi consiglio queste pillole di editoria.

L’autore

Davide Orecchio è nato a Roma nel 1969. Ha una formazione da storico, lavora come giornalista, quello dello scrittore non è il mestiere che gli consente di mettere il pane a tavola. Sulla sua vita privata è molto riservato, ama scrivere di notte, non crede nelle presentazioni e nell’autopromozione. Il suo primo romanzo Città distrutte. Sei biografie infedeli va incontro a ben quattordici rifiuti, da parte di altrettanti editori, prima di essere pubblicato nel 2012 da Gaffi per poi essere finalista al Premio Napoli e vincere il Premio Volponi e il premio Monello. Nel 2014 è uscito il suo secondo romanzo, Stati di Grazia per Il Saggiatore.

Cristina.

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