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Il cielo comincia dal basso (Sonia Serazzi)

9788849854077_0_0_300_75Antonia Cristallo, mia nonna, dice che noi fummo sempre poveri e mai tamarri: il tamarro è uno che la terra gli basta, il povero invece alza gli occhi in cerca d’azzurro.

Comincia così il racconto di Rosa Sirace, la protagonista di “Il cielo comincia dal basso” (edito da Rubbettino), che terminati gli studi a Perugia è tornata nella sua casa natia, in Calabria, per dedicarsi all’insegnamento, pur senza averne una vera e propria vocazione.
Rosa, infatti, vuole scrivere. Ogni giorno, sul suo taccuino, annota tutto quello che le viene in mente sulla sua vita, passata e presente, e sulle meravigliose persone che ne fanno parte. Scavando tra la polvere e i ricordi, la donna rievoca episodi dolorosi, relazioni finite male, amori mai cominciati e amicizie lunghe una vita, che ancora l’accompagnano nelle avversità di tutti i giorni.
C’è molta amarezza nel racconto di Rosa, ma anche speranza, perché – come la sua stessa nonna le ha insegnato – i fiori sbocciano pure lungo i sentieri battuti dal bestiame, nonostante i colpi degli zoccoli e il letame. Ed è tra le parole della protagonista – dense, accorte, vere – che le emozioni del lettore germogliano.

“Il cielo comincia dal basso” è un romanzo incantevole. Si presenta come una scrittura libera della protagonista, ma è ovvio che c’è un grande lavoro dietro, lavoro che l’autrice, Sonia Serazzi, ha svolto in maniera impeccabile, riuscendo a tenere viva la spontaneità delle emozioni, pur avendo senza dubbio progettato e riscritto.
Di particolare intensità il legame della protagonista con il suo luogo natio e con la nonna, un affetto che si trasmette dalla pagina al lettore con peculiare immediatezza e che non manca di commuovere.

Titolo: Il cielo comincia dal basso
Autore: Sonia Serazzi
Casa editrice: Rubbettino
Genere: Diario
Pagine: 164
Anno edizione: 2018
Prezzo: €12,00
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Canzone consigliata: “L’assenza” di Fiorella Mannoia

L’autrice
Sonia Serazzi
è nata a Napoli nel 1971 e vive in un piccolo paese della Calabria. Ha pubblicato “Non c’è niente a Simbari Crichi” nel 2004 e il romanzo breve “E le ortiche c’hanno ragione” nel 2006.

Claudia

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Un weekend da sogno (Jojo Moyes)

9788804662396_0_0_502_75«Quindi dove andiamo?».
«Dove ci porta la notte. Sei o non sei la ragazza impulsiva che decide di fare un salto a Parigi nel weekend?». Le fa un cenno di saluto e un attimo dopo avvia il motorino con un calcio al pedale e si allontana rombando.

Nell è una ragazza inglese di ventisei anni, timorosa e con scarso spirito avventuriero. Ma, quando trova un’offerta low cost per un fine settimana a Parigi, non riesce a resistere: vuole trascorrere un romantico weekend con il suo ragazzo, Pete, intraprendente ed estroverso, che al contrario di lei ha viaggiato per mezzo mondo.
Purtroppo, però, Pete le dà buca proprio la mattina della partenza e Nell, ritrovatasi in stazione da sola, decide di impulso di partire senza di lui, troppo scossa e ferita per ritornare a casa con la coda tra le gambe. Nell non sospetta minimamente che quel fine settimana, incominciato in maniera tanto disastrosa, si rivelerà essere il più divertente della sua vita.

“Un weekend da sogno” (edito da Mondadori) è un romanzo breve e molto carino, adatto a quelle giornate un po’ malinconiche in cui si vorrebbe restare a letto a sognare di essere altrove.
Jojo Moyes, autrice di talento di cui ho letto molti romanzi, mette in scena con grande abilità due persone dal cuore spezzato: Nell, la cui madre apprensiva le ha insegnato a vivere sempre con cautela, e Fabien, ragazzo francese con aspirazioni letterarie, il cui manoscritto è appena stato spazzato via dal vento. Entrambi soli e incapaci di inseguire i propri desideri, nella reciproca compagnia sapranno trovare il coraggio di osare e ricominciare a sognare.
Pur non essendo, questo, il libro migliore dell’autrice, è senza dubbio ben scritto e molto dolce. Il suo stile, lineare e senza fronzoli, permette una lettura scorrevole e per nulla gravosa. Il lettore si ritrova a Parigi – seppure per troppo poco tempo – e il suo cuore, come quello della protagonista, verrà risollevato da tutti gli affanni.

Titolo: Un weekend da sogno
Autrice: Jojo Moyes
Casa editrice: Mondadori
Genere: chick-Lit
Pagine: 121
Anno edizione: 2016
Prezzo: € 11,00
Tempo medio di lettura: 1 giorno

L’autrice
Jojo Moyes, nata a Londra nel 1969, ha lavorato come giornalista per dieci anni presso il giornale londinese The Indipendent e come Assistant News Editor presso il Sunday Morning Post ad Hong Kong. Dal 2002 si dedica alla scrittura a tempo pieno ed è diventata una delle più affermate scrittrici internazionali grazie al romanzo “Io prima di te”, di cui è stato realizzato un film nel 2016. Attualmente, vive in una fattoria a Saffron Walden, nell’Essex, con il marito, il giornalista Charles Arthur, e i loro tre figli.

Claudia

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Il racconto dell’ancella (Margaret Atwood)

9788868337421_0_0_472_75Vivevamo di abitudini. Come tutti, la più parte del tempo. Qualsiasi cosa accade rientra sempre nelle abitudini. Anche questo, ora, è vivere di abitudini. Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà.

In un tempo vicino a noi, ma non meglio specificato, gli Stati Uniti hanno instaurato un regime totalitario – la Repubblica di Galaad – che si basa sul controllo del corpo femminile e sulle nascite. Dopo una lunga serie di guerre atomiche che hanno devastato il pianeta, la maggior parte delle donne è divenuta incapace di procreare, perciò le famiglie più ricche e potenti di Galaad devono usufruire di Ancelle, domestiche ancora fertili, per assicurarsi un erede e il rispetto dell’intera comunità.
Difred, ovverosia la donna che appartiene a Fred, è la protagonista di “Il racconto dell’Ancella” (edito da Ponte alle Grazie); passionale eppure timorosa, vive la dittatura e il suo ruolo di schiava sessuale in maniera passiva. Pur correndo spesso con il pensiero alla sua vecchia vita, a sua figlia e al suo compagno, che le sono stati portati via durante un tentativo di fuga finito male, Difred è alla costante ricerca di modi per restare viva, di essere accettata dai suoi padroni, il Capitano Fred e sua moglie Serena Joy.
Così, quando scopre l’esistenza di una organizzazione segreta, volta al perseguimento della rivoluzione e della libertà, Difred non sa se rischiare la vita per una causa che le pare irrealizzabile oppure se accettare le inaspettate attenzioni che il Capitano le riserva in segreto.

“Il racconto dell’ancella” è un romanzo che fa riflettere e amareggia non poco; i suoi contenuti risultano difficili da digerire perché vicini alla nostra realtà più di quanto si possa credere. E la sua protagonista, lontana dalle figure eroiche a cui la letteratura distopica degli ultimi decenni ci ha abituato, incarna perfettamente ogni aspetto della natura umana, il desiderio di sopravvivere nonostante tutto e la reticenza ad agire per il bene della comunità.
L’autrice riesce, seppure con estrema lentezza, a trascinare il lettore in un mondo alternativo, in cui secoli di femminismo e lotte per la parità sono valsi a nulla, in una società fortemente patriarcale, che, sebbene alcuni estremismi, risulta troppo vicina alla nostra. Chi legge non può fare a meno di sentirsi spiazzato dalla familiarità di alcune scene e inquieto per l’immediatezza con cui le emozioni gli vengono trasmesse dalla prima all’ultima pagina.

Titolo: Il racconto dell’ancella
Autore: Margaret Atwood
Casa editrice: Ponte alle Grazie
Genere: Distopico
Pagine: 398
Anno edizione: 2017
Prezzo: € 16,80
Tempo medio di lettura: 8 giorni
Serie Tv consigliata: “The Handmaid’s Tale”

L’autrice
Margaret Atwood è una delle voci più note della narrativa contemporanea. Laureata ad Harvard, ha esordito a diciannove anni. Ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte e saggi. Più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per “L’assassino cieco” e nel 2008 il premio Principe delle Asturie. Tra i suoi titoli più importanti, ricordiamo “L’altra Grace” e “L’altro inizio”.

Claudia

 

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Chiamate la levatrice (Jennifer Worth)

9788838931444_0_0_477_75“Eppure il mestiere della levatrice è il materiale stesso del dramma e del melodramma. I bambini vengono concepiti nell’amore o nella lussuria, nascono nel dolore e nella sofferenza, sono causa di immensa gioia o atroci tormenti. Una levatrice assiste a tutte le nascite, si trova nel cuore della storia, vede e sente tutto. Perché allora continua a rimanere una figura in ombra, nascosta dietro la porta della sala parto?”

Londra, fine anni ’50 del Novecento. La giovane infermiera Jenny Lee si trasferisce nell’East End, la zona più povera della capitale, per lavorare come levatrice presso il convento di St. Raymund Nonnatus, il cui ordine di suore si occupa da secoli di far venire al mondo i nascituri dei nove quartieri limitrofi. Inizialmente restia a lavorare a stretto contatto con i membri di un ordine religioso e anche disgustata dalle condizioni igieniche delle famiglie più povere di Londra, l’infermiera Jenny impara ad amare la sua nuova vita e a rispettare quelle persone tanto diverse da lei un parto alla volta, maturando e apprendendo nuovi metodi di ostetricia con il passare dei mesi.
“Chiamate la levatrice” (edito da Sellerio) è più simile a un diario che a un romanzo, essendo ispirato a fatti realmente accaduti alla sua autrice, l’infermiera Jennifer Worth.

Con uno stile semplice e privo di affettazioni, ella catapulta il lettore in un altro tempo, vicino a noi eppure molto lontano dalla realtà di oggi, se si considerano le condizioni igieniche post belliche e le vedute ristrette della società inglese di settant’anni fa.
Neonati podalici o prematuri, bambini di razza mista o affetti da malattie veneree: ogni capitolo racconta il modo in cui venivano affrontati gli imprevisti del parto in un’epoca in cui la medicina non era ancora così all’avanguardia e tutte le donne preferivano partorire nel comfort della loro casa. Pagina dopo pagina, traspaiono quel tipo di audacia e forza di volontà di cui soltanto le madri sono capaci, ma anche il valore delle levatrici, sempre dedite al benessere delle loro pazienti e fiduciose nel volere di Dio. Ci sono anche tristezza e compassione verso le donne che il destino ha privato della maternità e della salute e che, tuttavia, hanno dovuto continuare a vivere.
Insomma, “Chiamate la levatrice” è un inno alle donne, a quelle che sanno amare senza riserve, che non si arrendono mai e che sono pronte a rischiare tutto in nome dell’amore, ma anche a quelle che ne sono state private con la forza, riuscendo a sopravvivere nonostante tutto. Ed è anche un inno all’umiltà e alla fede, di qualsiasi tipo, poiché è quella che rafforza i cuori e li conduce più facilmente alla felicità.

Titolo: Chiamate la levatrice
Autrice: Jennifer Worth
Genere: medico – sentimentale
Casa editrice: Sellerio editore
Pagine: 493
Anno edizione: 2018
Prezzo: 15,00 euro
Tempo medio di lettura: 5 giorni
Serie TV consigliata: “Call the Midwife – L’amore e la vita”, BBC, 2011–in corso.

L’autrice:
Jennifer Worth (1935-2011) infermiera fino agli anni Settanta, e dopo musicista, ha scritto una trilogia dedicata alla sua esperienza come levatrice nell’antica zona proletaria di Londra: “Chiamate la levatrice” (Sellerio, 2014), “Tra le vite di Londra” (2015) e “Le ultime levatrici dell’East End”(2017). La trilogia ha venduto oltre un milione di copie in Gran Bretagna e la BBC ne ha tratto una serie per la televisione, trasmessa in Italia da Rete 4 con il titolo «L’amore e la vita».

Claudia

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Amabili resti (Alice Sebold)

9788866325734_0_0_428_75“Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973. (…) Questo era prima che le foto di bambini e adolescenti di ogni razza, maschi e femmine, apparissero stampate sui cartoni del latte o infilate nelle cassette della posta. Era quando ancora la gente non pensava che cose simili potessero accadere.”

Una fredda sera d’inverno, mentre sta tornando a casa da scuola, Susie Salmon viene violentata, uccisa e fatta a pezzi da un vicino di casa, senza che nessuno lo sappia. Terribilmente provata dal dolore e dall’ingiustizia, l’anima di Susie raggiunge il suo Cielo, un luogo a metà strada tra il Paradiso e la Terra, da cui le è possibile tenere d’occhio i suoi cari ancora vivi e occasionalmente interagire con loro, per sincerarsi che stiano bene dopo la sua triste dipartita.

“Amabili resti” (edito da Edizioni e/o) non è un romanzo semplice da leggere, non soltanto per chi è donna, ma per tutti coloro che abbiano una sorella, una figlia, una nipote o un’amica che gli stia a cuore. È un romanzo che sa essere delicato nei toni, eppure cruento e doloroso nella schiettezza con cui ogni scena viene rappresentata e ogni personaggio scandagliato.
Al centro della storia c’è un omicidio, ma il tema cardine del romanzo è il dolore. Come reagiscono le persone al dolore di una perdita di natura violenta? E cosa accade a una famiglia unita quando la primogenita le viene barbaramente portata via?
Negli anni che seguono la sua morte, Susie ha modo di seguire i cambiamenti che avvengono in ognuno dei suoi affetti: in suo padre, ossessionato dalla ricerca del colpevole e dal perseguimento della giustizia; in sua madre, totalmente annientata dal dolore; nei suoi fratelli e nei suoi amici, che nonostante tutto vanno avanti perché sono giovani e vivi. Susie sperimenta la vita – quella che lei non potrà mai avere – tramite loro e tuttavia si sente frustrata. Perché è capitato a lei? A cosa serve nascere, se poi alla fine si muore? E perché il signor Harvey, il suo stupratore e assassino, la sta facendo franca?
“Amabili resti” è un romanzo che viene letto con un groppo in gola e alla fine lascia comunque un po’ di amarezza, nonostante il fascino della sua scrittura. È un inno alla vita, ai legami d’amore e di amicizia, e un invito a non restare bloccati nel passato, per quanto meraviglioso esso sia, ma ad andare avanti, a trovare la pace.

Titolo: Amabili resti
Autrice: Alice Sebold
Genere: thriller fantastico
Casa editrice: Edizioni e/o
Pagine: 347
Anno edizione: 2017
Prezzo: 9,90 euro
Tempo medio di lettura: 5 giorni
Film consigliato: “Amabili resti” (2009), regia di Peter Jackson

L’autrice:
Alice Sebold è una scrittrice statunitense. Nel 1999 ha pubblicato “Lucky” (edito in Italia da e/o nel 2003), un libro di ricordi sullo stupro subito nel 1981, quando studiava all’Università di Syracuse, nello stato di New York. Nel 2002 ha pubblicato “Amabili resti”, un successo editoriale senza precedenti, che ha portato poi alla realizzazione di un film omonimo, candidato a diversi premi. Suo terzo romanzo è “La quasi luna”, pubblicato nel 2007. Alice vive attualmente in California con il marito, lo scrittore Glen David Gold.

Claudia

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Notturno di cuori (Jojo Moyes)

39521994_589907558077974_4836897421776650240_n“Con il passare del tempo, ho capito che una casa poteva essere molto di più: (…) l’apice di un desiderio, un riflesso di come la gente vedeva se stessa, di come voleva vedere se stessa; poteva indurre le persone a fare cose che procuravano loro disgrazia o disonore. Ho capito che una casa – nient’altro che mattoni, malta, legno, tutt’al più un pezzetto di terra – poteva diventare un’ossessione. Quando lascerò casa mia, andrò in affitto.”

Quando il marito muore, lasciandola piena di debiti e con due figli da allevare da sola, Isabel Delancey si ritrova distrutta. Costretta a lasciare il suo prestigioso lavoro di violinista presso una famosa orchestra londinese e a trasferirsi in campagna, Isabel non sa come rimettere insieme la sua vita né come aiutare i suoi figli, fortemente traumatizzati dalla scomparsa del padre. Ma soprattutto, non sa che la villetta che ha appena ereditato da un lontano parente è oggetto delle mire di alcuni vicini, avidi e senza scrupoli, che progettano di ingannarla per ottenere la casa.

“Notturni di cuore” (edito da Mondadori) è una storia di disfacimento e di rinascita, pregna di quella malinconia che nasce dalla perdita, ma anche della forza che viene dalle amicizie e dall’amore appena sbocciato.
Jojo Moyes, autrice di talento di cui ho letto molti romanzi, sa usare le parole con grande abilità, infondendo in chi legge un forte sentimento di dolcezza ed empatia per le tribolazioni dei personaggi presentati. Il narratore esterno descrive, in maniera fluida, i pensieri, le preoccupazioni e le ossessioni di tutte le persone coinvolte nella vicenda: non soltanto di Isabel e dei suoi figli, così disperati di rimettere insieme i cocci della loro esistenza, ma anche dei vicini di casa e di alcuni abitanti del paesino nel Norfolk, le cui vite finiscono con l’intrecciarsi irrimediabilmente con quelle dei nuovi arrivati, sconvolgendo l’ordinario equilibrio cittadino.
Pur non essendo, questo, il romanzo migliore dell’autrice, è senza dubbio ben scritto e coinvolgente. Il lettore si ritrova spettatore della demolizione di una casa e di più di una famiglia, ma anche della ricostruzione di una felicità che sembrava perduta per sempre.

Titolo: Notturno di cuori
Autore: Jojo Moyes
Genere: romantico – sentimentale
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 371
Anno edizione: 2017
Prezzo: 12,50 euro
Tempo medio di lettura: 4 giorni
Soundtrack consigliata: “Sinfonia n° 5” di G. Mahler; “Musica sull’acqua” di G.F. Händel; “Concerto in Si minore” di E. Elgar

L’autrice:
Jojo Moyes, nata a Londra nel 1969, ha lavorato come giornalista per dieci anni presso il giornale londinese The Indipendent e come Assistant News Editor presso il Sunday Morning Post ad Hong Kong. Dal 2002 si dedica alla scrittura di romanzi a tempo pieno ed è diventata una delle più affermate scrittrici internazionali grazie al romanzo “Io prima di te”, di cui è stato realizzato un film nel 2016. Attualmente, vive in una fattoria a Saffron Walden, nell’Essex, con il marito, il giornalista Charles Arthur, e i loro tre figli.

Claudia

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La casa delle onde (Jojo Moyes)

39535793_211699146363376_6530803652548886528_n“E poi c’era quel luogo, bianco, luminoso, alieno. Con la sua forma singolare e spigolosa, le vetrate opache, lunghe e basse, gli oblò affacciati sul mare e la sua variegata collezione di tesori esotici disposti a casaccio. Un posto dove ogni oggetto raccontava una storia, vantava una ricca provenienza da terre lontane.”

A Merham, tranquilla cittadina inglese situata sul mare, la bellissima Villa Arcadia suscita la diffidenza degli abitanti del luogo, troppo legati alle tradizioni per apprezzare un edificio tanto affascinante e architettonicamente bizzarro. Ma Lottie e Celia, due diciottenni piene di sogni e di passioni irrefrenabili, adorano trascorrere il loro tempo nella villa, soprattutto perché è stata acquistata da un gruppo di bohémien che predicano la libertà, l’arte e l’amore privo di quelle costrizioni tanto care all’Inghilterra degli anni ’50.
E anche Daisy, neo mamma che è stata appena lasciata dal suo compagno, adora Villa Arcadia e non vede l’ora di ristrutturarla per conto del suo capo, lo scorbutico signor Jones, tutto lavoro, stress e nient’altro. La adora così tanto che, quando viene scoperto un misterioso murales, ritraente persone sconosciute che avevano abitato la casa quarant’anni prima, fa di tutto per conoscerne le identità, carpirne i segreti e scoprire cos’è successo quando Lottie e Celia erano ospiti fisse di quella splendida dimora.

“La casa delle onde” (edito da Mondadori) è una storia che racconta due epoche molto diverse, eppure collegate tra loro. Negli anni ’50 come nei primi anni Duemila, la casa è testimone di amori, sofferenza, amicizie e segreti, che alla fine non possono fare a meno di riemergere in superficie. Jojo Moyes, bravissima autrice di cui ho letto molti romanzi, fa uso delle parole con grande capacità, riuscendo a trasmettere a chi legge una forte emozione.
Una nostalgica attesa permea tutte le pagine e una struggente malinconia porta il lettore a sentirsi vicino ai personaggi coinvolti: a Lottie e a Celia, innamorate dello stesso uomo; a Daisy, che ha perso l’amore della sua vita e ora deve ricominciare da capo; a tutti gli altri che hanno vissuto, anche solo per un po’, a Villa Arcadia e sono stati segnati dalla sua genuina bellezza.
“La casa delle onde” è un invito a vivere la vita, a cogliere al volo quelle occasioni che non tornano più, ma soprattutto è uno sprone a guardare avanti, a cercare il buono che c’è nel presente, senza restare bloccati con lo sguardo all’indietro, verso un passato che non si può cambiare o un sogno che non si è mai avverato. È un romanzo che invita a rinascere, come fanno le onde, quando s’infrangono sugli scogli e ritornano al mare.

Titolo: La casa delle onde
Autore: Jojo Moyes
Genere: romantico – sentimentale
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 404
Anno edizione: 2017
Prezzo: 12,50 euro
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Da leggere: in riva al mare

L’autrice:
Jojo Moyes, nata a Londra nel 1969, ha lavorato come giornalista per dieci anni presso il giornale londinese The Indipendent e come Assistant News Editor presso il Sunday Morning Post ad Hong Kong. Dal 2002 si dedica alla scrittura di romanzi a tempo pieno ed è diventata una delle più affermate scrittrici internazionali grazie al romanzo “Io prima di te”, di cui è stato realizzato un film nel 2016. Attualmente, vive in una fattoria a Saffron Walden, nell’Essex, con il marito, il giornalista Charles Arthur, e i loro tre figli.

Claudia

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Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita (Cheryl Strayed )

39441451_1620602968069378_260271509149319168_n“Era un mondo sconosciuto, un mondo in cui avevo fatto ingresso esitante, addolorata e confusa, con timore e speranza. Un mondo che pensavo avrebbe potuto fare di me la donna che sapevo di poter diventare e al tempo stesso risvegliare la ragazza che ero stata una volta. Un mondo che misurava sessanta centimetri di larghezza ed era lungo 4.260 chilometri. Un mondo chiamato Pacific Crest Trail.”

Quando nei primi anni ’90 Cheryl perde la madre per colpa di un cancro, la sua vita va in mille pezzi. Il dolore dato dal lutto la spinge ad allontanarsi dai suoi cari e a intraprendere un pericoloso cammino di autodistruzione, fatto di droghe, alcool e scelte lavorative sbagliate.
Così, a soli ventisei anni, Cheryl si ritrova senza nulla: divorziata, senza una casa, distrutta, ma con un profondo desiderio di ricostruirsi, di tornare a riconoscere la propria immagine riflessa nello specchio.
Proprio quando arriva a toccare il fondo, adocchia, nella vetrina di un negozio, una guida per l’escursione del Pacific Crest Trail (PCT), un sentiero panoramico che dal Canada attraversa tutti gli Stati Uniti fino al Messico, e decide di mettere alla prova se stessa e affrontare i suoi demoni.

Leggere “Wild” (edizione Piemme, 2016) è un’esperienza catartica. Cheryl Strayed, autrice e protagonista della vicenda, sa dipingere abilmente con le parole i paesaggi visti in prima persona durante il suo personale percorso di redenzione sul PCT, trascinando il lettore sul sentiero insieme a lei, costringendolo a rivivere la bellezza dei luoghi, del silenzio, ma soprattutto il dolore che per tre mesi l’ha accompagnata giorno e notte sui monti e nel deserto.
Cheryl racconta, attraverso numerosi flashback che scorrono fluidi anziché rallentare la narrazione, di tutti gli eventi drammatici che hanno preceduto e seguito la morte della madre e che l’hanno portata a sentirsi guasta, irreparabile, con una crudezza che mozza il fiato e appesantisce lo stomaco. Ma con altrettanta dolcezza racconta delle persone incontrate sul percorso di trekking, delle sfide che la natura ha posto sul suo cammino e che lei ha saputo affrontare, e di come tutte queste cose l’abbiano condotta alla guarigione, alla pace interiore.
Leggere “Wild” è come ritrovarsi, affogare nel dolore per un po’ e poi riemergere, con la consapevolezza di essere più forti di prima, più consapevoli di quanta bellezza ci sia nel mondo, anche nella cose brutte. Insieme a Cheryl il lettore impara il valore del silenzio e della solitudine, ma anche l’importanza di saper ascoltare la natura e i suoi segnali, che possono raggiungerci in molti modi, se soltanto si apre il cuore e si presta attenzione.

Titolo: Wild – Una storia selvaggia di avventura e rinascita
Autore: Cheryl Strayed
Genere: Biografia di viaggio
Casa editrice: Piemme
Pagine: 416
Anno edizione: 2016
Prezzo: 10,90 euro
Tempo medio di lettura: 4 giorni
Da leggere: immersi nella natura
Film consigliato: “Wild”, trasposizione cinematografica del romanzo diretta da Jean-Marc Vallée con protagonista Reese Witherspoon.

L’autrice:
Cheryl Strayed vive a Portland, Oregon. Le sue storie e i suoi articoli sono stati pubblicati su The New York Times Magazine, The Washington Post Magazine, The Best American Essays.
Dal suo libro “Wild”, che ha raggiunto il n.1 nelle classifiche ed è stato tradotto con successo in 28 lingue, è stato tratto l’omonimo film con la regia di Jean-Marc Vallée (Dallas Buyers Club) e la sceneggiatura di Nick Hornby. Il ruolo di Cheryl è stato interpretato da Reese Whiterspoon, candidata poi agli Oscar come migliore attrice protagonista.

Claudia

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Le assaggiatrici (Rosella Postorino)

9788807032691_0_0_0_75“Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame.”

Nell’autunno del 1943 Rosa Sauer si trasferisce nella casa di campagna dei suoceri per sfuggire ai bombardamenti nella sua città natale, Berlino, e con essi attende il ritorno del marito Gregor, che combatte sul fronte russo. A pochi giorni dal suo arrivo, le SS la prelevano con la forza, la trascinano nel quartier generale di Hitler a Gross-Partsch e le intimano di mangiare. È questo il suo nuovo lavoro, la informano senza mezze misure: assaggiare qualsiasi cibo sia destinato al Führer per assicurarsi che non sia stato avvelenato.
Ogni giorno, nell’ambiente chiuso della mensa, Rosa è costretta a ingurgitare piatti pregevoli, ben sapendo che anche un solo morso potrebbe ucciderla. Con il passare dei mesi, la paura la unisce alle altre assaggiatrici sedute al suo tavolo, donne che, come lei, non hanno altra scelta se non obbedire e che arrivano a condividere con Rosa alcuni dei loro segreti. Ma quando in caserma arriva il tenente Ziegler, un uomo freddo e calcolatore che pare aver sviluppato un interesse nei suoi confronti, Rosa non confida alle altre donne quello che fanno insieme, tutte le notti, nascosti al mondo intero.

“Le assaggiatrici” (edito da Feltrinelli) è un romanzo difficile, non per la complessità della scrittura, ma per la gravosità delle emozioni raccontate. In maniera superba, l’autrice mette in scena il desiderio di sopravvivere, proprio dell’essere umano, e tutto ciò che ne consegue, in relazione al drammatico scenario di guerra e morte in cui, paradossalmente, i vivi continuano a vivere e sono disposti a tutto pur di continuare a farlo. È giusto continuare a mangiare, mentre altri muoiono di fame? È onesto innamorarsi nel bel mezzo della sofferenza? E, soprattutto, è lecito non ribellarsi alla tirannia, accettare passivamente qualsiasi sopruso, proprio quando il resto del mondo è pronto a rischiare la vita nel nome della libertà?
Sono queste le domande che tormentano Rosa e che permeano l’intero romanzo. Ogni pagina possiede una particolare fragilità, bella, umana ed estremamente ardua da digerire. Ogni personaggio viene scandagliato dagli occhi della protagonista senza tuttavia essere colto fino in fondo, rispecchiando il clima di terrore tipico della guerra, in cui nessuno si fida di nessuno e tutti sono nemici di tutti.

Titolo: Le assaggiatrici
Autrice: Rosella Postorino
Genere: Dramma storico
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 285
Anno edizione: 2018
Prezzo: 17,00 euro
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Da leggere: a digiuno, per meglio sentire il vuoto

L’autrice:
Rosella Postorino, cresciuta in provincia di Imperia, vive e lavora a Roma. Ha esordito con il racconto “In una capsula”, incluso nell’antologia “Ragazze che dovresti conoscere” (Einaudi Stile Libero, 2004), pubblicando poi i romanzi “La stanza di sopra” (Neri Pozza, 2007), “L’estate che perdemmo Dio” (Einaudi Stile Libero, 2009) e “Il corpo docile” (Einaudi Stile Libero, 2013), “Il mare in salita” (Laterza, 2011). Il suo romanzo “Le assaggiatrici” ha vinto il Premio Rapallo, il Premio Pozzale di Empoli e Pozzale Luigi Russo.

Claudia

 

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E tutti i mostri saranno uccisi (Boris Vian)

9788871688190_0_0_428_75“Prendere un colpo in testa non è niente. Venire drogati due volte di seguito nella stessa serata non è troppo sgradevole… Ma uscire a prendere una boccata d’aria e ritrovarsi in una camera sconosciuta con una donna, entrambi in costumi adamitici, comincia a essere un po’ troppo. Quanto a quello che mi è successo dopo…”

Il giovane Rock ha appena diciannove anni eppure è tanto bello da attirare gli sguardi lascivi delle donne di tutte le età. Fedele però a un particolare stile di vita sportivo, che prevede un allenamento quotidiano e la più assoluta castità, respinge ogni femmina gli si getti addosso, nell’attesa di raggiungere la completa maturazione fisica. Rock resta dunque turbato quando, durante una serata in un night club, viene rapito da due strani individui e condotto in un laboratorio per accoppiarsi con una signorina estremamente bella e disponibile. Rifiutatosi di collaborare, si risveglia sul marciapiede del club un’ora dopo, scoprendo che durante la sua assenza in quel posto si è verificato un omicidio. Inizia così la sua indagine su quella sospetta catena di eventi, che lo porteranno dove mai avrebbe potuto immaginare.

La prima cosa che colpisce, leggendo “E tutti i mostri saranno uccisi” (edito da Marcos Y Marcos), è l’attualità. Seppure scritto alla fine degli anni ’40, porta avanti una tematica tutt’ora presente nella società di oggi, ovverosia l’ossessiva ricerca della bellezza e della perfezione, lo svilimento della sostanza sull’apparenza. Il malvagio seme del perfezionismo e, soprattutto, della noncuranza verso i diritti e la libertà dell’uomo risiede nell’antagonista di questo romanzo, il dottor Schutz, personaggio misterioso e frivolo, il cui fine è quello di creare in laboratorio una razza di soli belli, a discapito di tutti gli altri. E per Rock e i suoi amici, meno attraenti di lui, ma altrettanto affascinanti, tutto ciò è inaccettabile.
Accompagnando i protagonisti in una rocambolesca caccia all’uomo, il lettore si immerge in un universo brutto, fatto di macchine per la fecondazione, cadaveri smembrati, esseri umani coltivati in laboratorio e perciò più simili ad automi, e ne esce con la consapevolezza di quanto banali siano bellezza e uguaglianza, di quanto noiosi siano il desiderio di omologazione e i corpi privi di qualsiasi difetto. “E tutti i mostri saranno uccisi” è un romanzo all’avanguardia, che ancora oggi, a settant’anni dalla sua prima pubblicazione, sa criticare e far riflettere e mostrare il mondo e i suoi abitanti in tutta la loro meravigliosa imperfezione.

Titolo: E tutti i mostri saranno uccisi
Autore: Boris Vian
Genere: Pulp
Casa editrice: Marcos Y Marcos
Pagine: 216
Anno edizione: 2018
Prezzo: 17,00 euro
Tempo medio di lettura: 3 giorni
Da leggere: al parco

L’autore:
Boris Vian era un artista francese, sfrenato, generoso e geniale. Malato di cuore mai sazio di vita, è stato ingegnere, musicista, scrittore, traduttore, giornalista e sceneggiatore teatrale. Morto nel giugno del 1959 a trentanove anni, ha scritto dieci romanzi, alcuni con lo pseudonimo di Vernon Sullivan. “E tutti i mostri saranno uccisi” è uno di questi.

Claudia

Lettore medio

Chesil Beach (Ian McEwan)

9788806224769_0_0_428_75“Erano giovani, freschi di studi, e tutti e due ancora vergini in quella loro prima notte di nozze, nonché figli di un tempo in cui affrontare a voce problemi sessuali risultava semplicemente impossibile. Anche se facile non lo è mai.”

Nell’estate del 1962, in un grazioso albergo situato in Chesil Beach, Florence ed Edward stanno festeggiando la loro luna di miele alla luce del tramonto. Entrambi poco più che ventenni, innamoratissimi e ancora vergini, temono il sopraggiungere dell’oscurità e con essa il momento in cui dovranno legittimare le promesse nuziali e mettere a nudo non soltanto i loro corpi finora sconosciuti l’uno all’altro, ma anche le loro paure più profonde: Florence non sa come dire a suo marito che il pensiero di ciò che l’attende sotto le lenzuola la disgusta enormemente; Edward teme di non riuscire a interpretare i segnali del corpo di sua moglie, fortezza inespugnabile, e di non darle piacere.

Leggere “Chesil Beach” (edizioni Einaudi) è come trattenere a lungo il respiro. Il peso delle parole non dette, delle paure non confessate, accompagna il lettore pagina dopo pagina, trascinandolo sempre più a fondo, in un abisso di sconforto e malinconia che minaccia di non lasciarlo mai.
McEwan, famoso per la sua penna greve e le atmosfere opprimenti, riesce a trasmettere alla perfezione il disagio dei due giovani innamorati di fronte all’incognita del sesso, scandagliando minuziosamente i pensieri, i ricordi e le emozioni evocate in pochi attimi di contatto fisico.
Bravissimo nel rappresentare un’epoca in cui quasi tutto di ciò che era intimo e personale andava taciuto, lo scrittore mette in scena il dramma di due ragazzi che pretendono di amarsi pur non conoscendosi affatto e di considerarsi adulti soltanto perché uniti in un vincolo socialmente approvato.
Un romanzo istruttivo, questo, poiché con Edward e Florence il lettore impara quanto poco valga nel matrimonio l’orgoglio del singolo, se in ballo ci sono l’amore, la fiducia e la felicità, e quanto invece contino le parole, la pazienza e la schiettezza nei momenti in cui più si vorrebbe farne a meno per non rendersi vulnerabili.

Titolo: Chesil Beach
Autore: Ian McEwan
Genere: Romanzo storico sentimentale
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 136
Anno edizione: 2018
Prezzo: 11,50 euro
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Da leggere: A letto, nella penombra pomeridiana; sul treno.

L’autore:
Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershot e vive a Londra. È autore di due raccolte di racconti e di oltre dieci romanzi. Nel 1998 viene premiato al Booker Prize per il romanzo “Amsterdam”. Il libro “L’amore fatale” viene da molti considerato un capolavoro, ma anche il suo romanzo “Espiazione”, ha ricevuto critiche egualmente favorevoli. Tutti i suoi romanzi sono pubblicati in Italia da Einaudi.

Claudia

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La Terra delle Storie – L’incantesimo del desiderio (Chris Colfer)

9788817078931_0_0_1564_75«C’era una volta…» disse la signora Peters alla sua classe di prima media. «Queste sono le parole più magiche che ognuno di noi abbia mai conosciuto, la porta d’ingresso per le più grandi storie mai raccontate. Sono un richiamo immediato, per chiunque le ascolti, a un mondo dove tutti sono i benvenuti e tutto può accadere.

Quando Alex e Conner, due gemelli di dodici anni, ricevono come regalo di compleanno da parte della nonna un vecchio e prezioso libro di fiabe, non si aspettano certo di venire risucchiati tra le pagine del volume e di essere catapultati nella Terra delle Storie, eppure è proprio questo che accade. Bloccati nel luogo su cui hanno tanto fantasticato da bambini, ma desiderosi di tornare a casa, i due fratelli intraprendono una missione esplorativa attraverso vari regni fiabeschi, alla ricerca di otto oggetti magici per ricreare il leggendario Incantesimo del Desiderio, l’unico modo conosciuto per ritornare nel mondo a cui appartengono.

Pensato e scritto per un pubblico di bambini, “La Terra delle Storie – L’incantesimo del Desiderio” (BUR, 2017) presenta un linguaggio semplice e lineare, a tratti scarno, che può lasciare un lettore adulto a bocca un po’ asciutta, ma che si adatta perfettamente alla fascia dei più giovani d’età. Ciò non toglie che anche i più grandi possano godere della sequela di avventure narrate, rivivendo insieme ad Alex e Conner le emozioni provate da bambini al cospetto delle più note fiabe e provando il loro stesso stupore nello scoprire che, nella Terra delle Storie, non tutto è come ci è stato raccontato, che i buoni a volte sono cattivi e che pure quest’ultimi hanno un cuore.
Chris Colfer rielabora un universo di storie già codificato, ma lo fa in maniera vivace e vicina ai giorni nostri. I due protagonisti, Alex, la classica nerd sognatrice e ottimista, e Conner, lo scansafatiche che vive all’ombra della sorella brava in tutto, sono due facce della stessa medaglia: bambini a cui è stato insegnato a essere forti e indipendenti, padroni del proprio destino, in un mondo, quello nostro, dove non esistono Fate Madrine e magici incantesimi che possano risolvere tutti i problemi.
I due gemelli non si piangono mai addosso, ma restano uniti sempre, anche quando si trovano ad affrontare le complicazioni che la magia comporta, le incognite e i dubbi sulle loro origini e sul passato di alcuni membri della famiglia, rivelandosi come degni rappresentanti del nostro Millennio.

Titolo: La Terra delle Storie – L’incantesimo del desiderio
Autore: Chris Colfer
Genere: Fantastico, Letteratura per bambini
Casa editrice: Biblioteca Universale Rizzoli
Pagine: 497
Anno: 2017
Prezzo: € 12,50
Tempo medio di lettura: 4 giorni (adulti), 20 giorni (bambini)
Da leggere: Nelle pause merenda o a letto, prima di andare a dormire.

L’autore
Chris Colfer, attore e scrittore di successo, ha vinto il Golden Globe per il suo ruolo nella serie televisiva Glee. Nel 2011 la rivista Time lo ha inserito nell’elenco delle cento persone più influenti del mondo. La sua serie di romanzi La Terra delle Storie, con la quale ha scalato le classifiche del New York Times, conta per ora cinque volumi pubblicati in America, di cui quattro già tradotti e pubblicati da Rizzoli.

Claudia

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Il ritmatista (Brandon Sanderson)

9788834730942_0_0_1557_75“Non ha importanza quale difesa utilizzi, poiché la strategia è più importante. Devi capire le difese per sapere quali vantaggi ottieni scegliendone una in particolare. Devi comprendere la difesa del tuo avversario per poter conoscere i suoi punti deboli.”

Joel è un sedicenne appassionato di Ritmatica, la dottrina che permette di dare vita e potere a entità bidimensionali, semplici linee tracciate con il gesso, e plasmare creature indipendenti e autonome, i gesseri, capaci di interagire con ciò che li circonda. Purtroppo, però, Joel non è un Ritmatista e non può far altro che guardare con adorazione e un po’ d’invidia i giovani designati che studiano alla sua stessa scuola, la Armedius. I Ritmatisti vengono eletti da un Maestro dopo una misteriosa cerimonia di iniziazione e sono i soli in grado di contrastare i letali gesseri selvatici, spietate creature che seminano il terrore nelle Isole Unite.
Quando gli studenti di Ritmatica iniziano a scomparire uno dopo l’altro, rapiti da figure ignote con poteri sconosciuti, tocca proprio a Joel, in qualità di assistente del saggio e timido professor Fitch, indagare su una scia di crimini che pare condurre alla famigerata Torre del Nebrask, la prigione dei gesseri selvatici in cui ogni Ritmatista, una volta diplomato, presta servizio. Con l’aiuto della compagna di scuola Melody, Joel scoprirà verità che potrebbero cambiare il destino del mondo. Ma riuscirà a scampare ai pericoli che incontrerà lungo il cammino e a realizzare il sogno di diventare un Ritmatista?

Ambientato in un’America post-apocalittica con atmosfere gotiche, “Il Ritmatista” (edito da Fanucci) è una storia di enigmi, ricerca, ma soprattutto di riscatto, per Joel, da tutti snobbato perché figlio di un’addetta alle pulizie della scuola, ma anche per la sua amica Melody, considerata la pecora nera della famiglia poiché poco versata nell’arte della Ritmatica, e per il riservato professor Fitch, il prototipo del vero insegnante, che ama davvero il suo mestiere e la materia, che non insegna per la gloria né per i riconoscimenti.
Il romanzo presenta una trama solida, seppure molto semplice, con un’ottima caratterizzazione dei personaggi e un originale sistema magico proposto al lettore. Nella sua linearità, riesce comunque a non risultare noioso e non mancano colpi di scena in grado di stupire.
Unica pecca il finale aperto, che lascia supporre un proseguimento della storia, che però non vedo l’ora di visionare.

Titolo: Il ritmatista
Autore: Brandon Sanderson
Genere: Narrativa per ragazzi / Fantastico
Casa editrice: Fanucci
Pagine: 381
Anno edizione: 2016
Prezzo: 12,66
Tempo medio di lettura: 5 giorni
Da leggere: nelle lunghe attese dei mezzi pubblici

L’autore:
Brandon Sanderson è uno scrittore di letteratura Heroic fantasy. Si diploma in scrittura creativa nel 2005 presso la Brigham Young University, dove attualmente insegna. In Italia le sue opere sono pubblicate da Fanucci Editore: tra il 2009 e il 2011 esce Mistborn: Prima Trilogia, seguita da Mistborn: Serie di Wax e Wayne.
Tra il 2011 e il 2014 escono Le Cronache della Folgoluce, mentre la trilogia de La Ruota del Tempo esce tra il 2011 e il 2013. Sempre per Fanucci pubblica la Trilogia degli Eliminatori (2014), la Saga di Elantris (2013) e la Saga del Conciliatore (2012). Nel 2015 pubblica con Mondadori La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose.

Claudia

Lettore medio

A mille miglia da Kensington (Muriel Spark)

62c984dc50110937b6616da634eef41e_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy“Di notte me ne stavo sveglia a guardare il buio, ascoltando il silenzio, immaginando il futuro, rievocando briciole di passato che mi erano sfuggite, quei fatti quasi dimenticati che ora balzavano in primo piano, grossi e rilevanti, in modo che il peso del destino non gravasse più sui problemi quotidiani della mia vita di allora.”

La signora Hawkins, giovane donna in sovrappeso e vedova di guerra, lavora alla Ullwater Press, una casa editrice londinese in declino, svolgendo diverse mansioni al di fuori del suo ruolo di editor che le sottraggono molto tempo ed energie. Nella sfera privata, come in quella lavorativa, la signora Hawkins è una persona disponibile, che dà aiuto e consigli a chi ne ha bisogno, sacrificando completamente se stessa e le sue necessità. Proprio per questa sua indole altruista, è molto amata dagli inquilini della casa in cui vive e da Milly, l’anziana padrona di casa, che la considerano una sorta di saggia matrona, nonostante non abbia ancora compiuto trent’anni.
Stufa di occuparsi sempre dei problemi altrui, di mostrarsi gentile e politically correct al lavoro anche con chi non se lo merita, la signora Hawkins intraprende un percorso di dimagrimento, atto soprattutto a una riappropriazione di sé e al raggiungimento della felicità perduta.

Ambientato nella Londra degli anni Cinquanta, “A mille miglia da Kensington” (edito da Adelphi) è un sistema di storie, che come pianeti gravitano attorno alla figura della signora Hawkings, voce narrante del romanzo. Con grande abilità l’autrice coinvolge il lettore in più vicende, riguardanti sia gli abitanti della palazzina di South Kensington sia il luogo di lavoro della protagonista, mostrando progressivamente come la sua trasformazione – esteriore quanto interiore – si rifletta sul modo di rapportarsi con gli altri. Lungi dal voler essere un romanzo diplomatico, mette in scena personaggi egoisti, cinici, arrampicatori sociali, e li mostra attraverso lo sguardo sarcastico – e talvolta sprezzante – dell’attenta signorina Hawkins, che imparerà a fortificarsi, a diventare anch’ella un po’ egoista per sopravvivere all’egocentrismo del mondo.
Con il suo ritmo lento e l’uso minuzioso dei dettagli narrativi, Muriel Spark dà prova di grande abilità stilistica, dimostrando che anche una trama semplice può accattivare il lettore, se si posseggono le giuste nozioni per saperla raccontare.

Titolo: A mille miglia da Kensington
Autore: Muriel Spark
Genere: Satira
Casa editrice: Adelphi
Pagine: 198
Anno edizione: 1994
Prezzo: 12,92 euro
Tempo medio di lettura: 4 giorni
Da leggere: in una giornata fredda e uggiosa, con tè e biscotti.

L’autore:
Muriel Spark è stata una scrittrice scozzese. Nata da padre ebreo e madre cristiana, insegnò brevemente inglese e successivamente lavorò come segretaria in un grande magazzino. Durante la Seconda Guerra Mondiale lavorò per i servizi segreti britannici. La sua carriera letteraria ebbe inizio dopo la guerra, quando iniziò a scrivere poesie e pezzi di critica letteraria. Dopo aver vissuto a New York per alcuni anni, si trasferì in Italia, prima a Roma, poi in Toscana.

Vinse il premio US Ingersoll Foundation TS Eliot Award nel 1992 e il British Literature Prize nel 1997. Fu fatta Dama Comandante dell’Impero Britannico nel 1993, in riconoscimento dei servigi resi al paese con la sua produzione letteraria.

Claudia

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Dream Hunters – Il ponte illusorio (Myriam Benothman)

9788899768232_0_0_928_75«Sophie». Un mormorio appena accennato, poco più di un sospiro affidato alla brezza. Volse lo sguardo al libraio, chiedendosi come avesse indovinato il suo nome, ma lui non la guardava nemmeno. Tornò al libro. Per un attimo le sembrò di vedere un bagliore tra le lettere, come se una torcia scorresse le pagine dall’interno. Sbatté le palpebre, confusa, e la voce parlò ancora.”

Qualsiasi donna a cui da bambina abbiano letto o raccontato una fiaba ha sognato, almeno una volta, di poter visitare un regno incantato, popolato da fate, creature magiche di ogni tipo e principi azzurri dall’animo nobile e romantico.
Sophie, la protagonista di “Dream Hunters – Il ponte illusorio” di Myriam Benothman (edito da Astro), una diciassettenne francese che ha da pochi anni perso sua madre, non è da meno: vorrebbe tanto che quei luoghi fatati descritti nei libri fossero reali e che i principi e le principesse che hanno popolato i suoi sogni di bambina fossero suoi amici.
Un giorno, dopo essersi imbattuta in un antico libro di fiabe, le sovviene una strana allucinazione, che pare aprire le porte del suo subconscio su un altro mondo, familiare eppure fantastico, popolato dai personaggi più famosi della narrativa per l’infanzia, ma anche da tanti altri, all’apparenza ignoti.
Visitatrice straordinaria del misterioso regno di Anwyn, Sophie fa amicizia con il principe Allen e sua sorella Arliss, ma è soprattutto il loro terzo fratello, Axel, a far vibrare il cuore della ragazza come non le è mai successo prima d’ora.
Insieme ai tre nobili amici, Sophie vivrà alcune avventure straordinarie, interferendo con il corso della storia di molte fiabe note, credendo per l’appunto che sia tutto soltanto un sogno. Ma ciò che scoprirà presto è che ogni suo intervento può in realtà cambiare lo svolgersi delle vicende fiabesche e provocare effetti sconvolgenti sul mondo reale. E che c’è qualcuno, una strega nascosta ed estremamente malvagia, disposta a tutto pur di appropriarsi del suo potere di viaggiare tra i due mondi attraverso i sogni.
“Il ponte illusorio”, primo volume della trilogia “Dream Hunters” è stato una piacevolissima scoperta. Ben scritto, con originali affreschi di un mondo fantastico, mi ha riportato indietro nel tempo, ai miei sogni a occhi aperti di bambina. In attesa di leggere il secondo volume della saga, già dato alle stampe, conosciamo meglio l’autrice, Myriam Benothman, e cosa c’è dietro il suo affascinante mondo di fiaba.

Com’è nata l’idea di questa saga? L’ispirazione mi è venuta in sogno mentre ero in vacanza in Turchia. All’inizio ci ho scherzato su, ma l’idea continuava a ronzarmi in testa. Ho cominciato a fare ricerche approfondite e a scrivere quello che è poi diventato il primo libro.
Nel romanzo citi spesso Perrault. Quale tra le sue fiabe è la tua preferita? La mia fiaba preferita di Perrault è Cenerentola. Una fiaba intramontabile e riadattata in tantissime versioni. La mia preferita è Pretty Woman.
Tra i personaggi del regno di Anwyn, ce n’è qualcuno ispirato a una persona che conosci? Purtroppo no. Sarei felice di essermi ispirata a qualcuno per Alexander!
Quasi sempre le principesse delle fiabe sono, al contrario di Sophie, eroine passive. Credi ci sia ancora posto per loro nell’educazione delle bambine, in quest’epoca di emancipazione e ricerca della parità sessuale? Le eroine passive sono passate di moda, in quanto incarnano un ideale femminile ormai finito. Credo fermamente nella loro possibilità di riscatto, con una voce differente. Per questo motivo Sophie le spinge più o meno consapevolmente oltre i loro limiti. Sono convinta che abbiano molto di più da offrire e, se avrò l’opportunità di estendere la saga con un sequel, potrei divertirmi a dare loro una “seconda chance”.
Nel romanzo, Sophie cambia erroneamente il corso di alcune fiabe. Quale fiaba stravolgeresti di proposito, perché non ne gradisci il finale o ne vorresti uno diverso? Una domanda molto carina, grazie. Cambierei il finale della Sirenetta di Andersen, che trovo inutilmente triste e ingiusto.
Stai già lavorando al terzo e conclusivo libro della saga, presumo. Qualche anticipazione che vuoi condividere? Sto scrivendo il terzo libro, ambientato tre anni prima degli altri due. Posso dire che si scoprirà come si sono innamorati Alexander e Sophie, come lui le ha chiesto di sposarlo, e si assisterà a Belisma nel pieno delle sue forze e alla grande battaglia. Ci sarà da divertirsi!
Infine, un saluto ai Lettori Medi. Un caro saluto a tutti voi e un ringraziamento speciale per avermi dato questa opportunità!

Titolo: Dream Hunters – Il ponte illusorio
Autore: Myriam Benothman
Genere: Romance Fantasy
Casa editrice: Astro
Pagine: 271
Anno: 2016
Prezzo: 12,90 euro
Tempo medio di lettura: 4 giorni
Da leggere: sulla spiaggia o al parco, sorseggiando del tè freddo.

L’autrice:
Italiana nata a Tunisi, è cresciuta a Roma in una famiglia multiculturale. Quadrilingue con il pallino delle sfide, è la più giovane matricola nella storia dell’università “La Sapienza”.
Si laurea in Scienze politiche e Relazioni internazionali e intraprende una brillante carriera nel mondo del marketing e della comunicazione, diventando Global Head of Digital & CRM in Bulgari (Gruppo LVMH). Il nonno Alberto Perrini – premiato autore teatrale, critico letterario e giornalista – la invita a coltivare sin da piccola la passione per la scrittura, così lei si dedica alle fanfiction su Internet. Pubblicati sotto pseudonimo, i suoi racconti si ispirano a noti manga giapponesi, trovando ampio consenso tra le lettrici che la seguono con affetto da anni.

Claudia