Lettore medio

La memoria delle tartarughe marine (Simona Binni)

9788867902507_0_0_0_75“Duecento milioni di anni fa, le tartarughe vivevano sulla terra. Con l’arrivo dei dinosauri si rifugiarono in mare, diventando figlie dell’acqua. Ma la terra, che non accettò mai quel distacco, le richiamò a sé. Da quel giorno ogni tartaruga marina ritorna a lei, per deporre le sue uova. Più piccola del palmo di una mano, la sua volontà è l’unica forma di difesa che possiede. In quei pochi metri che la separano dal mare, si decide la sua sopravvivenza. Solo pochissimi esemplari riescono nell’impresa di inoltrarsi negli abissi marini. Ma non dimenticheranno mai da dove provengono”.

Dopo il successo di “Silverwood Lake”, Simona Binni ritorna con un nuovo graphic novel dal titolo suggestivo “La memoria delle tartarughe marine”, edito da Tunué, per la collana Prospero’s books.
Lampedusa. Un giorno di molti anni fa. Due bambini si godono il silenzio della spiaggia e un piccolo miracolo della natura: uova che si schiudono, minuscole tartarughe che, ascoltando forse un richiamo millenario, lentamente si avviano verso il mare.
Davide e Giacomo, questi i nomi dei due ragazzini divenuti nel frattempo adulti. Il primo è puro spirito, è una creatura del mare prestata alla terra, quella terra sicula nella quale affonda le radici per far ritorno subito al mare a bordo del Nautilus. Un’imbarcazione che Giacomo, ragazzo divenuto uomo e scappato al nord in cerca di un posto di lavoro, eredita dopo la scomparsa di Davide.
Un ritorno alle origini per Giacomo che, intenzionato a vendere l’imbarcazione, sarà costretto a ritornare in una Lampedusa fatta di ricordi (il flashback viene utilizzato con grande attenzione ed efficacia), di conti in sospeso e di nuovi incontri: Nelly, una giovane biologa dai tratti mediterranei e il look afro, un canuto pescatore di nome Tonno e Taro, un bambino giunto a Lampedusa a bordo di un’imbarcazione carica di clandestini, speranze disattese e tanta disperazione.
Un’occasione, per Giacomo, per guardarsi dentro, rivedere il proprio passato e immaginare, con occhi diversi, il proprio futuro.
Per evitare spoiler, lasciamo che sia Simona Binni, autrice del graphic novel, a raccontarci questo viaggio in una terra senza tempo, attraverso le domande del lettore medio:

Nome:Simona
Cognome: Binni
La memoria delle tartarughe marine: perché proprio questo titolo? Perché questa è una storia che parla di quanto sia importante conservare il ricordo del luogo da cui proveniamo. Un luogo non necessariamente fisico, ma anche solo mentale e simbolico, al quale è importante saper tornare per pacificarsi con se stessi. Le tartarughe marine, con la loro capacità di saper ritrovare la strada di casa, pur a distanza di chilometri e di anni, mi sembravano una metafora perfetta per prendere per mano il lettore e accompagnarlo in questo viaggio.
Negli ultimi anni Lampedusa ha fatto da sfondo a numerosi fatti di cronaca. Tu, invece, hai puntato sulla vena romantica di questo posto. Come mai? Perché Lampedusa è un posto meraviglioso e non merita di essere ricordata e vissuta solo come terra di disperazione e morte. Al contrario, è un luogo di speranza, è la prima mano tesa a dispetto di ogni indifferenza. È mare e profumo di salsedine, è occhi che si riempiono di colori e di attese. È il calore dei suoi abitanti e delle loro vite.
Nei tuoi lavori, il mare ha una forza narrativa notevole. Il suono delle onde, la trasparenza delle acque, il movimento calmo delle onde o cos’altro, in modo particolare, ti ispira? Fa così parte di me l’elemento marino, che difficilmente so descriverlo meglio. Posso solo darvi delle suggestioni. L’acqua sa essere silenziosa e riconciliarti con la parte più profonda di te. La sua trasparenza ti permette di guardare cosa c’è su un fondale. Mostra, ma non svela del tutto con le sue increspature. Il mare profuma, profuma di una cosa buona, che a me parla di infanzia. Come tutti gli elementi naturali è potente il suo fascino e la sua capacità di devastare.
A quali personaggi reali ti sei ispirata per i volti di Davide e Giacomo? Per il protagonista, Giacomo, mi sono ispirata a un attore che mi piace molto: Tom Hiddleston. Mi intrigava l’idea di farlo recitare nel mio graphic novel a costo zero! Un lusso per noi fumettisti.
La canzone che meglio ti rappresenta: Non ce n’è una in particolare o forse ce ne sono troppe.
Il romanzo che meglio ti rappresenta: Idem!
Nel tuo zaino non può mai mancare: L’occorrente per disegnare o per appuntarmi un’idea. Ah, pure un antidolorifico!
Recensisci in 300 battute il tuo graphic novel: Lo fanno già altri e molto meglio di me!
Quanto è importante il confronto coi lettori? Credo sia fondamentale. Una storia non è completa senza il loro punto di vista.
La richiesta più strana che t’ha fatto un lettore (sketch, dedica, altro)? Non avrei tempo di raccontarle tutte. Forse questa: durante una fiera, un signore mi chiese di disegnare lui e una bella donna, di mia invenzione, che lo abbracciava sensualmente. Inoltre la donna doveva essere poco vestita.
Riesci a goderti un fumetto da semplice lettrice oppure guardi tutto con l’occhio critico dell’addetto ai lavori? Prima leggo da appassionata e mi godo la storia. Poi rileggo e studio.
I tuoi idoli fumettistici? Paco Roca, Adrian Tomine, Gipi, David Mazzucchelli,  Manu Larcenet.
Saluta i lettori medi: Ciao e grazie per aver letto i miei sproloqui!

Titolo:
La memoria delle tartarughe marine
Autrice: Simona Binni
Genere: Graphic novel
Casa editrice: Tunué
Pagine: 172
Anno: 2017
Prezzo: € 16,90
Tempo medio di lettura: 2 ore
Da leggere: In spiaggia, al tramonto.
Letture consigliate: “Oceano mare” di Alessandro Baricco.

L’autrice
Simona Binni è nata a Roma nel 1975. Laureata in Psicologia dello sviluppo evolutivo, frequenta la Scuola Romana del Fumetto. Con la casa editrice Tunué ha pubblicato “Amina e il vulcano”, “Dammi la mano” e “Silverwood Lake”. Ha partecipato, inoltre, alla raccolta “STAGIONI. Quattro storie (e mezza) per Emergency”.

Paquito

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