Lettore medio

I custodi della neve (Dino Ticli)

9788899931148_0_0_0_75“Non so come si debba iniziare un diario. L’ho chiesto anche a don Bartolo ma lui, che mi ha insegnato a leggere e a scrivere, mi ha spiegato che è una cosa molto personale e che non ci sono regole. Meglio così, mi piace la libertà.”

Nella Sicilia del XVII secolo, Totò, ragazzino di dieci anni che non ha mai conosciuto i suoi veri genitori, ma è stato allevato da quattro aspiranti (o mancati) briganti, inizia a raccontare nel suo diario il bizzarro modo in cui la sua famiglia – costituita da don Bartolo, proprietario terriero caduto in disgrazia, zzu Cicciu, suo mezzadro, e i gemelli Saro e Cola, due ex minatori – ha avuto origine.
I quattro uomini, infatti, in fuga dalla provincia di Palermo per motivi diversi, si incontrarono nei boschi durante un inseguimento e decisero di ricominciare una nuova vita altrove, con un lavoro onesto, insieme.
Durante la ricerca di un luogo sicuro in cui stabilirsi, trovarono lui, Totò, abbandonato in fasce da alcuni teatranti girovaghi, e decisero di prenderlo in custodia, allevandolo come se fosse un loro nipote.
Negli anni a seguire, pur riuscendo a ritrovare la stabilità economica, con un nuovo lavoro e una nuova casa, i quattro zii dovettero comunque stare all’erta e scappare più e più volte dalle guardie palermitane che li cercavano per i loro vecchi misfatti.
E Totò racconta, con divertito entusiasmo, di tutte le volte che insieme riuscirono a sfuggire gli agenti, in una sequenza rocambolesca di avventure straordinarie, a cui fece da sfondo una splendida Sicilia rurale, bella e selvaggia, sempre pronta ad aiutare i nostri eroi nel momento del bisogno. E proprio grazie alla Madre Terra sicula i cinque divennero, tra un fuggifuggi e un altro, “custodi della neve”.

Ciò che si apprezza maggiormente di questo libro, oltre alla scrittura scorrevole e appassionante, sono la presenza costante del dialetto siciliano, che aggiunge una nota genuina alla narrazione, e la descrizione accurata dei luoghi e degli eventi storici presenti nel testo, seppure in maniera romanzata, che portano il lettore a compiere un vero e proprio viaggio esplorativo insieme con Totò e i suoi singolari zii adottivi.
Splendide anche le illustrazioni, a cura di Laura Proietti, coloratissime e magnetiche, che donano all’intera vicenda una atmosfera da sogno.
Essendomi, dunque, affezionata alla storia, ho deciso di porgere all’autore alcune domande, per conoscere meglio il “dietro le quinte” del suo lavoro e indugiare ancora un po’ nella soleggiata Sicilia di Totò.

Com’è nata l’idea di questo romanzo? Durante un’escursione sulle pendici dell’Etna, una guida mi ha mostrato un largo pozzo che terminava in un antro. Era colmo di neve, vista la stagione, e si trovava vicino a una vecchia costruzione in pietra. “Qui lavoravano i nevaioli; coloro che abitavano in quella casa e si prendevano cura della riserva di neve erano i custodi della neve” mi ha spiegato. L’ho trovato un appellativo così affascinante da sembrare il titolo di un romanzo. E così è stato.
Ho dedicato il libro a Nellina Adorno, titolare della libreria per ragazzi Tempolibro di Catania, ormai non più in attività dopo la morte della mia amica libraia. A lei avevo parlato di questa mia scoperta, ricevendo una mano preziosa per raccogliere tutte le informazioni storiche necessarie per ambientare il mio racconto.
Don Bartolo, zzu Cicciu, Saro e Cola sono personaggi forti e vitali, ma che risultano anche molto simpatici. Con chi, più di tutti, senti di avere un’affinità? Ho preso spunto per crearli dalla famosa Grotta dei Ladroni o della Neve, davvero esistente sull’Etna, nel comune di Sant’Alfio, che serviva proprio per raccogliere la neve invernale. Quindi li ho descritti come quattro “quasi” briganti la cui unica colpa era quella di essere dei poveracci maltratti dalla vita e dai cattivi consiglieri.
Forse sento maggior affinità con don Bartolo, tanto ingenuo quanto buono d’animo e erudito.
Nel romanzo, Totò si rifugia spesso nell’antro dei melograni per giocare ed esplorare. Qual è il luogo che funge da rifugio per te, quando hai voglia di stare per conto tuo? Vivo a Lecco, tra lago e monti. Ho un’altra casa proprio in montagna, facilmente raggiungibile, immersa nella natura, lontana dal caos della città e dai rumori. Rifugio ideale per respirare aria buona, per rilassare mente e corpo e per scrivere.
“I custodi della neve” è un romanzo d’avventura scritto soprattutto per i ragazzi. Qual è stato il romanzo che nell’infanzia (o nell’adolescenza) ha segnato maggiormente il tuo modo di essere? Ho sempre amato leggere. Nell’infanzia adoravo i libri di avventura come Le avventure di Tom Sawyer, Zanna bianca o Il Richiamo della foresta. Anche i romanzi storici, in cui mi sono cimentato come scrittore, mi hanno sempre appassionato. Ricordo con piacere Quo Vadis, Sinuhe l’Egiziano o L’Assiro. Nell’adolescenza mi sono ritrovato a leggere in un’estate noiosa le Novelle per un anno di Pirandello che hanno lasciato un segno indelebile.
Nella tua storia si racconta anche della plurisecolare tradizione siciliana del gelato e dell’invenzione dell’apposita macchina. Se potessi inventare un nuovo gusto di gelato, quale sarebbe? Credo che abbiano inventato ormai di tutto, anche gusti impensabili e improbabili che farei fatica a scegliere. Adoro il gusto al pistacchio, per cui non chiedo niente di meglio.
Sei autore di molti libri per ragazzi. Hai già qualche nuovo progetto in cantiere? Ho sempre qualche idea. Nel mio computer ho creato una cartella per memorizzare idee e progetti. Molti rimarranno tali, altri prenderanno forma col tempo. In realtà, ho anche qualche opera già finita, come un romanzo storico – stranamente anche di attualità – ambientato al tempo in cui i Neanderthal stavano per lasciare definitivamente il posto ai nuovi padroni del mondo: i Sapiens. Ha solo bisogno degli ultimi ritocchi e di un editore che creda nel progetto.
Infine, vuoi fare un saluto ai Lettori Medi? Rivolgendomi a tutti i miei giovani lettori, che abbraccio virtualmente, ricordo loro che leggere aiuta a crescere, rinforza lo spirito, forma il carattere, permette di esprimere al massimo le proprie potenzialità creative e, infine, è un ottimo rimedio contro la noia. Addirittura meglio delle vitamine o di… un buon gelato!

Titolo: I custodi della neve
Autore: Dino Ticli
Genere: Avventura, Narrativa per ragazzi
Casa editrice: Verbavolant edizioni
Pagine: 125
Anno edizione: 2017
Prezzo: 13 euro
Tempo medio di lettura: 2 giorni
Da leggere: in spiaggia o al parco, quando si è circondati dalla natura e desiderosi di avventure.

L’autore: Dino Ticli è laureato in scienze geologiche e lavora come insegnante di liceo a Lecco. È consulente di musei e associazioni naturalistiche per la realizzazione di mostre e conferenze. È autore di numerosi libri per ragazzi, grazie ai quali ha vinto alcuni premi. Tra questi: Sette giorni a PiroPiro, Voglio un cane!, Ritorno a PiroPiro, La macchina del tuono, La vera storia della spada nella roccia, tutti con Piemme.

Claudia

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