Lettore medio

Batata (Graciela Beatriz Cabal)

9788857609713_0_0_551_75Ci sono case pulite, splendenti e profumate di pino. Case con le federe sulle poltrone per non impiastricciarle e le pattine di lana per non macchiare i pavimenti. Case dove le cose vecchie o bucate vanno a finire nella spazzatura. Sono case perfette.
In queste case perfette i cagnolini veri non possono entrare. Perché i cagnolini veri fanno la pipì e la cacca, nascondono gli ossi sotto i cuscini e fanno una serie di altre cose da far drizzare i capelli a certa gente.

Una ragazzina molto curiosa e dotata di una fervida immaginazione, un cane combinaguai e una mamma che proprio non vuol saperne di ritrovarsi animali in casa. Sono questi gli ingredienti di “Batata” (edito da #logosedizioni), il racconto di Graciela Beatriz Cabal illustrato da Giulia Pintus.
Giulietta, la protagonista della storia, vorrebbe tanto possedere un cane, ma sua madre – ossessionata dalle pulizie – non vuol proprio saperne. L’abitazione deve essere sempre linda e profumata. Alla ragazzina non resta che creare un cane di pezza con cui trascorrere le giornate. Una monotonia che viene interrotta dall’incontro fortuito con Batata, un piccolo meticcio che non vuol saperne affatto di separarsi dalla ragazzina.

Una bella storia di sogni e di amicizia quella raccontata dalla Cabal. Grazie a Batata, Giulietta inizia a comprendere il significato della parola responsabilità: il cane non è un giocattolo, ma un essere vivente del quale prendersi cura. Inoltre la padroncina dovrà educare Batata affinché limiti il numero di guai.
Il vero punto di forza di questa storia sono le illustrazioni: il tratto delicato e i colori pastello con cui Giulia Pintus ha animato le pagine del racconto permettono ai lettori di qualsiasi età di sognare a occhi aperti e vivere pienamente una storia rivolta a un pubblico di giovani lettori, ma pure a quelli coi capelli bianchi.
Non aggiungo altro e cedo la parola all’illustratrice di queste pagine…

Batata. Quali sono state le tue prime impressioni da lettrice e quali quelle da illustratrice? Quando ho letto “Batata”per la prima volta mi ha incuriosito la semplicità della storia. Ho pensato che Graciela Cabal avesse trovato il modo giusto di rivolgersi ai bambini, usando le loro parole e i loro pensieri. Per illustrarla ho provato a utilizzare la stessa tecnica: sono tornata bambina e – inutile dirlo – mi sono divertita moltissimo.
Hai dedicato questo lavoro a Senape, il tuo cagnolino. Lecito chiederti: che tipo di rapporto hai con lui e quanto ti ha ispirato la tua quotidianità per illustrare questa storia?Senape ed io siamo molto legati, migliori amici. Viviamo insieme, solo io e lui. Quando illustravo Batata lui era con me da meno di un anno, quindi mi ricordavo bene i primi disastri che faceva in casa e tutto l’impegno che c’è voluto per insegnargli le cose. Mi sono molto immedesimata in Giulietta anche per questo!
Quali sono stati i primi feedback da parte dei lettori? Non c’è niente da fare, a tutti piacciono le storie con i cagnolini! Ai bambini, soprattutto. Infatti, un sacco di volte, dopo che i bambini leggono “Batata”, li sento dire “Mamma, possiamo prendere un cagnolino?”. Spero sempre che la mamma ci pensi un po’ e poi risponda di sì.
Al fine di conoscerti un po’ meglio: quando e in che modo hai capito che la passione per l’illustrazione doveva diventare un lavoro? Disegnare è sempre stato il mio gioco preferito. Le bambole, la TV non mi interessavano molto. Quando poi ho dovuto scegliere le scuole, i miei genitori mi hanno sempre incoraggiata;in fondo anche loro fanno un lavoro artistico, pertanto l’idea di lavorare con quel che mi è sempre piaciuto è sempre stata molto chiara.
Il libro che rileggeresti senza mai annoiarti e quello che, ultimamente, giace sul tuo comodino. Quando mi piace tanto un libro ho il vizio di ricomprarmelo in varie edizioni. Ad esempio“Le Streghe” di Roal Dahl, del quale ho tutte le versioni. Ultimamente ascolto audiolibri mentre lavoro, mi viene comodo e faccio due cose insieme.Adesso sto iniziando “Momenti di trascurabile felicità” di Francesco Piccolo.
Raccontaci il tuo 32esimo Salone Internazionale del Libro, da addetta ai lavori, ma soprattutto da lettrice. Io amo le fiere del libro. Mi piace tutto: girare tra gli stand e anche fare le dediche tutto il tempo; mi piacciono le persone, si fanno sempre conoscenze nuove e belle. Anche quest’anno ho sentito una bella atmosfera e me la sono portata a casa insieme a una valigia di libri.
Domanda marzulliana: cosa ti aspetti da questa storia? Io sono positiva di natura. Mi aspetto il meglio e non vedo l’ora. Intanto mi godo il viaggio.

Titolo: Batata
Autrice: Graciela Beatriz Cabal
Illustratrice: Giulia Pintus
Casa editrice: #logosedizioni
Genere: racconto illustrato
Pagine: 48
Anno: 2018
Prezzo: € 7,00
Tempo medio di lettura: 1 ora
Dopo aver letto questo libro: prendere seriamente in considerazione la possibilità di adottare un cagnolino.

L’autrice
Graciela Beatriz Cabal (1939–2004) è stata una scrittrice e giornalista argentina. Accanita lettrice, è stata studentessa di Jorge Luis Borges. Trovava noiose le Cenerentole e le case perfette, mentre le piaceva moltissimo collezionare premi e viaggiare per l’Argentina con la sua valigia carica di racconti. Ha avuto figli, nipoti, un marito, un cane, un gatto, pappagalli e una casa tanto, ma tanto, strana. Ha scritto più di sessanta libri per ragazzi, e anche qualcuno per adulti, tutti finora inediti in Italia. “Batata” è stato pubblicato per la prima volta nel 1998. Della stessa autrice #logosedizioni ha pubblicato anche “Giacinto” (2018), il suo primo racconto.

L’illustratrice
Giulia Pintus è un’illustratrice freelance e all’occorrenza una scrittrice strampalata. Vive tra Piacenza e Bologna, ma spera di abitare in tutto il mondo. Le piace usare la matita come i bambini e ama accostare il verde salvia al rosa. Quando è felice disegna ortaggi. Quando è triste disegna barattoli. Lavora in uno studio a righe e pois che si chiama Foglie al Vento. Il suo cagnolino si chiama Senape.Per #logosedizioni ha pubblicato “Attilio” (2017), “Giacinto” e “Batata” (2018).

Paquito

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